“ALTIUS THREE”: Gli specialisti del soccorso in montagna si addestrano in Val di Susa

(di 3 rgt Alpini)
19/09/20

Si è conclusa sulle pareti rocciose di Caprie la terza edizione dell’esercitazione di soccorso alpino “Altius Three” della brigata alpina “Taurinense”, organizzata e condotta dal 3° reggimento alpini di Pinerolo, con il concorso delle altre unità della brigata, unitamente a squadre del servizio piemontese del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico e della Guardia di Finanza, oltre a unità specialistiche “Speleosub” per il soccorso lacustre e agli elicotteri dell'Esercito, della Finanza e del 118. I diversi scenari di intervento hanno testato le capacità di interoperabilità tra diversi assetti che si occupano di soccorso in montagna. Tale sinergia si è concretizzata nel corso stesso dell’esercitazione, quando parte degli assetti hanno concorso alla ricerca di un escursionista disperso e ritrovato senza vita in un corso d’acqua presso Condove.

Dopo un intenso periodo di preparazione, condotto nel rispetto della attuale normativa per il contenimento del Covid-19, gli operatori delle squadre soccorso alpino militare della brigata alpina  “Taurinense” - oltre al 3° reggimento alpini erano presenti infatti squadre del 2° di Cuneo, del 9° dell’Aquila e del 1° reggimento artiglieria terrestre di Fossano - e i team del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese, della Guardia di Finanza e della Protezione Civile, hanno effettuato prove di interventi complessi in ambiente lacustre, in parete e in forra, mediante l’impiego di specifici mezzi e attrezzature.

Nel Lago Grande di Avigliana, durante la prima fase dell’esercitazione, un mezzo cingolato BV206S7 ha effettuato un movimento anfibio sulla superficie del lago, attività necessaria per mantenere elevati i livelli addestrativi del personale al pilotaggio anfibio. Uno speciale barchino del 32° reggimento genio guastatori della Taurinense, ha quindi caricato a bordo la prima delle squadre soccorso alpino militare, che hanno poi soccorso un disperso. L’addestramento a questo tipo di impiego consente ai militari di poter intervenire in caso di eventi alluvionali, garantendo la capacità di superare ostacoli e interruzioni alla viabilità sia tramite gli speciali mezzi “all-terrain” in dotazione, supportati da elicotteri di media capacità.

Il successivo esercizio ha visto i team “speleosub” intervenire nel soccorso di un sommozzatore in difficoltà, recuperato poi – tramite verricello – da un elicottero del 118.

Le attività sono proseguite sulle pareti rocciose di Caprie, dove nove Squadre di Soccorso Alpino – 6 squadre militari, 2 del Soccorso Alpino e Speleologico e una della Guardia di Finanza - sono state sbarcate in cresta da un CH47S del 1° reggimento aviazione dell’Esercito “Antares”, impiegando speciali tecniche di avvicinamento. Si sono svolti quindi diversi tipi di esercizi, dalla parete al crepaccio profondo, simulando il recupero di infortunati tramite speciali barelle, verricelli a terra e da elicottero e ai quali è seguito un ulteriore esercizio di ricerca di disperso in “forra”, le profonde gole a pareti verticali nella quale scorre un corso d’acqua, condotta dagli specialisti del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese con l’ausilio degli alpini del “Terzo”.

Un’ultima prova – prettamente militare – ha visto una squadra di soccorritori del 3° alpini intervenire, in pieno assetto da combattimento, nel recupero di un ferito, calandosi in corda doppia per condurre l'infiltrazione nell'area d'intervento e coordinando il successivo prelievo dell’infortunato mediante elicotteri del 34° distaccamento permanente AVES “Toro” di Venaria.

Il confronto e lo scambio di esperienze e informazioni sulle procedure tecniche, iniziato nelle precedenti edizioni della “Altius”, rappresenta un valore aggiunto che ha lo scopo di rendere le squadre di soccorso alpino militare, a disposizione di ogni comando multifunzione, pienamente “inter-operabili”, mettendole “a sistema” con gli assetti elicotteri dell’Aviazione dell’Esercito, della Guardia di Finanza e del 118.

Il comandante delle truppe alpine, generale di corpo d’armata Claudio Berto, ha espresso parole di orgoglio per la professionalità dimostrata nel corso dell'esercitazione e, rivolgendosi ai militari, ha condiviso con loro alcune considerazioni sull'importanza di avere sempre unità efficienti, addestrate, flessibili e specializzate che siano in grado di operare in un contesto ambientale caratterizzato dalla verticalità nonché di intervenire con brevissimo preavviso per ogni esigenza di impiego.

Alla giornata conclusiva dell’esercitazione hanno presenziato il consigliere regionale Paolo Ruzzola, in rappresentanza del Presidente della Regione Piemonte del commissario straordinario regionale per il Covid19 dott. Vincenzo Coccolo, il presidente del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese Luca Giaj Arcota, il dirigente della Protezione Civile della prefettura di Torino dott. Gianfranco Parente e il comandante della brigata alpina “Taurinense” generale di brigata Davide Scalabrin.

Le squadre soccorso alpino militare - nate con il preciso scopo di supportare i militari in addestramento montano - sono composte da militari in possesso di specifiche qualifiche nei settori sciistico, alpinistico, meteo-nivologico e sanitario. Tali qualifiche le rendono un assetto peculiare delle Truppe Alpine di pagante impiego in un ampio spettro di emergenze e in grado di operare di concerto con le altre realtà del soccorso in montagna.