Vigili del Fuoco: selezione, mezzi, organizzazione e formazione

(di Lia Pasqualina Stani)
20/06/17

Fra incendi, emergenze, allarmi ambientali, incidenti sul lavoro, fughe di gas e trasporto ammalati, non conoscono pause, 7giorni su 7 garantiscono la sicurezza e prestano soccorso pubblico ai cittadini, in modo capillare, su tutto il territorio nazionale. I vigili del fuoco non hanno mai la certezza del termine del turno di servizio: possono ritrovarsi a lavorare 24 su 24 senza sosta, sapendo che dal proprio intervento dipende la vita di altre persone. Corrono dove l’emergenza chiama con i mezzi speciali, gli elicotteri e le auto.

Sono partita verso le 6.30 per arrivare in caserma, presso il Comando Provinciale assegnatomi, un po' in anticipo. Ad accogliermi c'è il vigile coordinatore ed istruttore nazionale del Nucleo Cinofili per la Puglia e l’Abruzzo, Oronzo Passabì. Una stretta di mano decisa, un sorriso e un “benvenuta” bastano per farmi sentire subito a mio agio. Dopo l’ingresso, alla sinistra del castello di manovra in legno, noto che diversi mezzi sono assenti. Al megafono si annuncia intanto il cambio turno. Il turno in servizio diurno va dalle 8 alle 20, mentre il turno notturno va dalle 20 alle 8. Il numero dei vigili del fuoco impegnati nei vari turni cambia nei vari comandi provinciali e distaccamenti d’Italia.

Assisto all’adunata, i vigili del fuoco ascoltano il capo servizio in turno: all’appello, ciascuno darà conferma della sua presenza e sarà assegnato su uno specifico mezzo o ad una specifica attività. Nessun vigile del fuoco svolge sempre la stessa mansione. Nei vari turni è prevista anche la presenza del “funzionario di guardia in turno”: è responsabile del soccorso a livello provinciale nel momento in cui un intervento richiede non solo l’impiego di più squadre ma anche una valutazione tecnica per capire se continuare l’attività con la procedura iniziata o affrontarlo con tecniche, mezzi e modalità diverse.

I vigili del fuoco addetti alla Sala Operativa, cominciano sempre qualche minuto prima dei loro colleghi “operativi”: è dove arrivano le chiamate dai cittadini che compongono il 115. Gli operatori filtrano le segnlazioni in arrivo e gestiscono le priorità in base alla richiesta di soccorso, ai mezzi e agli uomini disponibili. A volte funziona anche da “telefono amico” – mi dice uno degli operatori – per molte persone. Soprattutto in estate, si cerca in qualche modo di ascoltare e dare conforto.

La prima necessità per i vigili del fuoco è la rapidità di intervento. La prima squadra (il numero di squadre varia da città a città ovviamente) si reca sempre prima nei luoghi dove a rischio ci sono vite umane. Ogni squadra è composta da 5 vigili del fuoco: l’autista (responsabile del mezzo), il caposquadra, un vigile coordinatore e due vigili del fuoco permanenti che si occupano della gestione dell’intervento.

L’attività più conosciuta dei vigili del fuoco che li caratterizza sul territorio nazionale, è il soccorso tecnico urgente: intervengono con APS (Auto Pompa Serbatoio), autoscale, autobotti, mezzi speciali e con i nuclei delle alte qualificazioni o i nuclei specializzati.

La prima squadra ha come mezzo d’intervento in dotazione l’APS: un mezzo universale che può intervenire in qualsiasi tipologia di intervento (dall’incidente stradale al recupero gatto, dall’allagamento all’apertura porta, etc). Costituito da vari scompartimenti che si aprono e si chiudono mediante saracinesche: contengono il materiale “da caricamento” necessario per gli interventi quotidiani. A destra solitamente, c’è il materiale da usare per gli incidenti stradali e gli incendi di vario tipo, a sinistra troviamo gran parte degli attrezzi da usare durante gli allagamenti ma non solo.

Dagli estintori alla cesoia isolante, dal gruppo elettrogeno alla colonna fari per l’illuminazione notturna, dalla motosega alle catene da neve... E poi manichette di varia misura (UNI 45 e 70) e tipo (STORZ) da collegare alla pompa che si trova nella parte posteriore del veicolo, per inviare acqua (o schiuma) durante un incendio, fino all’elettroventilatore per disperdere il fumo in un ambiente saturo.

Nella cabina dell’APS c’è lo spazio per il borsone personale di intervento. Tutti i vigili del fuoco oltre all’uniforme per i servizi d’istituto, hanno i loro DPI (dispositivi di protezione individuale tra cui una divisa di soccorso – antincendio, estiva o invernale, un completo antipioggia e stivali) che indossano non appena salgono sul mezzo per l’uscita dell’intervento di soccorso. Appena si sale a bordo del mezzo il tempo non lascia spazio alla paura. Ogni componente della aquadra sa che serve coraggio e professionalità, altrimenti “ci lascia la pelle”.

