Riparte l’offensiva di Al Shabaab in Somalia. Decine di morti

(di Giampiero Venturi)
19/10/16

Dopo mesi di operazioni in sordina, riparte con grande slancio l’iniziativa jihadista in Somalia. A poche decine di chilometri a nordovest da Mogadiscio le milizie islamiste, cacciate nel 2011, sono tornate all’offensiva. Tra infinite difficoltà l’esercito nazionale somalo è impegnato a tamponare gli attacchi.

Le iniziative militari riguarderebbero la città di Afgooye e seguirebbero una nuova stagione di attentati iniziata nel marzo del 2016 con le auto bomba a Galkayo (700 km a nord della capitale) che avevano già provocato decine di morti.

L’esercito somalo, ricostituito nel 2009 con l’aiuto di Unione Europea e Stati Uniti, dispone oggi di circa 6000 uomini. Addestrati negli Stati limitrofi (per lo più Uganda), i soldati di Mogadiscio godono dell’appoggio delle forze armate di Kenya ed Etiopia direttamente coinvolte in Somalia già dal 2011 con l’operazione Linda Nchi che pose fine momentaneamente al terrore fondamentalista.

Nonostante il ridimensionamento di Al Shabaab, le attività terroristiche e le infiltrazioni jihadiste nei Paesi confinanti sono continuate tuttavia per tutti gli anni successivi. Oltre all’ecatombe del campus universitario di Garissa in Kenya dell’aprile 2015 (148 morti), i miliziani islamisti tra il 2012 e il 2014 sono responsabili solo nel territorio di Nairobi di più di 400 morti per attentati contro obiettivi civili e militari.

Affiliati ad Al Qaeda che vigila sulla loro dottrina integralista sunnita wahhabita, i terroristi di Al Shaabab, eredi delle Corti Islamiche dei primi anni 2000, sono dati in ripresa in tutto il territorio somalo.

In considerazione dell’autonomia de facto del Puntland (il territorio intorno al Corno d’Africa) e del Somaliland (l’ex Somalia britannica), lo scenario attuale della Somalia non sembra molto lontano da quello immediatamente successivo al 1991, dopo la caduta di Siad Barre. L’attuale governo di Mogadiscio guidato da Ali Sharmarke non è in grado di controllare che una minima parte di territorio nazionale.

(foto: Ciidamada qalabka sida)