Lettera di Difesa Online al nuovo ministro della Difesa

(di Tiziano Ciocchetti)
22/10/22

Con il giuramento di oggi, di fronte al presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, il governo Meloni entra nella sua piena legittimità istituzionale. Con esso avremo un nuovo ministro della Difesa: Guido Crosetto.

Guido Crosetto non è certamente una new entry al dicastero di Via XX Settembre, infatti già nell’ultimo governo Berlusconi (2008-2011) aveva ricoperto la carica di sottosegretario alla Difesa, distinguendosi dai predecessori per un coinvolgimento diretto nel valutare gli equipaggiamenti in acquisizione da parte delle Forze Armate (una foto lo immortale mentre testa in un poligono il nuovo fucile d’assalto beretta ARX-160).

Nel 2014 esce dalla politica e viene nominato presidente della AIAD (Federazione aziende italiane per l'aerospazio, la difesa e la sicurezza) di Confindustria. Dopo un breve ritorno in Parlamento, si dimette per tornare a svolgere il suo ruolo di presidente della AIAD, in quanto giudicata da egli stesso incompatibile con la carica istituzionale.

In un Paese dove il conflitto d’interessi viene sbandierato da tutte le arti politiche come un attentato alla democrazia, senza che nessuna di esse abbia mai fatto una legge che lo limitasse, il gesto di Crosetto la dice lunga sul la considerazione che ha delle Istituzioni repubblicane. Appare quindi sorprendente che le opposizioni (il plurale è d’obbligo) attacchino il neo ministro proprio sul ruolo di ormai ex presidente della AIAD.

Un ministro va giudicato per ciò che compie nell’esecuzione del suo mandato, questo è assolutamente ovvio. È altresì vero che Crosetto abbia rinunciato a compensi milionari da dirigente privato per ricoprire una carica pubblica assolutamente non comparabili in termini di emolumenti.

Un precedente che mi viene in mente riguarda la vicenda di Rober McNamara, segretario alla Difesa dell’amministrazione Kennedy nel 1960.

Quando gli venne proposta la carica, McNamara era un dirigente della Ford (aveva raggiunto la carica di presidente) con dei compensi tra i più alti al mondo.

Egli accettò di rinunciarvi per servire la propria Nazione che stava combattendo la Guerra Fredda.

Proprio il patriottismo che Lei (Crosetto) ha dimostrato, deve essere il faro del suo mandato, nell’interesse dei nostri soldati e della Nazione.

Quindi, ora che ricopre la carica di ministro della Difesa italiano spero che vorrà prestare attenzione, se già non lo ha fatto, agli articoli da noi scritti circa i programmi di aggiornamento della componente pesante del nostro Esercito.

Nel corso del prossimo convegno del Centro Studi Esercito (visto che ha già partecipato a quello dello scorso luglio), speriamo ci sarà occasione per un confronto su tali tematiche.

Inoltre La vorremmo vedere “battersi” perché i nostri soldati possano di nuovo cimentarsi in vere esercitazioni combat, anche a livello di battaglione, senza dover ottemperare pedissequamente alla Legge 81/2008, pensata per i lavoratori civili ma che poco si adatta alle questioni militari.

Nella speranza che finalmente avremo una flotta in grado di esprimere anche capacità offensive (in termini di lancio di missili antinave), Difesa Online Le augura un proficuo lavoro al servizio della Nazione.

Foto: ministero della difesa / U.S. DoD

rheinmetal defence