I volontari della BARS. La “carne da cannone” di Putin

(di Nicola Cristadoro)
02/02/23

Nella seconda metà del gennaio 2023 è stato rilevato l’afflusso presso l’area addestrativa di Kadamovskiy (regione di Rostov-sul-Don) dei riservisti reclutati con la “mobilitazione parziale” di settembre, per un periodo di preparazione in attesa di essere inviati al fronte. Questi riservisti sarebbero prevalentemente destinati a ripianare le gravi perdite tra i ranghi delle unità della “Riserva Nazionale delle Forze da Combattimento” (Boyevoy Armeyskiy Rezerv Strany – BARS) e del Gruppo “Wagner”. Del Gruppo “Wagner” si è detto molto, poco invece si sa dei reparti della BARS.

Innanzitutto va detto che questi reparti nulla hanno a che vedere con l’omonima unità, il 26° OSN1 “Bars” (“Leopardo”) delle forze speciali già alle dipendenze del Ministero dell’Interno ed ora inquadrata nella Guardia Nazionale con compiti di controterrorismo.2

Si tratta, invece, delle forze create con un programma avviato nel 2021 e sviluppato in conformità con il Decreto del presidente della Federazione Russa “Sulla creazione di una riserva di personale di mobilitazione delle Forze Armate della Federazione Russa”, con cui il Ministero della Difesa della Federazione Russa ha deciso di incrementare la riserva di personale da attivare in caso di mobilitazione nazionale per esigenze belliche, in base a specifici requisiti.

Secondo quanto sostenuto dai vertici militari del Paese, non si sarebbe trattato di una preparazione alla guerra, ma di un'attività pianificata per migliorare le capacità di difesa del Paese e mantenere le Forze Armate pronte a svolgere i compiti loro assegnati. Col senno di poi, tuttavia, qualche riserva mentale sorge spontanea, relativamente all’onestà intellettuale per cui le ragioni di questo approntamento di forze fresche e prontamente disponibili siano realmente quelle dichiarate. Tra l’altro, secondo il Ministero della Difesa russo, a partire dal 2016 ogni anno le unità con i riservisti hanno partecipato a tutte le principali esercitazioni che si svolgono dalla Kamchatka a Kaliningrad, dal Circolo Polare Artico alla Crimea.

Addestrare in modo costante e sistematico i riservisti implica dei costi notevoli per una forza armata e, se non si hanno degli obiettivi precisi, è una delle voci su ci si interviene con sollecitudine quando si tratta di operare dei “tagli alla difesa”.

Vediamo, allora, in cosa consiste il nuovo progetto. In breve, la “Riserva Nazionale delle Forze da Combattimento” è costituita da decine di migliaia di riservisti offertisi volontari, che hanno superato un rigoroso screening presso gli uffici di arruolamento militare e sottoscritto un firmato contratto con la Difesa. La priorità è data a coloro che sono stati congedati di recente e che non hanno ancora perso le loro competenze militari nelle specialità professionali militari più richieste. Il candidato deve essere idoneo al servizio militare (1^ categoria) o con limitazioni minori (2^ categoria) ed avere frequentato almeno le “9 classi di istruzione generale”, che nel sistema scolastico russo corrispondono alla nostra “licenza media”. Successivamente, in base ai risultati di una selezione psico-attitudinale, viene giudicato idoneo o meno ad essere inquadrato nella specialità prescelta.

A coloro che si offrono di a prestare servizio nella “riserva attiva”,3 il Ministero della Difesa promette incentivi finanziari, ma non solo. Innanzitutto la partecipazione al progetto prevede agevolazioni per chi avesse già svolto il servizio di leva e, trascorso del tempo, desiderasse arruolarsi come militare “a contratto” – i volontari a ferma prolungata (kontratniki) – con possibilità di carriera anche in posizioni di ufficiale, su segnalazione dei propri comandanti e superiori. Viene, altresì, garantita l’istruzione alla guida di mezzi militari ed un elevato standard di addestramento al tiro con diversi tipi di armi. Particolarmente allettanti, tuttavia, sono le agevolazioni per l’ammissione in 35 università del Ministero della Difesa russo per la formazione, la riqualificazione o il miglioramento in 159 specialità e professioni civili e la possibilità di ricevere assistenza medica qualificata. È interessante vedere la pubblicità per l’arruolamento nella riserva realizzato dal Ministero della Difesa russo:

