Aggressione alla polizia locale di Catania: arrestato il responsabile

(di Salvo Consoli)
10/09/17

Dopo la vile aggressione all’ispettore Luigi Licari, avvenuta la sera dello scorso 2 settembre a Catania, al popolato lungomare di Ognina, da parte di alcuni balordi violenti richiamati sul posto da un giovane teppista che si era visto negare dal poliziotto il passaggio ad una zona riservata ad area pedonale, la risposta dello Stato non si è fatta attendere, ma nemmeno quella della società civile. Grazie agli appelli rivolti sui media (leggi) qualche coscienza ha deciso di raccontare i fatti alla Squadra Mobile Etnea che è riuscita a comporre il rebus arrestando Orazio Di Grazia, uno scooterista ventiduenne che ha ammesso di aver colpito l’ispettore con la mano e non con il casco.

Di certo questa rivelazione non è chiara, in quanto L’ispettore Licari è uno sportivo che pratica sollevamento pesi e presto avrebbe partecipato a una competizione per la Coppa Italia, ragione per cui non sarebbe giustificabile il danno riportato dal poliziotto rimasto a terra con una frattura cranica ed emorragia. Infatti una perizia medico legale di ufficio disposta dalla Procura Catanese diretta da Carmelo Zuccaro ha stabilito l’incompatibilità delle lesioni riportate da Luigi Licari con una caduta, dato che le fratture al cranio sono state causate dai colpi inferti dal branco punitivo con un oggetto contundente liscio, compatibile con un casco da motociclista .

Per altro restano da chiarire il ruolo avuto nell’aggressione da parte degli altri compagni del reo confesso e su questi punti oscuri continua a indagare la Squadra mobile diretta da Antonio Salvago, che deve ancora identificare il gruppo che ha partecipato alla spedizione punitiva di cui pare facciano parte alcune donne. L’indagato verrà sottoposto a interrogato di garanzia in carcere da parte del giudice per le indagini preliminari Daniela Monaco Crea e dovrà comunque spiegare come mai tanta violenza nei confronti di un pubblico ufficiale, come sia giustificabile questo gesto violento e di disprezzo verso un tutore dell’ordine nell’esercizio delle sue funzioni.

Mentre le condizioni dell’Ispettore Licari restano stazionare con prognosi riservata, nei giorni precedenti i colleghi della polizia locale con il proprio comandante Stefano Sorbino, su disposizione del sindaco Enzo Bianco, insieme ad agenti della polizia di stato e con i militari dei carabinieri e della guardia di finanza, rivoltano sottosopra il quartiere Ognina – Picanello, luogo dell’aggressione del collega ferito, applicando rigorosamente il rispetto del Codice della Strada oltre ad eseguire approfonditi controlli di polizia.

Il bilancio fino ad oggi è molto attivo e rappresenta il clima di disordine e di disprezzo delle regole da parti di taluni cittadini, che inquinano il vivere sereno della città. In totale sono circa 300 i verbali sottoscritti dagli agenti: una ventina di verbali sono stati elevati rispettivamente per sequestro di veicoli non in ordine, una ventina per fermi amministrativi, una ventina per mancanza di assicurazione obbligatoria, una ventina per mancata revisione del veicolo e ancora una ventina per mancato uso del casco. Proseguono circa 170 verbali per divieto di sosta e altrettanti verbali per mancata presentazione documenti del veicolo, per guida senza patente, per uso del telefonino alla guida e per non aver rispettato l’alt da parte degli agenti di polizia.

Buona parte della città metropolitana si chiede perché aspettare l’accadimento di questi fatti gravosi e invece non operare con regolarità o con talune cadenze un controllo delle strade e degli ambienti urbani che sono ogni giorno infettate da facinorosi, provocatori, delinquenti di vario ordine e rango, pirati della strada, centauri che vanno a folle velocità a zig zag per le vie causando paura , stress e sono causa di incidenti stradali e di litigi violenti minando la sicurezza pubblica . E questo avviene in molte zone cittadine senza escludere il circondario dei paesi etnei che vivono lo stesso disagio e dove si sente la necessità delle azioni di controllo di ordine pubblico.

Di fatto nell’azione di polizia dovrebbero essere più incisivi anche interventi a rilevare il rispetto dei limiti di velocità, da parte di veri e propri criminali stradali che molto spesso sono disattesi e sono causa di incidenti e comunque generano tensioni emotive per i conducenti prudenti e per i pedoni.

Intanto dietro la sala di rianimazione dell’ospedale Cannizzaro oltre ai familiari di Luigi Licari, alcuni colleghi dell’ispettore si chiedono come si può continuare a operare se non si definiscono concretamente le misure di protezione operativa e le condizioni giuridiche per operare in sicurezza.

In programmazione da parte del mondo associativo catanese una manifestazione di solidarietà dal titolo “essere civili è normale” per esprimere il dissenso della città onesta al grave fatto avvenuto contro un agente della polizia locale catanese. Un comunicato sindacale precisa che questo tipo di intervento di controllo di polizia sulla città andava fatto prima mentre noi aggiungiamo che per il buon vivere quotidiano è sempre meglio prevedere i fatti per tempo che non aspettare che accadono questi episodi assurdi di violenza contro le forze dell’ordine, cosi come è accaduto al nostro valente ispettore Licari che per il suo comportamento si merita l’abbraccio della sua città a cui non dovrà mancare una giusta ricompensa civile.

Ora dopo l’arresto del reo confesso, aspettiamo gli sviluppi investigativi che non mancheranno di novità e di importanti risultati, ricordandoci che il nostro vivere civile dipende dal grado di rispetto delle regole.

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