Il futuro della Siria e la Grande Assente: l’Europa!

(di Alessandro Rugolo)
28/10/18

Come annunciato i primi di settembre, il meeting internazionale sul futuro della Siria si è tenuto ad Istambul il 27 ottobre: Russia, Turchia, Francia e Germania seduti intorno al tavolo delle decisioni.

Il primo obiettivo è stato quello di garantire il mantenimento del fragile cessate il fuoco e favorire la creazione della buffer zone intorno a Idlib, ma gli interessi in gioco sono ben altri. Il meeting segue di solo qualche mese un altro appuntamento dove i protagonisti erano solo in parte differenti: Russia, Turchia e Iran.

Gli interessi in gioco sono enormi. Influenza, armi, petrolio, gas, porti sul Mediterraneo, stabilità della zona e lotte intestine...
Da parte della Russia è importante la possibilità di accrescere la propria influenza sul Mediterraneo orientale attraverso lo sbocco sul mare in acque siriane ma anche gli interessi economici legati alla promessa di costruire la prima centrale nucleare in Turchia ed estendere così il mercato della tecnologia nucleare ad un paese di 80 milioni di abitanti.

Da parte della Turchia, la necessità di stabilizzare la zona di confine ma anche la consapevolezza di avere un ruolo di rilievo in quanto ponte tra Russia e potenze occidentali; non dimentichiamo che la Turchia, nonostante le polemiche, fa sempre parte della NATO.

Sullo sfondo anche le acquisizioni di armamenti hanno la loro importanza, la Turchia è in attesa di ricevere il sistema antimissile S-400, proprio dalla Russia, sistema che dovrebbe essere consegnato a metà 2019 con grande disappunto degli USA.

Ma cosa dire su Francia e Germania?
La presenza dei due paesi è sicuramente più difficile da spiegare.
Certo, l’interesse per la stabilizzazione della regione è forte per entrambi, sia dal punto di vista economico che militare, in particolare per l’accesso alle risorse petrolifere e di gas presenti nella zona e che hanno già spinto in precedenza ad azioni avventate che hanno destabilizzato la Libia e che continuano a tenere nel caos tutto l’Oriente. La Germania ha i suoi interessi nell’appoggiare la Russia, come la Francia ha i suoi interessi nell’appoggiare gli USA, interessi economici e di scelte di campo, tutto comprensibile... ma che dire della Grande Assente, l’Europa?

Probabilmente è proprio nella Grande Assente che occorre ricercare le motivazioni nascoste della presenza di Francia e Germania, considerate non tanto singolarmente, ma come motore dell’Europa. Quale che sia il motivo, l’Europa fa una ben magra figura di fronte ai grandi del mondo.

Dove sono finite le aspirazioni a diventare qualcosa di più di un semplice "organismo regolatore", visto da tanti paesi principalmente come freno allo sviluppo ed esclusivamente come organo produttore di normative più o meno inutili ma assolutamente inadeguato quando si tratta di prendere decisioni importanti?
Fino a quando l’Europa mancherà nei tavoli che contano?
Quando si capirà che l’Unione Europea non è una istituzione che vive di vita propria ma che deve essere di qualche utilità ai paesi membri, se si vogliono evitare le Brexit, Franxit, Italexit e così via?

E poi, la mancanza di una Europa forte significa la presenza, talvolta ingombrante, degli amici Occidentali ma anche Orientali…

Restiamo in attesa. Per ora accontentiamoci di vedere due soli "rappresentanti" al tavolo delle decisioni.

(foto: Cremlino)