L’approccio biometrico componente fondamentale nei prossimi scenari operativi

(di Franco Iacch)
13/04/16

L’identificazione biometrica sarà componente fondamentale nei prossimi scenari operativi. L’Army Communications-Electronics Research, Development and Engineering Center, sta valutando diverse opzioni per conferire ai militari sul campo un facile accesso ai sistemi informatici preservandone l’integrità digitale.

Il Pentagono sta investendo milioni di dollari nell’approccio biometrico per consentire una sicura attivazione delle tecnologie fornite ai militari sul campo.

L'intero concetto di autenticazione – spiegano dal Dipartimento della Difesa - è un male necessario dal punto di vista del soldato, ma se riuscissimo a farlo senza il contatto fisico potremmo salvare delle vite.

Nell'anno fiscale 2017, l'esercito effettuerà dei test per quello che è stato definito “detection of insider threats based on biometric identification“ o rilevamento delle minacce interne basate sull’identificazione biometrica. I test dovranno appurare il grado di intelligenza raggiunto dal processo di identificazione in un ambiente collegato a diversi dispositivi a cui avranno accesso svariati utenti (autorizzati e non).

Le difficoltà in un contesto operativo sono molteplici e potrebbero rendere inutili le identificazioni biometriche standard. Un campo di battaglia, ad esempio, è diverso da un ufficio. La telecamera potrebbe non riconoscere il soldato con un elmetto o il viso di un uomo sporco di sangue o con scarsa illuminazione. Le impronte digitali funzionano se non ci sono detriti sul sensore del lettore e sulla mano dell’utente. La scansione dell’iride dipende dalla quantità di luce che illumina l’occhio. Il riconoscimento vocale per disabilitare i protocolli di sicurezza funziona, ma gli ambienti tattici potrebbero non garantire le condizioni ideali per una chiara ricezione.

L’identificazione biometrica è comunque un’esigenza, non una speranza. L’FBI ha confermato che hacker (probabilmente cinesi) sono riusciti a cancellare le impronte digitali di 5,6 milioni di persone.

L’obiettivo del Pentagono è proteggere adeguatamente i tratti identificativi e le informazioni personali per l'accesso alla rete militare.

(foto: U.S. Navy)