L'ISIS attacca base dei marine: brutta idea, si scatena l'inferno

13/02/15

I fondamentalisti dello Stato Islamico hanno conquistato una città irachena a pochi chilometri da una base aerea dove centinaia di Marine americani stanno addestrando le truppe locali. A lanciare la notizia è stata l’agenzia di stampa Reuters, citando funzionari iracheni.

I militanti hanno conquistato gran parte della città di al-Baghdadi, nella zona occidentale del paese. Secondo il governo iracheno, il novanta per cento del distretto di al-Baghdadi è caduto sotto il controllo degli insorti. I militanti hanno attaccato la città da due direzioni prima di avanzare verso l'interno.

Un portavoce del Dipartimento della Difesa ha confermato a Fox News che "pesanti combattimenti" hanno avuto luogo in quella zona poche ore fa, non confermando ne smentendo la caduta della città.

Non c’è stato alcun attacco diretto all’aeroporto di Al Asad – hanno confermato dal Pentagono – anche se è stato riscontrato un "inefficace fuoco indiretto in prossimità della base".

Secondo Reuters, però, un gruppo di ribelli avrebbe invece attaccato la base, fortemente corazzata e protetta da un fuoco di sbarramento aereo probabilmente unico in Iraq, senza riuscire a superare il perimetro difensivo.

Nella base aerea di Al Asad sono stanziati 320 soldati dello Special Purpose Marine Air-Ground Task Force per addestrare la Settima Divisione di fanteria irachena.

La struttura si trova a meno di 13 minuti dalla città conquistata dai fondamentalisti dell’Isis.

Anche se i miliziani dell’Isis volessero davvero attaccare una base americana, nella fattispecie quella di Al Asad, l’impresa sarebbe più difficile del previsto.

La base è sorvolata h24 da droni armati che, grazie al loro raggio d’azione, monitorano tutti i possibili spostamenti verso l’aeroporto.

Non parliamo di una stazione di polizia irachena, ma di una base fortemente corazzata che ospita un cospicuo contingente dei Marine.

L’Isis, per poter sperare soltanto di arrecare qualche danno alla struttura, dovrebbe accumulare un gran numero di mezzi e combattenti: cosa che li renderebbe “vulnerabili” agli attacchi aerei americani.

Al Asad è all’interno dello schermo protettivo di pronto intervento degli A-10, F-15, F-16 ed F-18 e delle cannoniere volanti. Nella stessa base sono dislocati una dozzina di elicotteri d’attacco AH-1 Super Cobra. Senza considerare, infine, i blindati leggeri (Mrap) e pesanti dentro la struttura: tra questi ultimi, anche venti M1A1 Abrams.

I Marine rischierati ad Al Asad poi, non sono comuni soldati: è una formazione standard pronta al combattimento in situazioni di crisi totalmente autosufficiente.

Se l’Isis provasse davvero a conquistare la base, dovrebbe assemblare un piccolo esercito che verrebbe bombardato con tutto il munizionamento a disposizione degli USA già a chilometri di distanza dal perimetro dell’aeroporto.

La provincia di Anbar è da tempo zona di frequenti combattimenti tra i fondamentalisti e le truppe regolari irachene.

Poche settimane fa il Pentagono ha confermato che alcuni colpi di mortaio sono piombati a nei pressi della base, senza però causare danni alle infrastrutture o ai soldati.

Ad oggi, tutti gli attacchi contro la base di Al Asad sono stati definiti come “inefficaci”.

Franco Iacch

(foto: US DoD)

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