Nuove forze in Kosovo: i carabinieri implementano la forza di EULEX

(di Antonino Lombardi)
12/11/22

"In questi tempi di tensione in Kosovo, la missione dell'UE sullo stato di diritto EULEX adempie al suo dovere di garantire la stabilità: gendarmi della forza di gendarmeria europea e carabinieri sono atterrati stasera per rafforzare temporaneamente l'unità di polizia formata di EULEX. EULEX continuerà a sostenere un ambiente sicuro e protetto", ha dichiarato l'Alto rappresentante dell'UE in un post su Twitter.

L’8 novembre un plotone composto da 23 carabinieri del 7° reggimento “Trentino Alto-Adige”1con sede a Laives (BZ) è stato schierato in Kosovo nella missione EULEX presso il Support Compound di EULEX a Fushë Kosovë/Kosovo Polje2

La situazione nei Balcani è sempre più tesa ed i militari vanno a costituire la RFPU (unità di polizia di riserva) unitamente ad altri membri delle gendarmerie europee impiegati sotto egida EUROGENFOR e saranno chiamati a rafforzare le forze sul campo per meglio sostenere la controparte kosovara anche, se necessario, come secondo soccorritore di sicurezza.

Il meccanismo di risposta alla sicurezza del Kosovo è strutturato su tre livelli: il primo è la FPU (polizia del Kosovo) formata da agenti polacchi, il secondo EULEX ed il terzo K-FOR (forza a guida NATO).

Già lo scorso marzo il contingente di EULEX era stato implementato con l’arrivo di 70 unità francese e portoghesi (vedi articolo "La missione EULEX rafforza il suo contingente"). Da quest’estate l'unità di polizia formata (FPU) ha implementato le pattuglie nel nord del Kosovo ed è stata intensificata la cooperazione con la missione NATO K-FOR al fine di rendersi maggiormente conto sul campo delle nuove criticità che la sicurezza del Kosovo si trova ad affrontare.

Qualche settimana fa il capo dell'ufficio stampa e informazione al pubblico e portavoce di EULEX, Ioanna Lachana, in un’intervista ad un’emittente albanese ha dichiarato che “EULEX rimane vigile su gli sviluppi della sicurezza di tutti i popoli in Kosovo. Attualmente, la situazione della sicurezza nel nord del Kosovo è calm,ma tesa. La nostra unità di polizia effettua pattuglie di ricognizione quotidiane nel nord del Kosovo per aumentare la nostra consapevolezza sulla situazione. Come secondo soccorritore sulla sicurezza del Kosovo, manteniamo anche uno stretto coordinamento con la polizia del Kosovo e con KFOR, rispettivamente il primo e il terzo soccorritore della sicurezza. Se richiesto dalla polizia del Kosovo, siamo pronti ad agire come secondo soccorritore di sicurezza per aiutare a ridurre le tensioni e proteggere tutti da qualsiasi minaccia, indipendentemente dalla loro etnia, età o sesso. La nostra "Forza di reazione rapida" è in standby 24 ore al giorno a Mitrovica e ha un tempo di risposta di 15 minuti. Se necessario, la Missione può anche schierare un'unità di polizia formata dalla riserva per potenziare le sue forze sul terreno e la sua capacità operativa. Per testare la prontezza operativa e garantire il coordinamento di tutti i soccorritori di sicurezza, EULEX, KFOR e la polizia kosovara vengono condotte periodiche esercitazioni congiunte. La sicurezza delle donne, degli uomini, ragazze e ragazzi di tutte le comunità del Kosovo sono la priorità chiave di EULEX e faremo ciò che è necessario per sostenere la stabilità del Kosovo e contribuire alla sicurezza della sua popolazione”3

Cos’è EUROGENDFOR?

Molto brevemente possiamo dire che EUROGENFOR nasce a conclusione del Consiglio europeo del dicembre 2000. Cinque stati, Italia, Francia, Olanda, Portogallo e Spagna proposero di unire le proprie forze e creare una forza di sicurezza rapidamente operativa nel settore della sicurezza. I principali obiettivi erano quelli di dotare l’Europa di una forza in grado di condurre missioni di polizia nelle operazioni di gestione delle crisi ed offrire agli stati aderenti alle operazioni dell’UE una struttura operativa multinazionale. Si è deciso, quindi, di creare una “forza di gendarmeria, chiamata EUROGENDFOR, che sarebbe stata operativa, pre-organizzata, robusta e rapidamente dispiegabile per svolgere tutti i compiti di polizia”. EUROGENDFOR può essere messa a disposizione non solo dell’UE ma anche dell’ONU, dell’OSCE, della NATO e di altre organizzazioni e coalizioni. La peculiarità di poter ricoprire funzioni di polizia e militari garantiscono la necessaria flessibilità per operare alle dipendenze di una catena di comando civile e militare. EUROGENDFOR può gestire crisi internazionali come uno strumento per agire in un ambiente ostile e con una rapida capacità di dispiegamento sul campo.

Membri di EUROGENDFOR, oltre all’Arma dei Carabinieri, sono la Gendarmeria Nazionale francese, la Guardia Civil spagnola, la Guarda Nacional Republicana portoghese, la Marechaussee olandese, la Gendarmeria romena, la Gendarmeria Militare polacca, nonché la Gendarmeria turca, che riveste il ruolo di “osservatore”, e il Public Security Service lituano, in qualità di “partner”.

L’organo di direzione politico-strategica è il CIMIN (Comité InterMInistériel de haut Niveau), che svolge anche funzioni di coordinazione politico-militare tra i diversi Paesi. A livello tecnico opera un Working Group (WG), composto dai rappresentanti di tutte le Istituzioni facenti parte di Eurogendfor, che si riunisce periodicamente per approfondire questioni di interesse comune e per supportare l’attività decisionale del CIMIN.

Il Permanent HeadQuarters di Eurogendfor ha sede a Vicenza nella caserma “Chinotto” dell’Arma dei Carabinieri dove è ubicato anche il CoESPU (Centro di Eccellenza per le Stability Police Units) ed il NATO Stability Policing Centre of Excellence (NATO SP CoE).

1 reggimento inquadrato nella 2a brigata mobile carabinieri, ha tra i suoi precipui compiti il dispiegamento in teatri esteri e di scorta e sicurezza nelle ambasciate a medio-alto rischio.

2 ansa.it

3https://www.youtube.com/user/abcalbanian/videos

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