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Vediamo come funziona il processo di selezione per la BARS. Nel 2021 il Distretto Militare Meridionale è diventato il sito sperimentale per l'implementazione del progetto. All’epoca, il colonnello Igor Egorov, commissario militare della regione di Rostov, ha spiegato che l'ufficio di registrazione e arruolamento militare della regione aveva ricevuto l’incarico della creazione di una riserva di personale per la mobilitazione nelle forze armate russe.5 Va detto che già dal 2015 il Distretto Militare Meridionale era stato coinvolto in una sperimentazione per introdurre un nuovo sistema di equipaggiamento delle truppe, impiegando cittadini che avevano firmato un contratto per entrare a far parte del personale della riserva, secondo i criteri allora in vigore.

Nel 2021, dunque, la decisione del Cremlino di aumentare il numero dei riservisti ha attribuito al Commissariato Militare della regione il compito di selezionare circa 5.000 persone, con il piano di portarli a 38.000 entro l’anno. Secondo il commissario militare della Carelia, colonnello A. Artemyev, il numero totale di BARS arriva a 100.000 persone. Alle fine del 2021 Il Distretto Militare Meridionale rappresentava il 38% dei riservisti della BARS, il che rappresenta un ulteriore indicatore che questo Distretto si stesse preparando ad attaccare l'Ucraina.

Il lavoro dei Commissariati Militari Municipali per la selezione dei cittadini nella riserva attiva è organizzato in due fasi. In primo luogo, viene effettuata una selezione individuale dei cittadini che hanno svolto il servizio militare di leva o come volontari o come kontratniki; questi, in seguito, sono sottoposti alla valutazione di una commissione medica e presentare la documentazione necessaria. Durante la seconda fase, vengono preparati i fascicoli personali e i candidati vengono inviati presso le unità militari. Una peculiarità dell'organizzazione di questo lavoro nel Distretto Militare Meridionale è la partecipazione diretta dei rappresentanti delle unità militari alla selezione dei riservisti nella prima fase.

In conformità con la Legge federale n. 288-FZ del 30 dicembre 2012, è previsto che i contratti di permanenza nella riserva del personale di mobilitazione vengano stipulati con gli ufficiali della riserva di 1^ categoria, i marescialli, i sergenti e i soldati di 1^ e 2^ categoria. I criteri relativi all’età sono i seguenti: ufficiali inferiori (sottotenente, tenente, tenente superiore) - fino a 47 anni; ufficiali superiori (maggiore, tenente colonnello) - fino a 52 anni; colonnelli - fino a 57 anni; marescialli, sergenti e soldati della riserva - fino a 42 anni.

L’addestramento dei riservisti prevede un impegno di 2-3 giorni al mese e la partecipazione a campi d’arma, di solito per 20 giorni. Durante le sessioni di addestramento e i campi d’arma, i riservisti vengono istruiti sull’uso di tutti i tipi di armi in dotazione e nella guida di veicoli militari, oltre a partecipare ad esercitazioni pratiche di combattimento relative alle proprie specializzazioni.

Trascorso un anno dall’arruolamento nella riserva, un riservista che abbia un grado militare inferiore a quello previsto dall’incarico svolto viene abilitato al grado militare superiore.

L'indennità in denaro dei riservisti è calcolata in base al loro grado e alla loro posizione militare, per il tempo trascorso nella riserva, separatamente in riferimento ai singoli giorni di addestramento e all’addestramento annuale svolto durante i campi d’arma. Per il Ministero, in considerazione delle difficoltà finanziarie incontrate dalla popolazione al giorno d’oggi, è molto importante che coloro che aderiscono alla “riserva attiva” ricevano regolarmente un sostegno economico da parte dello Stato.

Il colonnello Konstantin Zapatotsky, capo del dipartimento di mobilitazione organizzativa del Distretto Militare Meridionale, ha spiegato alla rivista Zvezda che, nelle intenzioni del Ministero della Difesa russo, il riservista deve ricevere le stesse tutele previste per i militari in servizio. Sotto l’aspetto economico lo Stato deve garantire ai riservisti pagamenti adeguati.6 Ad esempio, un ufficiale riceve fino a 10.000 rubli per tre giorni di formazione, un sottufficiale fino a 5.000 rubli. Un ufficiale riceve da 30 a 75.000 rubli per 30 giorni di campo di addestramento, un soldato - fino a 25.000 rubli.

