La loitering munition russa Lancet 3 di ZALA Aero

(di Stefano Peverati)
01/12/21

La Lancet 3 è una loitering munition prodotta da ZALA Aero sussidiaria del gruppo Kalashnikov ed evoluzione della precedente Lancet 1. Questo prodotto segna un’importante passo in avanti nel settore da parte dell’industria russa. La Lancet 3 ha un raggio d’azione di 40km, carico bellico di 3 kg, peso al decollo di 12kg, 40 minuti di autonomia, mantenendo inalterata, dalla versione precedente, la velocità di crociera tra 80 e 110km/h, mentre come design si ispira alla famiglia Hero della UVision con caratteristiche paragonabili al modello Hero 120.

Questo sistema d’arma, definito anche “Kalashnikov volante”, è stato sviluppato non solo per il ruolo tradizionale di eliminazione mirata di obiettivi sensibili al suolo, dove secondo fonti dell’azienda sarebbe già stato sperimentato con una dozzina di successi in Siria, ma anche, secondo quanto mostrato dall’azienda, con capacità antidrone in particolare contro il TB2 Bayraktar, acquistato in 54 esemplari dall’aeronautica militare dell’Ucraina e fonte di preoccupazione per Mosca.

ZALA Aero, nella presentazione al pubblico, ha mostrato come la Lancet 3 dovrebbe operare nella zona del Donbass andando a costituire una sorta di campo minato nel cielo dove ogni sistema d’arma controlla un’area di 30km con un intervallo 1000 metri di quota tra un drone e l’altro. Certo per poter far operare questo sbarramento di difesa è necessario avere una gran quantità di sistemi a controllo remoto, vista la limitata autonomia del Lancet 3 di soli 40 minuti contro le 8/10 ore del TB 2, organizzandoli in più sciami che si susseguono nel tempo permettendo la ricarica del turno precedente. Il profilo di attacco prevede che il TB 2 che entra nella zona sorvegliata viene ingaggiato dai sistemi della Lancet 3, la quale porta la sua velocità fino a 330km/h puntando il più lento Bayraktar fino al momento dell’impatto.

La Lancet 3 vuole essere una soluzione di difesa contro gli UCAV e loitering munition sulla base delle esperienze raccolte in Siria, Libia e Nagorno-Karabakh, dove in particolare nelle ultime due il sistema di difesa aerea ravvicinata Pantsir S1, versione da esportazione, in forza ad emiratini ed armeni hanno subito sensibili perdite per colpa dei TB 2 e delle Harop senza potersi difendere. Quindi, essendo risaputo che questo sistema di difesa aerea è in forza anche ai separatisti del Donbass almeno da novembre 2014, delle sue carenze oltre che alla presenza, ad oggi, di almeno sei droni armati Bayraktar presso le forze di Kiev, per Mosca è necessario colmare il disequilibrio di forze venutasi a creare tra le forze da essa appoggiate ed il governo centrale di Kiev prima che i sistemi di produzione turca possano infliggere gravi danni ai separatisti.

Da ricordare che il Bayraktar non solo può rilevare e distruggere gli obiettivi con le sue armi guidate in dotazione (missili L-UMTAS, bombe guidate MAM, razzi guidati da 70mm Cirit e le varie munizioni TUBITAK-SAGE) ma anche condurre sull’obiettivo i missili R624M da 300mm del sistema MLRS Vilkha-M.

ZALA Aero Group dal 2004 sviluppa e produce sistemi aerei senza pilota e, a partire da gennaio 2015, ZALA Aero fa parte di Kalashnikov.

Foto: ZALA AERO GROUP / BAYKAR