Giovani italiani al fronte

(di Francesco Sisto)
29/12/22

Vorrei condividere nuovamente con Voi lettori (come già in un precedente articolo) la lettera di un giovane soldato italiano scritta alla famiglia durante il suo periodo al fronte nella Grande guerra.

Il giovane soldato scrive:

Ero partito pieno di ardore e felice di poter essere utile alla mia patria, ma ahimè che delusione miei cari.

Qui scopro che chi sta sopra di noi, troppo spesso non sa che cosa sia la vita militare e combattere per la patria. Abbiamo a che fare con superiori poco seri, convinti di stare ancora nei loro salottini agiati di casa, a dare ordini ai loro maggiordomi.

Oserei dire padre, che ai vostri occhi, conoscendovi gli avreste definiti sicuramente il fior fior della stupidità e dell’ignoranza.

Non mi stupisco più ormai nel sentirli dare ordini assurdi a cui noi dobbiamo obbedire, senza possibilità di contestare o rifiutare. Questo mi offende come soldato”.

Il contenuto della lettera dice molto della situazione nella quale versavano i nostri soldati al fronte… Sottolineo che il giovane non si lamenta, ma fa delle considerazioni più che onorevoli!

Alla fine, quei ragazzi, con sforzi e sacrifici immensi, sono riusciti a vincere la guerra (è bene ricordare che il bilancio dei caduti fu molto alto per la nostra Nazione…circa 600.000 uomini).

A mio avviso dobbiamo loro molto!

Fonte bibliografica: Loris Lancedelli-Simona Cinus, I nonni raccontano la vita in trincea. Racconti inediti, della Grande guerra nelle Dolomiti ampezzane, 1°volume, 2019, p.120

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