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24 settembre 1942: prima vittoria notturna di una donna pilota da caccia

Su uno Yak-1 abbatté un Junkers Ju 88 sopra Saratov. Le fonti tedesche confermano la perdita del bombardiere e permettono di ricostruire quella notte.

redazione · · 3 min di lettura

Nella notte del 24 settembre 1942, mentre la Luftwaffe conduceva un’incursione contro Saratov, sul Volga, il tenente Valeria Dmitrievna Khomyakova, ai comandi di uno Yakovlev Yak-1, decollò con il 586° reggimento aviazione da caccia della difesa aerea sovietica.

Era uno dei reparti nati dall’iniziativa di Marina Raskova e inizialmente composti da personale femminile. Khomyakova, prima della guerra ingegnere chimico e istruttrice di volo, ne era vicecomandante di squadriglia.

Quella notte i riflettori della difesa aerea individuarono un bombardiere tedesco. La contraerea cessò il fuoco e Khomyakova portò il suo Yak-1 all’attacco. Secondo il racconto che la stessa pilota inviò alla famiglia due giorni dopo, aprì il fuoco poco dopo le 22, colpendo il velivolo con diverse raffiche. Il bombardiere precipitò ed esplose al suolo con il proprio carico di bombe. Nella lettera Khomyakova sottolineava con orgoglio che si trattava del primo abbattimento sopra Saratov, della prima vittoria della sua unità e della prima ottenuta, nelle sue parole, «tra le ragazze».

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I documenti sovietici del 586° reggimento registrarono ufficialmente l’azione: durante l’incursione notturna su Saratov, Khomyakova aveva aperto il conto delle vittorie del reparto abbattendo un Junkers Ju 88.

La parte interessante è che la vicenda trova riscontro anche dall’altra parte del fronte. Le fonti relative alla Luftwaffe registrano infatti il 24 settembre 1942 la perdita sopra Saratov di un Junkers Ju 88 A-4, codice individuale F1+HR, appartenente alla 7./Kampfgeschwader 76 (KG 76). Ai comandi si trovava l’Oberleutnant Gerhard Maak, dato per disperso insieme all’aereo. La stessa ricostruzione tedesca delle operazioni del KG 76 ricorda l’incursione notturna contro Saratov del 24 settembre e attribuisce l’abbattimento di un Ju 88 alla pilota sovietica Valeria Khomyakova.

Le ricostruzioni basate sulle perdite tedesche identificano più precisamente il velivolo come Ju 88 A-4 Werknummer 144010, F1+HR, della 7ª squadriglia del KG 76. L’intero equipaggio risulta perduto.

Per decenni la propaganda sovietica presentò Khomyakova come la prima donna nella storia ad abbattere un aereo nemico. È una definizione che oggi richiede prudenza. Lidiya Litvyak è infatti accreditata di vittorie ottenute nei cieli di Stalingrado già il 13 settembre 1942, undici giorni prima, anche se l’esatta attribuzione di alcuni di quegli abbattimenti continua a essere discussa sulla base dei registri tedeschi.

Il primato di Khomyakova che appare più solido è quindi un altro: fu la prima donna pilota da caccia accreditata dell’abbattimento di un velivolo nemico in combattimento notturno, oltre ad aver ottenuto la prima vittoria del 586° reggimento.

La sua storia sarebbe durata ancora pochissimo. Il 6 ottobre 1942, appena dodici giorni dopo quella vittoria, Valeria Khomyakova morì durante un decollo notturno nei pressi di Engels, ancora ai comandi di uno Yak-1. Aveva 28 anni. Fu insignita dell’Ordine della Bandiera Rossa.

Una vita brevissima e una singola vittoria confermata bastarono però a lasciare il suo nome nella storia dell’aviazione militare: quella notte sopra il Volga, per la prima volta, una donna entrò negli annali del combattimento aereo notturno.

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