Pozzuolo del Friuli 1917-2016, la primavera degli Eroi

(di Andrea Pastore)
04/11/16

La primavera degli eroi! Se 99 anni fa avessi dovuto dare un titolo alla battaglia di Pozzuolo del Friuli l'avrei nominata così e non solo perché avrei voluto fissare una netta antitesi con la stagione in cui ebbe luogo lo scontro, il grigio autunno friulano, ma anche perché della primavera quel combattimento ebbe tutte le mitiche caratteristiche.

I pagani credevano che in primavera Persefone tornasse al mondo dei vivi nella sua splendida  giovinezza, risalendo dagli inferi, a cui una immonda promessa l'aveva costretta e così fu per quegli eroi di Pozzuolo, giovani virgulti a cavallo che risaliranno la china della sconfitta, gli inferi di Caporetto. Gente eroica e coraggiosa come Proserpina, cavalieri decisi ad affrontare le brume dell'inverno come le fiamme dell'inferno, giovani virgulti tutt'uno con il loro destriero e ritorna ancora il mito, l'ideale dei Centauri, di chi rese Achille il piè veloce, un Centauro appunto e poi tra piccole case di un villaggio del Friuli la mitologia si fa realtà: Genova e Novara, Lanza di Montezemolo e Lajolo, il comandante Emo, il colonnello Campari e i mille nomi che combatterono ventiquattro ore senza sosta, non solo per frenare un nemico più forte in numero e mezzi, ma soprattutto per ergersi a monito delle future generazioni, affinché restasse impressa l'idea primaverile della risalita contro la corrente, contro la massa, nell'eterna opposizione tra la mediocre realtà dei molti ed il vigoroso e giovanile mito degli eroi. 

Sono trascorsi 99 anni e come ogni anno si ripete il rito della memoria, quei cavalieri ritornano a galoppare per renderci consapevoli del loro sacrifico fatto in favore di un bene ed un interesse superiore, valori senza nome, ne' bandiere e che si può sintetizzare con un solo concetto: rispetto della parola data,  forse l'unica vera grande spinta che può condurre agli inferi e poi da lì far risorgere l'individuo all'empireo degli eroi.

Anche quest'anno si è conclusa la sequela delle celebrazioni e delle cerimonie, al termine dello sfavillare di sciabole e  del battere dei tacchi una accorato urlo echeggia dal cielo degli Invitti: Per le glorie d'Italia, per la memoria dei caduti, un primaverile e mitico, Caricat!

(foto: Touring Club Italiano)

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