Guerini, móchela!

(di Andrea Cucco)
18/10/22

Ieri in Bulgaria, nella Base di Novo Selo, è avvenuto il trasferimento all’Italia del comando del NATO Enhanced Vigilance Activity Battle Group.

Potevano i nostri soldati assumere l’incarico senza un discorso “motivante” del ministro della Difesa? La risposta è "sì", sarebbe stato meglio evitare l’ennesima supercazzola!

La collega RAI al seguito del ministro Guerini ha infatti divulgato in video quello che nelle immagini rilasciate dal ministero della Difesa non è stato mostrato in tutto la sua gravità: l’inadeguatezza a seri compiti bellici dei nostri mezzi.

Mentre sui vari canali della Difesa sono state (furbescamente?) allegate immagini esclusivamente cerimoniali che non mostravano quanto “il re fosse nudo”, nei video della TV di Stato – con relativo entusiasmo in buona fede della giornalista – sono stati mostrati gli assetti con cui l’Italia dovrebbe difendere il fronte bulgaro: blindati ruotati, ovvero mezzi da peacekeeping.

L’intervista ha anche assunto un carattere comico quando Guerini ha parlato di riconoscimento del nostro ruolo all’interno dell’Alleanza Atlantica…

Caro ministro (uscente…), se non se ne è accorto in tre anni glielo spieghiamo noi: il ruolo di protezione della Bulgaria si affida all’alleato più scarso che si presenta ad una potenziale partita di serie A... in pantofole! È avvenuto un riconoscimento sì, ma delle nostre "carenze" con doverosa assegnazione ad un'area tranquilla. Se non lo comprende nemmeno ora – ripetiamo – dopo tre anni, vuol dire che non ha prestato abbastanza attenzione o è stato preso per i fondelli. In entrambi i casi la responsabilità sarà sempre sua!!! Purtroppo il prezzo lo pagano e lo pagheranno a lungo i nostri soldati e speriamo non sia mai quello più alto.

Se avessimo avuto mezzi più adeguati ai rischi o ai compiti, come sta scoprendo da anni l’Aeronautica Militare, saremmo stati impiegati su fronti diversi e più avanzati.

Il comunicato della Difesa conclude che la visita estera del ministro Guerini proseguirà oggi in Niger, dove le Forze Armate italiane sono impegnate in una delicata missione volta a fornire un contributo alla stabilità e alla sicurezza del Sahel, area di grande rilevanza strategica.

Ricaro ministro, la “rilevanza strategica” di quell’area – tanto per cambiare – non interessa direttamente l’Italia. Se riesce, almeno laggiù parli di meno. Qualcuno potrebbe tradurre le sue parole da italiano per poveri italiani: i locali sono già incazzati di loro e potrebbero non prenderle bene…