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Analisi

Operazione Am Kalavi: Israele colpisce l’Iran tra leadership e nucleare. La regione è in fiamme

Gino Lanzara Gino Lanzara · · 2 min di lettura

Israele replica lo stilema dell’attacco preventivo con l’operazione Am Kalavi volta a scongiurare quello che si ritiene un concreto rischio esistenziale per lo Stato ebraico. Rispetto al 1967, l’incognita riguarda la durata di un’azione che non può certo dirsi conclusa. Forse, stavolta, 6 giorni non basteranno per definire una situazione che dei punti di faglia regionali ha fatto un credo geopolitico. L’attacco si è diretto sia contro la leadership politico-militare con azioni compute dal Mossad sia contro le strutture nucleari di Natanz, Fordow, Tabriz.

Non è ancora nota l’effettiva gravità dei danni inflitti, ma quel che è certo è che si sia trattato di un’operazione capillare che replica nelle sue linee essenziali quanto operato con i cercapersone di Hezbollah. Anche le infrastrutture nucleari, oggetto di progetti di rinforzo a fini militari malgrado le risoluzioni dell’AIEA, sembrano degradate grazie alle capacità offensive israeliane. L’entita’ dell’attacco e la conta effettiva dei danni determineranno le conseguenze. L’Iran ha già fatto alzare in volo i suoi droni e si attende una proiezione balistica benché diversi siti di lancio siano stati colpiti. Da notare che per l’Iran questa è la prima emergenza di reale rilevanza dalla guerra con l’Iraq. Cosa attendersi nel concreto: recrudescenza Houthi, attacchi terroristici, la solita impennata dei beni rifugio (oro) e del greggio. Non è certo al momento il fattivo supporto russo.

Un’escalation è altamente probabile, sullo sfondo di un gioco d’ombre che non esclude che anche Israele possa aver sofferto per fughe di notizie sensibili. Gli USA hanno nel frattempo preso le distanze diffidando Teheran dall’intraprendere azioni offensive contro strutture e personale di Washington. 

Teheran ha confermato eliminazioni significative tra militari e scienziati di alto rango, confermando così annichilimenti selettivi di rilievo che hanno portato a rapide nomine sostitutive. (Generale Hossein Salami , comandante del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) sostituito da Ahmad Vahidi, Generale Mohammad Bagheri sostituito da Amir Sayyari, Ali Shamkani consigliere di Khamenei, Mohammad Mahdi Tehranchi , scienziato nucleare senior.).  La regione è in fiamme.

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