Alla conclusione del primo contratto, il pagamento forfettario all'ufficiale sarà effettuato fino a 66.000 rubli, al sergente e al militare semplice fino a 39.000 rubli, a seconda della durata del contratto. L'accordo prevede che i riservisti mantengano il loro posto di lavoro principale. Inoltre, in caso di necessità, sono garantite cure mediche gratuite e indennizzi assicurativi. Alla fine del primo contratto triennale e alla stipula di un nuovo contratto, i riservisti hanno diritto a un pagamento in contanti una tantum pari a un mese di stipendio e a bonus mensili per il servizio continuo nella riserva pari al 10%. L'indennità aumenta al 20% a parità di anzianità di servizio da 5 a 10 anni.

Il programma di formazione della BARS prevede anche una compensazione finanziaria per i datori di lavoro dei combattenti che entrano a far parte della riserva. Quando si è chiamati a partecipare a campi di addestramento e a esercitazioni militari, è previsto un rimborso delle spese sostenute dall'azienda per pagare la retribuzione media dei riservisti che vi lavorano. Durante le sessioni di addestramento e le esercitazioni militari vengono forniti tre pasti al giorno. Ai riservisti vengono fornite nuove e moderne uniformi per tutto il periodo di permanenza nella riserva.

Nel suo incarico di comandante del Distretto Militare Meridionale, il generale d’Armata Alexander Dvornikov, ha elogiato le azioni dell’unità di riservisti in forza al distretto che ha partecipato ad un'esercitazione tenutasi nel 2021 presso una struttura militare della Flotta del Baltico. Ha stabilito il compito di prevedere la partecipazione dei comandi delle unità e dei reparti della difesa territoriale del Distretto Militare Meridionale a tutte le esercitazioni tattiche a livello battaglione e reggimento. Dvornikov ha dichiarato: “L'equipaggiamento della riserva delle Forze da Combattimento del Paese è un’attività pianificata per migliorare la capacità di difesa dello Stato e per realizzare questo progetto è necessario concentrare gli sforzi di tutte le autorità amministrative regionali, nonché dei rappresentanti delle società cosacche nell'area di responsabilità delle entità costitutive della Federazione Russa.”7

L’aspetto interessante di questa affermazione è rappresentato dall’attenzione rivolta ai cosacchi. Alla fine del 2022, i media russi hanno riferito con grande enfasi l’invio di 150 cosacchi dell’area di Kuban in rinforzo ai 2.600 soldati dell’“Esercito Cosacco di Kuban” impegnati nell’area delle operazioni in Ucraina.8

Ma chi sono i “cosacchi di Kuban”? Si tratta di cosacchi provenienti dalla regione di Kuban in Russia. La maggior parte dei cosacchi di Kuban sono discendenti di diversi grandi gruppi di cosacchi che furono reinsediati nelle regioni nord-occidentali del Caucaso alla fine del XVIII secolo. In particolare, l’“Esercito Cosacco di Kuban” si è formato nel 1860 ed è esistito fino al 1918. Durante la guerra civile russa, i cosacchi di Kuban proclamarono la Repubblica popolare di Kuban e giocarono un ruolo chiave nel teatro meridionale del conflitto. Tra il 1917 e il 1933, i cosacchi di Kuban hanno sofferto pesantemente durante la politica sovietica mirata a minarne l’autonomia e la cultura. Successivamente, durante la Seconda Guerra Mondiale, i cosacchi combatterono sia per l’Armata Rossa che contro di essa, nei ranghi della Wehrmacht tedesca. Il moderno “Esercito Cosacco di Kuban” è stato ristabilito nel 1990, in seguito al dissolvimento dell’Unione Sovietica.

I 150 cosacchi di Kuban sono stati assegnati ai distaccamenti BARS-16 e BARS-1. Prima dell’invio nel teatro operativo, sono stati sottoposti a due settimane di addestramento nel territorio di Krasnodar e nella regione di Rostov per istruirsi sull’impiego delle armi in dotazione e delle mine, oltre all’acquisizione di nozioni di primo soccorso medico, della capacità di effettuare ricognizioni e di utilizzare attrezzature militari e droni. Prima della partenza, i cosacchi di Kuban sono stati salutati con una cerimonia solenne, cui hanno partecipato anche i cosacchi del Don del distretto di Myasnikovsky, per onorare i compatrioti e commilitoni.9 Gli organi di stampa hanno sottolineato come i cosacchi di Kuban si fossero già distinti in battaglia, in occasione degli scontri avvenuti a Krasny Liman, nella Repubblica Popolare di Donec’k, impedendo alle preponderanti forze ucraine di entrare nella città.10

