Il dispiegamento delle nuove bombe B61-12 in Europa

(di Tiziano Ciocchetti)
03/11/22

L’esercitazione “nucleare” della NATO, Steadfast Noon, dello scorso ottobre ha riacceso le luci sugli armamenti nucleari, quando ormai si pensava che una possibile guerra atomica fosse solamente un retaggio della Guerra Fredda. La risposta di Mosca con il lancio, in esercitazione, di due missili balistici intercontinentali, lo scorso 26 ottobre, non alleggerisce certo la tensione tra le parti.

Ovviamente, dato il contesto della guerra in Ucraina, tali manovre assumono un significato particolare, soprattutto perché Putin ha più volte affermato che utilizzerà "tutti i mezzi a sua disposizione per difendere l'integrità territoriale e l'indipendenza della Russia”.

L’esercitazione della NATO riguardava esclusivamente gli alleati (Italia, Germania, Paesi Bassi, Turchia e Belgio) sui cui territori sono stoccate armi nucleari americane, quali le bombe nucleari tattiche B61.

La tecnologia della B61 è anche nota come Dial-a-yield. Ciò significa che ogni bomba ha una potenza regolabile: da un massimo equivalente di 50.000 tonnellate di TNT ad un minimo di 300. L’impiego operativo, quindi, può essere calibrato a seconda dell’effetto desiderato e dell’importanza dell’obiettivo.

La National Nuclear Security Administration (NNSA), l’ente sotto il Dipartimento dell'Energia, che si occupa delle scorte di armi nucleari americane, ha pubblicato, nel novembre 2021, un aggiornamento informativo che specifica i tipi di aeromobili da certificare in un prossimo futuro per trasportare l'ultima versione della B-61 (la B-61-12). Il Tornado è presente, come l'F-15, l'F-16, il B-2 Spirit, il B-21 Raider e l'F-35.

Per quanto riguarda le basi italiane di Ghedi ed Aviano, queste dovrebbero ospitare complessivamente dalle 30 alle 50 bombe nucleari B61-12. Le sei basi della NATO in Belgio (Kleine Brogel), in Germania (Buchel), in Italia (Aviano e Ghedi), nei Paesi Bassi (Volkel) e in Turchia (Incirlik) ospitano circa 180 bombe nucleari americane B61 Mod-3-4-7-10 (con sistema della “doppia chiave”). Tutte le B61 dislocate in Europa saranno sostituite con l’ultima versione della bomba nucleare all’idrogeno per essere configurate con l’F-35A (la Turchia essendo stata esclusa dal programma F-35 impiegherà probabilmente gli F-16C/D).

La B61-12 ha un CEP (Circular Error Probable) di circa 30 metri dall’obiettivo ed è equipaggiata con una testata da 50 kilotoni, in grado quindi di sviluppare un’energia detonante in grado di polverizzare qualsiasi struttura (compresi bunker) nel raggio di 70/80 metri.

Foto: Sandia National Labs