La vittoria dell’acciaio! E non solo: una sorta di conversione per le costruzioni militari statunitensi

(di Gian Carlo Poddighe*)
19/02/24

Il cantiere navale statunitense AUSTAL USA, situato in Alabama, sinora dedicato a costruzioni esclusivamente in alluminio, ha annunciato un’importante espansione del suo cantiere di Mobile per entrare nel più tradizionale settore delle costruzioni in acciaio.

Una notizia che di fatto stravolge gli orientamenti industriali del cantiere, quasi assurto a simbolo di multipli assistenzialismi in quanto cospicuo e sicuro bacino elettorale per i vari politici statunitensi, e noto tra l’altro per le controverse costruzioni delle unità LCS della classe Independence e dei trasporti veloci della classe Spearhead.

La struttura impiantistica, che comprende nuovi scali coperti su una superficie di circa 18.000 metri quadrati a tre campate (circa la stessa area coperta del cantiere COSTCO, il maggiore del gruppo) entrerà nella fase di costruzione nei prossimi mesi, aggiungerei con la non certo casuale concomitanza della fase elettorale decisiva dell’attuale campagna.

Il progetto da 250 milioni di dollari interessa nel complesso un’area di circa due ettari appena a sud del cantiere esistente, sul sito dismesso dell’ex Arsenale navale Alabama Shipyard.

Nel comunicato AUSTAL USA ha affermato che il cantiere sarà dedicato alla costruzione dei pattugliatori di altura della classe Heritage della Guardia Costiera e delle unità di sorveglianza oceanica di nuova generazione T-AGOS-25. Attualmente la società sta costruendo i rimorchiatori di salvataggio di altura della classe Navajo (T-ATS) ed i nuovi mezzi da sbarco LCU-1700.

Tutto il mondo è paese e politicamente non si può non osservare che l’operazione, se si può chiamare industriale, ricalca quella che portò alla disastrosa suddivisione del programma LCS in due classi diverse di unità navali, anche allora in coincidenza di una fase elettorale, con l’assegnazione della commessa dei monoscafi (in acciaio) al cantiere in concorrenza, ovvero il FINCANTIERI MARINETTE MARINE che è sito nel Wisconsin. A parità di attori, di fatto gli stessi nel tempo, l’annuncio di AUSTAL arriva mentre la marina statunitense sta valutando l’apertura di un secondo cantiere per il suo programma di fregate della classe Constellation (FFG-62), per acquisizioni ad un ritmo di produzione superiore a quello del cantiere capocommessa, FINCANTIERI MARINETTE MARINE; tra l’altro, molto chiaramente e induttivamente quanto poco elegantemente, nel rendering che accompagna il comunicato (immagini), è stata collocata una fregata Constellation in primo piano, al centro della nuova struttura arsenalizia. Forse lo possiamo vedere come un ritorno ad una maggiore logica ingegneristica con tecnologie e materiali più affidabili in campo navale, ovvero gli acciai, certamente una grande affermazione dei principi tecnico/operativi che da subito la Marina Militare Italiana aveva impostato.

Va ricordato che questi erano stati da subito proposti alla U.S. Navy che però a suo tempo aveva optato per le LCS; in estrema sintesi, certamente un successo per la cantieristica italiana ed in particolare di FINCANTIERI con le sue versioni delle FREMM. Senza parlare di vittorie, possiamo considerarlo certamente un riconoscimento alle proposte di collaborazione italiane che da subito furono avanzate sia dalla Marina che dalla cantieristica italiane per puntare decisamente su un tipo di unità polivalente, oceanica. Malgrado gli ormai evidenti errori, molti di origine politica e di lobbies, che hanno inciso sul programma LCS e, in particolare, sui materiali, il tempo, una volta tanto, non è passato invano e la correzione è stata ancora tempestiva e valida, quando persino i più accaniti avversari delle proposte di FINCANTIERI, si sono dovuti adeguare per le nuove unità della marina statunitense.

* Ufficiale del Genio Navale della Marina Militare Italiana in congedo, nei suoi anni di servizio è stato destinato a bordo di unità di superficie, con diversi tipi di apparato motore, Diesel, Vapore, TAG. Transitato all’industria nazionale ha svolto incarichi di responsabilità per le costruzioni della prima legge navale diventando promotore delle Mostre Navali Italiane. Ha occupato posizioni dirigenziali sia nel settore impiantistico che delle grandi opere e dell’industria automobilistica, occupandosi della diversificazione produttiva e dei progetti di decarbonizzazione, con il passaggio alle motorizzazioni GNV.
È stato membro dei CdA di alcune importanti JV internazionali nei settori metallurgico, infrastrutturale ed automotive ed è stato chiamato a far parte di commissioni specialistiche da parte di organismi internazionali, tra cui rilevanti quelle in materia di disaster management. Giornalista iscritto all’OdG nazionale dal 1982, ha collaborato con periodici e quotidiani, ed è stato direttore responsabile di quotidiani ricoprendo incarichi di vertice in società editoriali. Membro di alcuni Think Tank geopolitici, collabora con quotidiani soprattutto per corrispondenze all’estero, pubblica on line su testate del settore marittimo e navale italiane ed internazionali. Non ultimo ha pubblicato una serie di pregevoli saggi sull’evoluzione tecnologica e militare sino alla 2^ Guerra Mondiale, in particolare della Regia Marina, pubblicati da Academia.edu.

Immagini: Austal

(articolo originariamente pubblicato su https://www.ocean4future.org)