I terrestri sopravvivono (forse) solo se si arriva ai calci di rigore

20/05/14

“Alien Invasion How to defend earth”. Questo il titolo di un libro scritto da Travis Taylor, un fisico con esperienza nel campo militare e nei servizi segreti americani, che ha sviluppato un dettagliato piano strategico per sopravvivere ad una invasione aliena.

Il Pentagono ed i servizi segreti inglesi, fin dagli anni 70, elaborano dei progetti di massima nel caso in cui l’umanità si trovasse di fronte ad una invasione aliena.

Gli Stati Uniti hanno elaborato piani che prendono come riferimento ogni possibile scenario di guerra.

Le probabilità di vittoria delle forze terrestri contro quelle aliene, in tutti gli scenari fin ad oggi immaginati, equivalgono a ZERO.

Ma qual è la probabilità di un attacco alieno?

Ci sono circa quattrocento miliardi di stelle nella sola via Lattea – scrive Taylor – e sappiamo che almeno un sistema di stelle (il nostro), all'interno della via Lattea, ha sviluppato vita intelligente. Statisticamente, quindi, ci potrebbe essere una civiltà per galassia.

Quante galassie ci sono?

Miliardi, forse più.Quindi, ci potrebbero essere miliardi di sistemi stellari con civiltà intelligenti, anche se non vi è una sola civiltà intelligente per ogni galassia. Ci sono 400 miliardi di stelle nella sola Via Lattea. Questo ci porta ad una probabilità di vita intelligente dello 0,25 % su 10-11 galassie. Tale probabilità - conclude Taylor - ci porterebbe alla conclusione che o siamo un incidente o uno speciale, unico scherzo della natura o che non siamo soli.

Ma come avverrebbe l’attacco alieno?

Ecco uno dei possibili wargame basato sull’attuale scienza militare degli Stati Uniti e dei paesi membri della Nato.

Gli apparati militari terrestri di ascolto, captano segnali in avvicinamento. L’allarme viene dal NORAD, il Comando di Difesa Aerospaziale del Nord-America che organizza l'allerta, la reazione di intercettazione, identificazione ed eventuale abbattimento di ogni aereo o missile sconosciuto e/o potenzialmente ostile, inclusi gli UFO. La minaccia viene confermata dal GEOD SS, un sistema di sorveglianza spaziale optoelettronico-terrestre, dal Neat e dall’osservatorio in Tagikistan dell’Okno. Dopo un primo momento di incredulità, si scopre che dei corpi celesti sono sono sbucati dalle profondità dello spazio. Il fatto che siano astronavi aliene intelligenti, è dato dal fatto che gli oggetti stanno rallentando la propria velocità di avvicinamento e stanno per entrare nell’atmosfera terrestre, attirando a se l’intera rete satellitare, rendendo ciechi gli apparati militari. Le astronavi, così come immaginato nel wargame, si posizionano sulle più grandi città del mondo. Invani tutti i tentativi di comunicazione.

Le astronavi aliene si sono posizionate su tutte le piu grandi città del mondo ed hanno sferrato all’unisono, un attacco che ha distrutto le principali capitali mondiali. Così come prevede la dottrina militare, l’obiettivo è quello di paralizzare la rete elettrica, oscurare la comunicazione, interrompere ogni tipo di approviggionamento, fare più vittime possibili, creare il caos, demoralizzare il nemico con una schiacciante prova di forza. Durante questo primo attacco, secondo una stima, perderebbero la vita circa due miliardi di persone. Ma le forze terrestri tenterebbero il tutto per tutto, con la migliore tecnologia a disposizione. Il primo attacco, verrebbe portato dal cielo, perché in un contesto ideale, la supremazia aerea in una guerra convenzionale è di fondamentale importanza per la vittoria.

Dalle basi segrete americane disclocate in tutto il territorio e da quelle russe, dislocate in siberia e negli Urali come Mezhgorye, si alzerebbe la forza aerea d’attacco più potente mai formata. Gli Stati Uniti, formerebbero una forza arerea composta da F22 Raptor, F 35, F15, F16, 5 B2 ed F 18 Hornet. In questa fase non si prevedono attacchi alieni contro le portaerei, quindi si presume che la forza aeronavale americana sia pienamente operativa con almeno otto gruppi da battaglia pronti a colpire.

Da parte Russa, invece, si alzerebbero i nuovissimi Sukhoi Pak Fa 50, Mig 29 tra Sniper, Fulcrum Plus e Sokol, Sukhoi 27 tra Sm ed MK 1, 30 Sukhoi 37 Terminator e l’intero gruppo da battaglia di quarta generazione avanzata, formarta da 60 Sukhoi 35. I paesi europei, formerebbero varie flotte, formate da Efa 2000, Rafale, Gripen, Tornado ed F-35. La Cina, infine, metterebbe in campo una forza aerea tra i 400 ed i 600 velivoli tra caccia Chengdu J-10 di quarta generazione e mezza e Chengdu J20, caccia di quinta generazione molti simili ai Raptor americani. I migliori caccia della terra stanno per attaccare il nemico alieno ed i velivoli posti a loro difesa.

