EU Strategic Compass

(di Alessandro Rugolo)
10/12/20

In questi giorni l'Unione Europea sta discutendo della strategia militare futura. L'iniziativa in questione si chiama "Strategic Compass" e, come dice il nome, dovrebbe definire la rotta per il futuro dell'Unione Europea in campo militare e non solo. Se ne parla nei principali forum internazionali e nei think tank di Francia, Germania, Spagna e... allora vediamo di capire assieme di che cosa si tratta e del perché è importante.

Lo Strategic Compass è una delle iniziative più importanti e dibattute in merito alla Sicurezza e Difesa dell'Unione Europea nel corso della attuale presidenza tedesca del Consiglio Europeo. 

L'iniziativa ha lo scopo di formulare una prima analisi congiunta dei rischi relativi a sicurezza e Difesa dell'UE, di trovare un accordo su degli obiettivi strategici chiari e raggiungibili per rafforzare l'unione e dovrà inoltre fungere da guida politica per il futuro processo di pianificazione militare. Il documento evidenzia le sfide, le idee e le raccomandazioni in merito ai quattro basket individuati: gestione delle crisi, resilienza, sviluppo capacitivo e partnership. 

Sul sito del DGAP (German Council of Forein Relations - Deutsche Gesellschaft für Auswärtige Politik), il principale forum tedesco indipendente attivo dal 1945 che si occupa della politica estera del paese, lo scorso 11 novembre è stato pubblicato un articolo riassuntivo relativo al EU Strategic Compass, unitamente al report. Dall'articolo apprendiamo che il 21 settembre la DGAP e il Ministro della Difesa tedesco hanno ospitato un workshop sullo EU Strategic Compass e sui suoi quattro basket. All'evento erano invitati i principali think-tankers europei. 

Il dibattito era guidato da tre domande di fondo:

- quali argomenti dovrebbero essere trattati a livello strategico nei quattro basket tematici?

- è possibile individuare dei punti relativi alla diversa percezione del rischio da parte dei singoli stati membri?

- quali misure sono necessarie affinché l'iniziativa (lo Strategic Compass) possa rappresentare un reale valore aggiunto per l'Unione Europea?

La discussione ha permesso di approfondire le questioni strategiche relative a sicurezza e difesa dell'Unione Europea, individuando alcuni elementi chiave trasversali a tutti e quattro i basket. 

Si tratta di concetti generali

Il primo di questi è relativo alla espansione dell'agenda dell'UE per i temi della sicurezza e Difesa. Espansione che riguarda sia il numero delle crisi in Europa, sia il numero sempre crescente delle nuove capacità da sviluppare, sia la complessità dei domini in cui si opera.   

Il secondo concetto riguarda l'attesa o l'aspettativa che si ripone sulla capacità dello Strategic Compass di fungere da guida. In effetti questo dovrebbe essere lo scopo fondamentale. 

Infine, è stato posto in evidenza che il successo di questa iniziativa risale alla volontà degli stati membri di voler migliorare le cose, garantendone un seguito. Non è possibile pensare che allo scadere del semestre tedesco l'iniziativa si mantenga da sola, dovrà essere garantito l'impegno degli stati membri per i prossimi due anni, almeno.

Dalla discussione sono inoltre emerse delle raccomandazioni di seguito sintetizzate:

  1. È necessario convergere su un ristretto set di priorità, ciò allo scopo di garantire una risposta alle crisi più veloce, unita ed efficace.
  2. È importante che i lavori sul dialogo strategico nel 2021 proseguano nel modo corretto prima di pensare di ristrutturare strumenti e istituzioni esistenti.
  3. Occorre stabilizzare i progressi fatti nell'ambito dello Strategic Compass, mettendo in evidenza i risultati attraverso ulteriori documenti, per esempio un piano per l'aggiornamento e la realizzazione della sicurezza e difesa, come pure l'impiego di strumenti migliori per assicurare coerenza e conformità.
  4. Ogni qualvolta possibile, deve essere applicato il principio di sussidiarietà, ma la resilienza dell'Unione Europea può essere raggiunta solo attraverso l'interazione di differenti livelli e attori: tra istituzioni UE, tra UE e gli stati membri, tra settore pubblico e privato, tra attori civili e militari, tra UE e NATO.
  5. Nell'ambito dello sviluppo capacitivo, è molto importante impiegare la natura consensuale del Common Security and Defence Policy (CSDP) per lavorare a stretto contatto con gli stati membri che preferiscono impiegare il NATO Defence Planning Process (NDPP). È necessario fare in modo che gli obiettivi stabiliti dal Consiglio Europeo siano tenuti in conto dagli stati membri. 
  6. Occorre iniziare ad interrogarsi su come si può semplificare il processo di prioritizzazione delle capacità e come rafforzare le strutture politiche e l'integrazione tra expertise militare senza modificare i trattati e senza sconvolgere il panorama istituzionale esistente.
  7. Bisogna attribuire le giuste priorità alle partnership in funzione della capacità di raggiungere obiettivi ben definiti.
  8. Infine occorre rendere realmente complementari UE, NATO e ONU. Affrontare e definire il problema della suddivisione del lavoro tra partners, sia tra i membri della UE, sia all'interno della UE, sia tra civili e militari, a riguardo della resilienza e della gestione delle crisi.

È facile intuire che dietro ognuna delle raccomandazioni esiste un mondo di interessi legati allo sviluppo della società nell'Unione Europea, non solo militare ma anche e soprattutto civile. 

Per fare un esempio, il rafforzamento e la suddivisione dei compiti tra organizzazioni internazionali (al punto otto) avrà dei risvolti sulla definizione delle linee guida nello sviluppo dell'industria della Difesa (Europea ma anche, potenzialmente, mondiale). La stessa considerazione può esser fatta (sul punto cinque) in merito al processo di sviluppo capacitivo. Chi tra gli stati saprà meglio interpretare i regolamenti futuri meglio saprà garantire sviluppi alla filiera nazionale. Può sembrare egoistico, ma è così.

Quando si parla di sicurezza si parla implicitamente o esplicitamente di Base Industriale e Tecnologica della Difesa. Chi meglio saprà indirizzare gli investimenti europei sarà più capace di agevolare l'industria nazionale, in ottica europea ma pur sempre nazionale.

Ecco perché occorre partecipare alle discussioni attraverso tutti i mezzi, condividere le informazioni con i think-tank nazionali ed europei e, in definitiva, fare "influenza". 

Non è detto che con il prossimo cambio della presidenza semestrale del Consiglio Europeo l'iniziativa prosegua, ma qual è l'alternativa? Ricominciare daccapo per i prossimi sei mesi, e poi ancora per quelli successivi e cosi via? Pensiamoci bene... perché significa buttare tempo e lavoro, e nel frattempo altri paesi vanno avanti, sia in Europa sia, soprattutto, nel resto del mondo.    

In Italia si è forse troppo presi dalle "faccende di casa" per guardare oltre il proprio naso? Questo comportamento è spesso causa dei nostri mali: non lamentiamoci poi se gli altri Paesi decidono per noi!

Per approfondire:

'Strategic Compass': EU considers military doctrine, new tank development | Reuters

Strategic Compass: Developing strategic principles - EU2020 - EN

The EU’s Strategic Compass and Its Four Baskets | DGAP

The EU's Strategic Compass - GERMAN-FOREIGN-POLICY.com (german-foreign-policy.com)

Can the EU's Strategic Compass steer European defence? | Centre for European Reform (cer.eu)

'Strategic Compass': EU considers military doctrine, new tank development - Metro US

The EU Global Strategy: A compass for our action in difficult times - European External Action Service (europa.eu)