Accanto ai distaccamenti BARS 1 e Kuban BARS-16 sono stati creati i distaccamenti, Orel (Aquila) BARS-9, Rurik BARS-13 e Grom (Tuono) BARS-20. Tra questi, la BARS-13 è una delle unità più giovani coinvolte nel conflitto. Ciononostante, forte di circa 500 uomini provenienti da tutto il territorio russo, a detta della stampa russa è l'unità più esperta, addestrata ad effettuare ricognizioni speciali ed attaccare le fortificazioni nemiche.11

Il fondatore e comandante dell'unità BARS-13 è Sergey Fomchenkov (“Fomich”), personaggio mosso da un forte sentimento anti-occidentale che affonda la sua retorica nel pensiero propugnato dallo scrittore e intellettuale Eduard Limonov: “Ero già un patriota della Russia e un 'anti-occidentale' allora, quando non era così di moda come lo è adesso. Limonov ha detto cose assolutamente giuste dalla fine degli anni '80, esortando tutti a sbarazzarsi dell'euforia della perestrojka e dell'amore della nostra élite per l'occidente con i suoi presunti valori.” 12 L’incidenza del pensiero di Limonov sulla narrativa e sulla propaganda bellicista russa è notoria.13

Sergei Fomchenkov ha raccontato al canale Russia 1 come gli è venuta l'idea di creare questo distaccamento. Il comandante del battaglione BARS-13 ha affermato di essere andato per la prima volta nel Donbass nel 2014 come volontario, dove ha trascorso otto anni. Quando è iniziata l’“operazione militare speciale”, in quanto in possesso di una notevole esperienza militare, è riuscito ad ottenere che gli fosse affidato il compito di formare un battaglione e di comandarlo.14

Propose, allora, l’adesione su base volontaria all’unità in formazione alle sue dipendenze. Inizialmente si unirono a lui coloro che lo conoscevano personalmente o che ne avevano sentito parlare e tra i primi membri del distaccamento figuravano per lo più persone esperte. Alcuni dei volontari, tuttavia, non hanno l'esperienza e le capacità necessarie per operare in un contesto di guerra ad alta intensità quale quello ucraino. Secondo Sergey Fomchenkov, questo non è un problema perché, pur consapevoli di poter andare incontro alla morte, “i nuovi arrivati ​​ardono di un sincero desiderio di difendere la propria patria e imparare rapidamente dai compagni più anziani.”15

Vediamo quale sia il percorso operativo di questa unità nella narrativa della propaganda russa:

Il 12 maggio 2022, la "Legione russa" formata nella regione russa di Rostov è arrivata nella regione ucraina di Kharkov ed è stata immediatamente impegnata in feroci battaglie nella direzione di Izyum. Nell'ottobre 2022 hanno iniziato ad arrivare nel battaglione rinforzi tra i più esperti "kuzmichi" mobilitati, per formare principalmente nuove squadre di mortaisti in questa unità. Nell'autunno del 2022, i corrispondenti militari hanno iniziato a chiamare la "Legione russa" - "foreste di Barsy Kremenny", per le azioni audaci e coraggiose dei "barsik" nelle foreste vicino al villaggio di Kremennaya sulla direttrice di Svatovsky.16

Tutto questo eroismo ha un prezzo, come è normale che sia in una guerra. A titolo esemplificativo cito il comandante del distaccamento BARS- 9, Rustam Ziganshin. Questo militare, proveniente dalla Bashkiria, aveva 36 anni quando è stato ucciso il 27 agosto 2022, nei pressi del villaggio di Vladimirovka (oblast’ di Donetsk).17

Questa citazione vuole essere uno spunto di riflessione sul sentimento che spinge i volontari della BARS ad aderire alla “causa russa”, mossi dall’efficacia della propaganda del Cremlino che fa abilmente leva sul sentimento patriottico di questi uomini. E il sentimento patriottico, da un punto di vista militare, è sempre nobile. Meno nobili sono le ragioni e le procedure tecnico-tattiche adottate da Mosca che, nel combattimento sul terreno, non evidenziano alcun progresso rispetto alla concezione del massacro di massa delle proprie forze, retaggio delle dottrine belliche dei tempi degli zar e, successivamente, della dottrina militare sovietica.