La prima fase dell’attacco verrebbe portata dai velivoli definiti da dominio aereo. I caccia sarebbero preceduti da squadroni di droni senza pilota, con piena capacità stealth. Gli F22 americani, i Sukhoi 50 russi ed i Chengdu 20, formerebbero la punta della lancia. Sono caccia di quinta generazione, con piena capacità stealth, manovrabilità senza eguali, armati con missili aria aria a medio e corto raggio portato internamente per ridurre la segnatura.

I radar di tiro dei caccia terrestri, come l’AN APG-77 del Raptor, potrebbero anche essere in grado di inquadrare un velivolo alieno. Questo non significa, però, che sarebbero in grado di distruggerlo.Il nemico affrontato, infatti, non è terrestre. Perché la dinamica dei salti o stiramenti del tessuto spazio temporale o l’utilizzo di un sistema di propulsione ad anti gravità sono fantascienza per gli umani mentre, invece, per altri visitatori potrebbero già essere realtà, tesi confermata dal Seti. Il fatto è che nessuno sa come si muovano. Si presume l'antimateria, appunto: fantascienza per gli umani anche se nel 2002 la Boeing ha effettuato studi al riguardo. Sembra probabile, però, che essendo velivoli che hanno viaggiato nel cosmo, abbiano una profonda conoscenza della fisica applicata, a noi del tutto sconosciuta e con scudi di protezione che li isolino dallo nostra atmosfera e dal campo magnetico terrestre, ignorando le leggi newtoniane.

Ogni missile lanciato dai caccia terrestri, viene assorbito dagli scudi dei velivoli alieni che compiendo improvvise virate ad impensabili numeri di G, fanno una strage. Le perdite per i terrestri, si aggirerebbero sull’80% delle forze messe in campo contro nessuna degli alieni. Ma c’è un’ultima possibilità: un massiccio attacco nucleare portato dall’arma più potente del pianeta.

L’arma più potente mai creata dall’uomo è il sottomarino lanciamissili a propulsione nucleare. Ad ogni modo, l’attacco avverrebbe di concerto con le altre nazioni proprio per evitare un olocausto globale, anche perchè sulla zona colpita, parliamo di centinaia di kmq, senza considerare i venti, non ci sarebbe più vita per decenni. Gli Stati Uniti, quindi, decidono di sferrare un attacco nucleare, lanciando l’arma più potente mai costruita. Un missile capace di attaccare dallo spazio con testate multiple indipendenti.

Secondo il wargame raccontato da Taylor, un sottomarino classe Ohio, lancerebbe contro una astronave madre aliena, posizionata su una metropoli americana, un singolo missile Trident II - Marv cioè dotato di testate multiple indipendenti capaci di modificare il proprio percorso in volo con brusche manovre.(Nonostante le testate Marv siano ancora in una fase sperimentale, la scelta è quella di dare la massima capacità distruttiva all’uomo per avere qualche chances). Il sistema MARV, infatti, conferisce la certezza quasi assoluta di colpire il nemico, azzerando ogni possibilità di intercettazione del nemico. Le testate colpiscono il bersaglio con una violenza devastante. Ma in tutti gli scenari ipotizzati dai servizi segreti americani ed inglesi, le armi più potenti mai create, non fanno che sterminare soltanto altri esseri umani. Il motivo è presto detto: per giungere nella nostra atmosfera, gli alieni hanno attraversato il cosmo con scudi di protezione in grado di annullare ogni effetto esterno. La deflagrazione dei Trident, scalfirebbe soltanto la vernice delle astronavi degli invasori alieni, che nella fase del first strike non hanno dimenticato i sottomarini: li hanno ritenuti soltanto non pericolosi.

Il wargame immaginato non lascia scampo all’umanità. Nei mesi a venire, la popolazione è destinata a diminuire, considerando il successivo attacco terrestre portato dalle forze aliene. Gli umani, ormai alla macchia e dispersi, sono sull’orlo dell’estinzione, ma è qui che il wargame si fa interessante perché il computer della difesa americana, se nelle fasi iniziali dell’attacco alieno non dà nessuna possibilità al genere umano, con il passare dei mesi inizia a dare delle chances all’uomo. Il motivo è uno soltanto: gli umani sopravvissuti inizierebbero a colpire i bersagli alieni adottando tecniche di guerriglia non convenzionali così come facevano gli indiani contro gli europei. E’ il concetto della guerra asimmetrica.

E la storia è piena di questi esempi: l’Afghanistan dei Mujaheddin, per esempio, cacciò l’Armata Rossa ed i suoi Spetsnaz. Una tattica, cosi come stabilito dal Wargame degli Stati Uniti e raccontato da Travis Taylor nel suo “Alien Invasion – How to defend earth”, che alla fine premierà gli umani, in quanto gli alieni inizierebbero ad accumulare perdite non rimpiazzabili.

Il wargame finale contro un possibile attacco extra terrestre sancisce la vittoria degli alieni nelle prime fasi della guerra.

L’unica possibilità per l’uomo è quella di darsi alla macchia, sopravvivere e riorganizzarsi.

Per vincere la guerra, l’uomo dovrà iniziare a combattere, scatenando una guerriglia non convenzionale.

Franco Iacch

(nell'immagine un fotogramma del film del 1996 "Independence Day")