Il 5 novembre 2026 ricorrono 109 anni dalla nascita di Jacqueline Auriol, una delle protagoniste dell’aviazione francese del Novecento. Nata a Challans nel 1917, era figlia di un facoltoso armatore e importatore di legname. Morì a Parigi l’11 febbraio 2000, a 82 anni.
Nel 1938 sposò Paul Auriol, figlio del futuro presidente della Repubblica Vincent Auriol. Durante l’occupazione tedesca aiutò la Resistenza francese. Nel 1947, quando il suocero divenne presidente, contribuì al rinnovamento degli arredi del Palazzo dell’Eliseo, collaborando con alcuni importanti decoratori dell’epoca.
La sua vita sembrava dunque destinata a tutt’altro. La passione per il volo arrivò relativamente tardi, ma si trasformò rapidamente in qualcosa di molto più di un passatempo. Iniziò su un biplano Stampe e conseguì i brevetti di primo e secondo grado nel 1948.
Un anno dopo rischiò di morire. L’11 luglio 1949 si trovava come copilota a bordo di un prototipo di idrovolante S.C.A.N. 30, precipitato sulla Senna durante un volo di prova. Fu estratta dai rottami con gravissime ferite al volto e dovette affrontare ben 22 interventi chirurgici ricostruttivi. Ma l’incidente non riuscì a fermarla. Nel 1950 ottenne il brevetto di pilota militare, avviando un percorso che l’avrebbe portata a diventare una delle più celebri collaudatrici francesi.
La sua storia si intrecciò presto con quella dell’americana Jacqueline Cochran, dando vita a una delle rivalità più affascinanti dell’aviazione. Già nel 1951 Auriol aveva conquistato il primato mondiale femminile di velocità, raggiungendo gli 818,18 km/h su un de Havilland Vampire. Nel 1952 migliorò ulteriormente il risultato, portandolo a 855,92 km/h su un Sud-Est Mistral.
Il 15 agosto 1953 divenne la prima donna europea a superare la velocità del suono, ai comandi di un Dassault Mystère II, seconda al mondo dopo Cochran. Il 20 aprile 1954 entrò all’École du personnel navigant d’essais et de réception (EPNER), la scuola francese per piloti collaudatori di Istres, perfezionando ulteriormente la propria preparazione.
La sfida tra le due Jacqueline proseguì per oltre un decennio, con primati conquistati e riconquistati su velivoli sempre più veloci:
- 31 maggio 1955: su Mystère IV N superò il precedente primato femminile su percorso rettilineo di 15/25 km, raggiungendo 1.151 km/h.
- 22 giugno 1962: su Mirage IIIC stabilì una media di 1.850,2 km/h su un circuito chiuso di 100 km a Istres.
- 14 giugno 1963: su Mirage IIIR raggiunse 2.038,70 km/h sullo stesso tipo di percorso, diventando la prima donna a superare Mach 2.
Nel 1964 Cochran si riprese il primato, ma la competizione non impedì alle due aviatrici di mantenere un rapporto di reciproca stima e amicizia.
Nel 1965 Auriol stabilì altri due record mondiali ai comandi di un prototipo del Mystère-Falcon 20, questa volta su circuiti di 1.000 e 2.000 chilometri, portando a sette il totale dei primati riconosciuti dalla Federazione Aeronautica Internazionale.
Per le sue imprese ricevette quattro volte l’Harmon International Trophy. Il primo, relativo ai risultati del 1951, le fu consegnato personalmente dal presidente Harry Truman il 18 novembre 1952. Nel 1983 fu tra i soci fondatori dell’Académie de l’air et de l’espace e il 13 luglio 1992 venne promossa al grado di grande ufficiale della Legion d’onore.
Il suo nome compare anche nelle fotografie d’archivio scattate a Tolosa il 2 marzo 1969, in occasione del primo volo del Concorde: un momento simbolico nella storia dell’aviazione supersonica, alla quale aveva contribuito con le proprie imprese.
Jacqueline Auriol dimostrò che il collaudo, una delle attività più rischiose dell’aviazione, non era questione di genere, ma di preparazione, competenza e sangue freddo. Dopo un incidente che avrebbe potuto porre fine alla sua carriera e alla sua stessa vita, tornò in cabina di pilotaggio e continuò a superare i propri limiti.
Non aveva soltanto infranto il muro del suono. Aveva contribuito ad abbattere anche quello dei pregiudizi.
