Sull’ex viceministro della difesa russo Timur Ivanov, possibile architetto della "flotta fantasma", arrestato in Russia

07/05/24

Timur Vadimovich Ivanov, ormai ex viceministro della difesa della Federazione Russa, è stato arrestato il 23 aprile dalle autorità russe con l’accusa di corruzione e tradimento. Ivanov è noto per essere il “responsabile del procurement di materiali militari” delle FF.AA del Cremlino e il decimo ufficiale per importanza della gerarchia della leadership militare russa. Molto vicino al ministro della difesa Shoigu, l’ormai ex viceministro è comparso in una gabbia di vetro dell’aula del tribunale di Mosca con indosso ancora la divisa. Un fatto assai inusuale, considerando che solitamente gli ufficiali militari russi, allorché processati, tendono a presentarsi in abiti civili per non danneggiare l’immagine del corpo di appartenenza.

Ivanov, nato a Mosca nel 1975, è attualmente, come molti altri ufficiali russi, sotto sanzioni da parte sia del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti sia degli organismi dell’Unione Europea. Ciò che risulta più importante, tuttavia, è che proprio Ivanov sembra essere uno dei principali burattinai dietro il progetto della ‘ghost fleet‘ russa. Questa è l’espressione che, infatti, alcuni degli autori del presente articolo hanno utilizzato nel 2023, quando fecero uscire per il NATO Defense College un report investigativo che esponeva le attività probabilmente illecite dell’ormai SPARTA IV (IMO: 9743033), recentemente riportata dalla stampa. La scoperta pose al centro dell’attenzione mediatica la problematica del naviglio civile utilizzato per trasportare materiale militare in incognita.

Ma la ‘ghost fleet’ non è composta solamente dalla SPARTA IV. A coadiuvare i movimenti della nave sanzionata ve ne sono altre gestite dalle medesime organizzazioni, colpite anch’esse dalle sanzioni occidentali, quali la SPARTA II (IMO: 9160994), URSA MAJOR (ex-SPARTA III, IMO: 9538892), e la PIZHMA (IMO: 8814354). La petroliera YAZ (IMO: 9735323), invece, non è tecnicamente parte della flotta fantasma, ma a volte si ritrova a supporto della stessa rifornendola di carburante in viaggio.

È divenuto noto che queste navi abbiano trasportato missili terra-aria S-300pezzi di artiglieria M-46 da 130mm, obici da 122 e 152mm, armi antiaeree S-60 e KAMAZ-5350. Timur Ivanov è direttamente collegato a questa flotta attraverso la compagnia OBL-Shipping LLC, una sussidiaria di Oboronlogistika. Quest’ultima è una compagnia di logistica a doppia funzione, servendo clienti militari e civili, e controllata direttamente dal Ministero della Difesa Russo. La sussidiaria OBL-Shipping LLC ha molteplici collegamenti con l’hub logistico del MoD russo chiamato Chief Directorate for Troop Accomodations JSC, una delle maggiori istituzioni di logistica militare, probabilmente cruciale per la guerra in Ucraina. Ivanov ne è stato difatti CEO e direttore. Per queste ragioni l’UE ha sanzionato Ivanov con l’accusa di trarre profitto economico dalla guerra in Ucraina e, molto probabilmente, dalla logistica ad essa connessa.

Tra Febbraio e Marzo 2024, la SPARTA IV, la URSA MAJOR e la YAZ sono state probabilmente scortate nel Mediterraneo dalla Fregata Grigorovich al largo delle coste dell’Algeria, dove la SPARTA IV ha seguito una rotta assai irregolare, rivela l’analisi dei dati condotta dagli autori del presente articolo (che hanno condiviso le loro considerazioni in anteprima anche con Maritime Executive ). Queste navi cargo civili sono state scortate da naviglio militare dall’inizio delle loro operazioni illecite. Tuttavia, il Syrian express sembra aver subito una sostanziale modifica. Il trasporto di armi dalla base navale russa di Tartus, in Siria, a Novorossiysk, in Russia, sembra essersi fermato – come riportato da diverse fonti e già dimostrato dagli autori in una mappa precedentemente condivisa su The Maritime Executive.

(Rotta della SPARTA IV. Fonti: dati AIS forniti da Global Fishing Watch)

Non è chiaro se le navi abbiano alterato la loro solita rotta per la minaccia posta dai droni marini ucraini o se invece è l’aspetto legale a preoccupare gli armatori russi: se le navi venissero considerate come naviglio ausiliario, allora secondo il diritto internazionale diventerebbero un obiettivo legittimo per le forze ucraine, cosa che, infatti, si è verificata in passato. Comunque sia, dopo più di venti giorni di silenzio, la SPARTA IV è ricomparsa sui radar il 16 aprile e attualmente si sta dirigendo in Siria, dove dovrebbe arrivare agli inizi di maggio.

Per quanto riguarda Ivanov, invece, proseguono le indagini per presunta 'corruzione’ “sotto l’art. 290 del codice criminale russo (ricevere un tangente di grossa somma)”. L’ex viceministro rimane in custodia almeno fino al 23 giugno prossimo, mentre l’FSB prosegue le indagini tra le località di Krasnodar e Stavropol.

La corruzione, in Russia, è storicamente un'arma usata all’occorrenza dalle agenzie di intelligence per provare un iniziale capo d’accusa e possibilmente coprire le vere ragioni dell’investigazione. Questa prassi non è una invenzione recente, ma parte del modus operandi del KGB. La questione del tempismo, del target e del capo d’accusa di questa investigazione possono andare in un numero limitate di direzioni. Di certo sostituire un ufficiale come Ivanov, uomo di Shoigu e critico per multiple operazioni logistiche, in un momento come questo non è un bel segnale di solidità ai vertici del regime russo.

Giangiuseppe Pili, Alessio Armenzoni, Jack Crawford, Fabrizio Minniti

Foto apertura: archivio Cremlino