I mezzi utilizzati dai vigili del fuoco sono numerosi: autoscale la cui lunghezza varia dai 20 m ai 37 m (in estensione), autobotti pompa, autogrù, carro NBCR (nucleare, batteriologico, chimico e radioattivo) per gli interventi del nucleo specializzato, carri schiuma, anfibi, poli soccorso, e mezzi movimento terra.

Tra i veicoli logistici ogni comando provinciale possiede le campagnole “modulo”: si associano con la prima partenza o con l'autobotte pompa durante il periodo estivo per un rapido intervento negli incendi di sterpaglia a bordo strada. I fuoristrada sono impiegati per il trasporto del personale di supporto per interventi più complessi.

Tranne i mezzi speciali, ogni Comando provinciale e i vari distaccamenti possiedono i mezzi di soccorso “ordinario”. Tra i mezzi fondamentali c’è l’AF/UCL (Unità di Crisi Locale avanzata) o detta anche PCA (Posto di Comando Avanzato). Ha la funzione di sala operativa mobile ove si possono coordinare le risorse umane dei vigili del fuoco e delle altre forze dell’ordine che sono sul luogo dell’intervento, con un apparato radio che permette di comunicare con le diverse squadre intervenute. Se attrezzata opportunamente consente anche una gestione della comunicazione via satellite. È stata più volte impiegata durante gli eventi sismici, scomparsa di persone, allagamenti, allestimenti campi profughi, etc.

L'addestramento

La formazione degli uomini e le donne del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco è continua durante tutto il sevizio: dall'ingresso per l’assunzione al passaggio di qualifica, alla specializzazione e l'aggiornamento. I corsi si organizzano in diverse strutture centrali e regionali. Le strutture per l’addestramento sono l’Istituto Superiore Antincendi (ISA), presso la Scuola Centrale Antincendi di Capannelle (SCA) e la Scuola di Formazione Operativa di Montelibretti, a Roma. Quest’ultima dispone di corsi di formazione e di numerosi impianti di simulazione dove si ricreano scenari estremamente realistici. Tra questi una galleria, una metropolitana e la Fire House, un edificio dove al suo interno è ricostruito un appartamento.

Ogni comando provinciale organizza corpi di vario tipo: dal rilascio delle patenti ministeriali VF a quelli per i SAF (Speleo-Alpino-Fluviale), il TPSS (Primo Soccorso Sanitario), l’USAR (ricerca di persone disperse sotto le macerie) ai corsi TAS (Topografia Applicata al Soccorso).

Il personale specialista si forma in Centri specifici a Roma. Tutte le attività sono coordinate dalla Direzione Centrale per la formazione e dalle direzioni regionali.

La selezione

Per svolgere la professione del vigile del fuoco bisogna partecipare ad un concorso pubblico per uomini e donne fino ai 37 anni. Superate le prove scritte, sono fondamentali i requisiti fisici che ogni candidato deve possedere, in quanto non si fa distinzione tra uomini e donne. Le prove sono specifiche e richiedono sforzi fisici elevati perché i futuri vigili del fuoco devono essere pronti ad usare ed indossare particolari attrezzature e fronteggiare situazioni in emergenza. Non è un caso se nella sala sforzi il vigile del fuoco viene “stressato” simulando un addestramento da affaticamento fisico per salire scale, spostare un peso, effettuare un percorso a piedi con addosso l’autorespiratore.

Lo stress fisico e psicologico è caratteristico delle condizioni operative in cui lavorano i vigili del fuoco.

Oltre ai vigili del fuoco in servizio permanente ci sono, presso i vari comandi provinciali, anche vigili del fuoco ausiliari e vigili del fuoco discontinui. Per entrambi non intercorre nessun rapporto d’impiego con l’amministrazione ma sono iscritti in appositi elenchi istituiti presso i comandi di appartenenza e sono chiamati a prestare servizio, per un periodo di 14 giorni secondo le esigenze territoriali. Quando sono in servizio svolgono tutte le funzioni di un vigile del fuoco permanente. Hanno comunque diritto ad una retribuzione per il servizio prestato. Gli ausiliari fanno parte del personale congedato dopo aver prestato il servizio di leva ed hanno offerto la loro disponibilità a proseguire il rapporto con il corpo. I vigili discontinui invece hanno seguito un corso specifico presso i vari comandi di appartenenza - con esito favorevole - ed hanno affrontato varie prove fisiche di diversa difficoltà (dall’uso delle attrezzature, alla scala italiana fino alla camera a fumo).

La maggior parte dei vigili del fuoco con cui ho chiacchierato nell’attesa mi ha confidato che, nonostante si faccia del bene, il dolore per una persona che non si riesce a sottrarre alla morte non si scorda mai. Basta però un piccolo gesto, incontrare un bambino o la battuta di un collega per far tornare il sorriso...

È arrivato il momento di lasciare la caserma. L’istruttore Oronzo si intrattiene ancora qualche minuto con Lycia, il suo labrador. Anche Lycia fa parte dell’Unità Cinofila Puglia. È nell’apposito “trasportino”.

C’è un leggero vento di tramontana che attenua il caldo, il sito previsto per l’attività addestrativa in un campo macerie è fuori città...

(continua)

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