Continua il riarmo del Giappone. Mentre l'Italia taglia ancora le spese per la difesa...

(di Tiziano Ciocchetti)
29/01/19

Il Governo del Premier Abe continua sulla strada del riarmo delle Forze Armate giapponesi. Infatti, questo mese, è stato approvato il budget per la Difesa, che include, tra l’altro, 612,35 milioni di dollari per l’acquisizione di sei caccia di 5° generazione F-35A LIGHTING II, per l’anno fiscale che va dal 1° aprile 2019 al 31 marzo 2020.

Oltre ai 42 F-35A già ordinati, il Japanese National Security Council and Gabinet ha autorizzato l’acquisizione di ulteriori 105 velivoli.

Tokyo ha inoltre approvato, per la prima volta, l’acquisto di 42 velivoli nella versione B, ovvero quella a decollo corto e atterraggio verticale (STOVL), utilizzabili a bordo di unità navali. Quindi il numero totale di caccia sarà di 105 F-35A e 42 F-35B, facendo del Giappone il maggiore cliente del velivolo della Lockeed Martin.

Proprio per questo si sta trasformando il cacciatorpediniere portaelicotteri IZUMO (foto) in una portaerei pura, capace, magari con l’aggiunta di catapulte, di proiettare potenza al di fuori dei confini nazionali.

Inoltre è in progettazione un missile da crociera, con gittata di 900 km, in grado di essere aviolanciato dagli F-35. Questa tipologia di arme verrebbe utilizzata per colpire bersagli paganti, come grandi unità navali ma anche basi aeree e altre installazioni militari.

Appare evidente che il Giappone sia fortemente preoccupato dalla crescente aggressività, nel Pacifico, della Cina. A tal proposito continuano le rivendicazioni territoriali di Pechino nei confronti di arcipelaghi, come le isole Senkaku, che rivestono una grande importanza strategica per il controllo delle rotte commerciali.

I problemi non vengono solo dalla Cina, infatti la Corea del Nord, pur avendo ultimamente ammorbidito i toni, continua ad essere un Paese da tenere sotto controllo, a causa del suo significativo deterrente nucleare.

Il Governo italiano, invece, continua ad esprimere perplessità sul programma F-35, annunciando uno studio specifico mirato a verificarne il rapporto costi/benefici. Nonostante le frenate politiche, il capo di stato maggiore dell’Aeronautica Rosso ha dichiarato, lo scorso 30 novembre, che gli F-35A italiani hanno ufficialmente conseguito la IOC (Initial Operational Capability). Con il conseguimento di tale capacità, i nostri F-35A sono in grado di esprimere, primi in Europa, una capacità operativa reale con un velivolo di 5° generazione.

Foto: Lockheed Martin / U.S. Navy