Venezuela: Maduro cerca un casus belli per ricercare un consenso popolare oramai scomparso?

(di Maria Grazia Labellarte)
12/12/23

Nel 2015 importanti giacimenti petroliferi sono stati scoperti per la prima volta al largo delle coste di Essequibo da un consorzio guidato da ExxonMobil, suscitando l’interesse del Venezuela, il cui impegno nel perseguire la rivendicazione territoriale ha oscillato nel corso degli ultimi anni.

Oggi, le operazioni petrolifere generano circa 1 miliardo di dollari all’anno per la Guyana, un paese povero e di quasi 800.000 persone che ha visto la sua economia espandersi di quasi il 60% proprio nella prima metà di quest’anno.

Mentre l’industria petrolifera della Guyana continua a prosperare, quella del Venezuela è completamente crollata. Anche se il Venezuela possiede le riserve di greggio più grandi del mondo, la sua industria petrolifera è stata paralizzata da anni di cattiva gestione e dalle sanzioni economiche imposte alla compagnia petrolifera statale in seguito alla rielezione di Maduro nel 2018, “ampiamente considerata fraudolenta”.

Oggi il presidente venezuelano Nicolás Maduro afferma che nelle ultime elezioni del 3 dicembre, circa 10,5 milioni di persone – poco più della metà degli aventi diritto al voto – avrebbero votato al referendum consultivo venezuelano. Il referendum è stato approvato dall'Assemblea nazionale venezuelana, sotto la guida dello stesso Maduro, per conoscere il parere della popolazione venezuelana sulla questione della Guayana Esequiba appunto, territorio rivendicato dal Venezuela ma attualmente governato e riconosciuto a livello internazionale come parte della Repubblica di Guyana.

Gli elettori, affermerebbe il governo, avrebbero palesato il rifiuto “con tutti i mezzi” del confine del 1899, conferendo ad Essequibo sovranità e dando ai residenti della zona la cittadinanza venezuelana, rifiutando, così, la giurisdizione della corte delle Nazioni Unite sulla controversia.

L’Associated Press ha riportato che “le lunghe file tipiche delle elezioni venezuelane” in questa occasione non si sarebbero formate e che solo una minoranza del Paese potrebbe aver votato*.

Il consenso del presidente venezuelano, secondo un recente sondaggio sarebbe sceso al 30,2% a settembre, rispetto al 35,4% di luglio, in un contesto di crisi economica continua che ha inciso sulla sua popolarità. Altri sondaggi dimezzano tali valori.

https://apnews.com/article/venezuela-guyana-essequibo-territory-dispute-...

Immagine: ExxonMobil