13 febbraio 1942: l'affondamento del sommergibile Tempest ad opera della torpediniera Circe

(di Marina Militare)
24/05/16

Il 12 febbraio del 1942, la torpediniera Circe, al comando del capitano di corvetta Stefanino Palmas, stava effettuando un'operazione di scorta nel golfo di Taranto, quando alle ore 20.20 ricevette l'ordine di avviare un pattugliamento nella zona tra Crotone e Punta Alice.

In questo tratto di mare, la nave italiana Lucania, impegnata in un'operazione umanitaria, era stata silurata e affondata, dal sommergibile britannico Una. Il tragico evento, in correlazione con altri accadimenti, lasciava intendere che vi fosse una consistente presenza di sommergibili britannici al largo delle coste calabre.

Il comandante Palmas iniziò la caccia antisommergibile e dopo alcune ore di pattugliamento, alle 03.02 del 13 febbraio, avvistò un sommergibile britannico in superfice, a trenta miglia da Crotone. Era il Tempest (N86) al comando di William Alexander Cavaye, il quale, a sua volta, aveva rilevato la posizione del Circe. Di lì a poco, due esperti comandanti si sarebbero fronteggiati in uno scontro in cui la precisione e la velocità sarebbero stati fondamentali per la vittoria.

Il comandante del Tempest decise di attaccare repentinamente con i due lanciasiluri esterni, rifiutando l'ipotesi dell'immersione, una scelta che si rivelò fatale; la torpediniera Circe aveva, infatti, invertito la rotta e si stava dirigendo arditamente verso di lui. Fu solo allora che Cavaye diede l'ordine d'immersione e il Tempest disparve rapidamente tra le acque.

Grazie a un accurato utilizzo dell'ecogoniometro, il Circe individuò in pochi minuti il sommergibile e alle ore 03.32 Palmas ordinò il primo lancio delle bombe di profondità. Il Tempest venne colpito! I danni furono tali che esso divenne ingovernabile, le luci e tutti gli strumenti di bordo vennero messi fuori uso. L'agitazione e la frenesia degli uomini dell'equipaggio furono sostituite dal doveroso silenzio: un minimo sussulto poteva essere fatale, l'ecogoniometro del Circe avrebbe potuto rilevarlo svelando, in tal modo, la nuova posizione del sommergibile.

In quel  momento il controllo del comandante Palmas sull'equipaggio nemico divenne totale. Egli avrebbe potuto sferrare immediatamente un secondo attacco ma data la supremazia conseguita preferì attendere l'alba; una decisione dettata dall'impossibilità di utilizzare le bombe di profondità per più di quattro lanci e dal mare mosso che non avrebbe permesso di eseguire questi ultimi con precisione. Per alcune ore l'equipaggio del sommergibile credette che il Circe non sarebbe più riuscito a individuarli ma questa speranza svanì improvvisamente quando, alle 07.16, Palmas impartì l'ordine di attacco.

Il sommergibile fu colpito nuovamente, ne erano indice la nafta e le bolle d'aria in affioramento, pertanto, senza alcuna esitazione, Palmas procedette con il terzo lancio di bombe di profondità. Fu a quel punto che al Tempest non rimase altro che riemergere, utilizzando i timoni di poppa ancora funzionanti. Nel frattempo il gas cloruro aveva già iniziato a diffondersi al suo interno.

Quegli attimi vennero raccontati dal comandante Palmas: "Alle ore 09.45 sto allontanandomi dalla zona delle bolle d'aria, quando di poppa a sinistra a circa 1000 metri vedo emergere il sommergibile. Accosto subito a sinistra per mettermi in rotta parallela, dò l'allarme, mando subito in punteria cannoni e mitragliere".

Fu allora che Palmas avvistò due uomini in torretta, i quali, sembravano prepararsi all'utilizzo del cannone. Il Circe fu costretto ad aprire il fuoco, prima con la mitragliera, poi con nove colpi di cannone da 100 mm. Solo allora gli uomini del Tempest accettarono la sconfitta e iniziarono a gettarsi in mare, purtroppo molti di loro, tra i quali lo stesso Cavaye, avevano perso la vita. Dopo aver provveduto al recupero dei 23 naufraghi dell'equipaggio tra i quali tre ufficiali, Palmas provò a rimorchiare il sommergibile catturato ma dopo qualche istante esso iniziò ad affondare e in pochi minuti la prora, oramai in posizione verticale, venne sommersa. "Ben 6 ore e 31 minuti di caccia sono coronati da successo!".

Nel febbraio del 1942, dopo solo due mesi dalla sua entrata in servizio, le 1327 tonnellate del "modernissimo" Tempest giacevano sul fondale marino, la sua partecipazione alla guerra venne stroncata dalla sagacia del comandante Stefanino Palmas e del suo equipaggio. Per la sua rilevanza l'affondamento fu menzionato nel bollettino di guerra n. 631.

(foto: Marina Militare / Imperial War Museum)

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