Già Federico II di Prussia, nel corso della Guerra dei Sette Anni (1756 - 1763) aveva rilevato la tenacia dei soldati russi - servi della gleba analfabeti, ma religiosamente fedeli allo Zar - in combattimento.18 Al di là della devozione al leader supremo, il radicato principio che vede migliaia di soldati immolarsi come vittime sacrificali più che da un criterio dottrinale deriva sostanzialmente da procedure tecnico-tattiche caratterizzate da scarsa capacità di manovra, iniziativa quasi nulla e, dunque, impiego delle truppe come “massa” da impegnare in una guerra di attrito.

Gli attuali volontari, a differenza dei loro antagonisti ucraini, dovrebbero riflettere sul fatto che sono “carne da cannone” senza una ragione plausibile.

L’affermazione del generale Patton “No bastard ever won a war by dying for his country. He won it by making the other poor dumb bastard die for his country”19 dovrebbe essere l’aforisma introduttivo di ogni manuale militare. Soprattutto di quelli russi.

1Otryad Spetsial’nogo Naznacheniya (Distaccamento per Incarichi Speciali).

2 N. Cristadoro, Spetsnaz e Corpi Paramilitari dei Servizi di Sicurezza Russi, Edizioni Il Maglio, 2018.

3 N. Cristadoro, Putin mobilita un popolo in smobilitazione, Limes “L’Ombra della Bomba”, n. 9/22.

5 V. Sosnicki, БАРС: военная служба на полставки (BARS: servizio militare part-time), Zvezda Weekly, 07/09/2021. https://zvezdaweekly.ru/news/202196111-LmRRi.html.

6 V. Sosnicki, ibid.

7 V. Sosnicki, ibid.

8150 кубанских казаков пополнят отряды БАРС-16 и БАРС-1 (150 cosacchi di Kuban si uniranno ai distaccamenti BARS-16 e BARS-1), Smotrim, 30/10/2022. https://smotrim.ru/article/3016924.

9Бойцов БАРС-16 отряда "Кубань" торжественно проводили на Донбасс (I combattenti BARS-16 del distaccamento "Kuban" sono stati solennemente scortati nel Donbass), KrasnodarMedia, 06/10/2022. https://krasnodarmedia.su/news/1372769/.

10Ibid.

11 S. Nakhimov, «Русский легион» БАРС-13: от Интербригады до «бойцов кременных лесов» ("Legione Russa" BARS-13: dalla Brigata Internazionale ai "combattenti delle foreste di selce"), AmalNews, 16/11/2022. https://amalantra.ru/russkiy-legion-bars-13/.

12 A. Shershneva, Создатель и глава БАРС-13 комбат Сергей Фомченков: С фронтов СВО мы без Победы не уйдём (Creatore e capo del comandante del battaglione BARS-13 Sergei Fomchenkov: non lasceremo i fronti dell'NMD senza vittoria), Argumenti, 29/11/2022. https://argumenti.ru/interview/2022/11/801383.

13 N. Cristadoro – M. Deon, La filosofia militare nel neo-imperialismo russo, Analisi Difesa, 09/04/2019. https://www.analisidifesa.it/2019/04/la-filosofia-militare-nel-neo-imper....

14 Как Сергей Фомченков создал добровольческий батальон БАРС-13 (Come Sergei Fomchenkov ha creato il battaglione di volontari BARS-13), Vesti.ru, 28/11/2022. https://www.vesti.ru/auto/article/3159680.

15Ibid.

16 S. Nakhimov, op. cit.

17 C. Ivanova, На Украине погиб командир добровольческого отряда «БАРС-9» из Башкирии (In Ucraina è morto il comandante del distaccamento di volontari "BARS-9" della Bashkiria), Prufy, 19/11/2022. https://prufy.ru/news/society/129736-na_ukraine_pogib_komandir_dobrovolc... otryada_bars_9_iz_bashkirii/.

18 S. Andolenko, Storia dell'Esercito russo. da Pietro il Grande all'Armata Rossa, Casa Editrice Odoya, Bologna, 2013.

19 Frase dal “Discorso” tenuto alla 6^ Divisione Corazzata il 31 maggio 1944. Riportato in B.L. Gist, Eloquently Speaking, Xlibris Corporation, 2010.

Foto: БАРС 2021