Difesa NATO: Gli USA inviano 20 nuove bombe nucleari in Germania. In Italia dalle 30 alle 50 testate

(di Franco Iacch)
22/09/15

Gli Stati Uniti starebbero per dislocare 20 bombe nucleari B61-12 presso la base aerea della Luftwaffe di Buchel, nei pressi del piccolo comune di Büchel, nella Germania occidentale. Il ministero della Difesa tedesco non ha voluto confermare, smentire o commentare in alcun modo la notizia. Secondo il sito dell’emittente tedesca ZDF, i lavori per l'implementazione delle nuove bombe nucleari americane sono iniziati da alcuni giorni.

Germania, Italia, Belgio, Paesi Bassi e Turchia, secondo il concetto politico della condivisione nucleare, a secondo delle necessità possono ricevere (ed ospitare) le bombe nucleari americane (ed in teoria anche dagli altri due paesi con “potenza nucleare”). La piattaforma tedesca equipaggiata con le B61 è il Tornado. Le venti nuove B61, avranno un potere distruttivo complessivo pari ad 80 volte la bomba sganciata su Hiroshima.

Secondo gli esperti tedeschi, dalle 10 alle 20 testate nucleari statunitensi sono attualmente disclocate, fin dalla guerra fredda, presso la base aerea nei pressi di Buchel.

Del progetto di condivisione nucleare fa parte, come abbiamo detto, anche l’Italia. Oltre agli l’F-16 americani schierati ad Aviano, l’unico velivolo in forza all’Aeronautica Militare Italiana in grado di trasportare le B61 è il Tornado IDS del Sesto Stormo di Ghedi. Le basi italiane di Ghedi ed Aviano (le stime non sono ufficiali) dovrebbero ospitare complessivamente dalle 30 alle 50 bombe nucleari B61. Le sei basi della NATO (Belgio (Kleine Brogel AB), Germania (Buchel AB), Italia (Aviano e Ghedi AB), Paesi Bassi (Volkel AB), e Turchia (Incirlik AB) ospitano circa 180 bombe nucleari americane B61-3,-4,-7,-10. Entro il prossimo decennio, tutte le B61 dislocate in Europa saranno sostituite con l’ultima versione della bomba nucleare all’idrogeno per essere implementate nell’F35A.

Le nuove B61-12, trasformate da bombe a caduta libera in bombe “intelligenti”, conferiscono maggiore precisione rispetto alle versione precedenti. Le 500 nuove B61-12 costeranno agli Stati Uniti poco meno di 12 miliardi di dollari. Con una potenza media di 50 chilotoni, circa quattro volte quella della bomba di Hiroshima, le B61-12 sono state pensate per decapitare l’asset strategico del nemico durante il first strike, eliminando i centri di comando pesantemente difesi e costruiti in profondità.

Nel mondo potrebbero esserci 15700 testate nucleari. Di queste, 4100 sono considerate operative. Russia e USA ne hanno in linea 1800 circa a testa pronte al lancio.

Al 28 di aprile scorso, secondo il Bulletin of the Atomic Scientists ed il report della Federation of American Scientists, gli Stati Uniti hanno pronte al lancio in rischieramento strategico 1900 testate su un inventario di 7200 armi nucleari. 1780 sulle 7500 testate nucleari strategiche russe sono pronte al lancio. I francesi hanno pronte al lancio in servizio deterrente 290 testate (sulle 300 in inventario), seguiti dagli inglesi che hanno in linea 150 testate sulle 215 disponibili. I cinesi disporrebbero di 250 testate nucleari, ma è praticamente impossibile stabilire quante di queste sono realmente pronte al lancio. Israele disporrebbe almeno di 80 testate nucleari. Pakistan ed India dovrebbero possederne un centinaio. La Corea del Nord, infine, potrebbe possederne dieci.

(foto: USAF)

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