Armi Laser: le nuove linee guida U.S.

(di Alexandro Vinci)
24/08/20

Possedere tecnologia all’avanguardia è stato un fattore determinante nel decidere la sorte di conflitti nel passato, lo sarà ancora di più nel futuro. Lo scorso 11 Agosto, il direttore tecnico per lo sviluppo di armi laser da superficie della U.S. Navy, Christopher Behre, ha annunciato di essere stato incaricato di redigere le nuove linee guida tecniche per i futuri programmi difesa basati su tecnologia laser.

Nel suo intervento al webinar di Booz Allen Hamilton, Behre ha rivelato il nuovo compito assegnatoli dall’ufficio per le armi ad energia diretta del Pentagono: “Queste linee guida permetteranno identificare componenti e sottosistemi intorno ai quali avviare un processo di standardizzazione”.

L’obbiettivo del Dipartimento della Difesa Americano (DoD) è impostare un’architettura di sistema comune a tutti le armi ad energia diretta (laser e microonde), che possa essere un riferimento sia per le aziende produttrici sia per i futuri requisiti dei servizi difesa americani. L’adozione di una tale architettura impone l’utilizzo di un approccio modulare aperto (Modular Open Systems Approach ‘MOSA’) in grado di garantire:

• Maggiore coordinazione fra i servizi della difesa nell’acquisto di piattaforme con componenti condivise (anche se provenienti da differenti aziende)

• Riduzione dei costi sull’acquisto in larga scala di componenti condivise tra i vari programmi

• Capacità di aggiornamento dei sistemi migliorate, attraverso interfacce che consentano la sostituzione agevolata di vecchi componenti per quelli nuovi (plug-and-play)

• Maggiori possibilità di concorrenza per i piccoli produttori di componenti di nicchia, che rispettino gli standard imposti.

Nella volontà di implementare un’architettura MOSA da parte del DoD, è necessario considerare anche la maturità delle tecnologie ad energia diretta e la loro diffusione. Infatti, benché ci siano ingenti quantità di dati relativi allo sviluppo di armi laser e numerosi prototipi testati, nessun programma è entrato in produzione su larga scala; ciò implica l’assenza di piattaforme e equipaggiamento preesistenti e quindi un’implementazione semplificata di un’architettura modulare aperta.

Secondo Behre il documento sarà pronto massimo entro 1 anno; ad inizio 2021, verrà distribuita una prima versione delle linee guida alle industrie coinvolte nei programmi in sviluppo e agli uffici acquisti delle varie branchie della difesa. In questo modo si vuole assicurare un coinvolgimento attivo dell’industria privata: contando sia sul loro feedback sia sulla comprensione del valore aggiunto potenziale di un’adozione generale dei nuovi standard. Nonostante i benefici che questa architettura di riferimento può portare, gli esperti di industria e difesa discutono sugli effetti che standard/linee guida possono avere sull’innovazione e come queste rischiano di comportarne il rallentamento. C. Behre nel webinar si riferisce anche a questo, rispondendo: “Nel documento non ci saranno standard rigorosi con S maiuscola (…). Stiamo cercando di porre dei limiti, in modo da guidare lo sviluppo – non requisiti impraticabili che soffocherebbero l’innovazione”.

Sin dagli anni ’80 siamo stati abituati a sentire dei grandi progressi nei campi della tecnologia laser e delle loro possibili applicazioni militari (la Strategic Defense Initiative di Regan nel 1983, soprannominata “Star Wars”). Al 2020 è lecito non essere ottimisti sui sistemi d’arma ad energia diretta, dato che nessuno di questi è entrato realmente in servizio attivo, e non si è mai andati oltre a test e prototipi. Altresì è vero che quattro decadi di ricerca hanno portato a sviluppi tangibili e critici per l'utilizzo futuro di armi di questo genere. Esperimenti e test sono assolutamente promettenti, c'è solo da essere pazienti.

Foto: U.S. Navy