Nell’autunno del 1941 l’Armata Rossa arretra sotto l’avanzata tedesca. In quei giorni, a Mosca, una donna chiede di poter combattere. Si chiama Marina Michajlovna Raskova, aviatrice e navigatrice famosa per i suoi voli record. Dopo un discorso dell’8 settembre in cui sostiene che le donne pilota debbano poter andare in guerra, Stalin firma l’8 ottobre 1941 l’ordine che crea tre reggimenti aerei femminili: uno da caccia, uno da bombardamento e uno da bombardamento notturno, il 588°.
Un reggimento fatto solo di donne
Delle tre unità, il 588° resta l’unica composta da sole donne per tutta la guerra: pilote, navigatrici, armiere, meccaniche. Lo comanda Evdokija Davidovna Beršanskaja, pilota con dieci anni di esperienza. La missione è quella dei bombardieri notturni, con aerei leggeri Polikarpov Po-2, biplani di legno e tela nati come addestratori. Volano di notte, a bassa quota, e spesso spengono il motore in planata per non farsi sentire.
Secondo la tradizione, furono i soldati tedeschi a chiamarle “streghe della notte”, per il fruscio che ricordava una scopa di saggina. La storiografia usa però il condizionale su questo dettaglio.
Numeri che pesano
Il reggimento va al fronte nel giugno 1942. Sui Po-2 le aviatrici compiono oltre 24.000 missioni. Le donne che servirono in questo reggimento furono 261, e una trentina morirono. Bershanskaya ricevette l’Ordine di Suvorov, onorificenza rarissima per una donna.
La storia di Raskova va però oltre un reggimento: nell’esercito sovietico servirono oltre 800.000 donne.
Dopo la guerra, la porta si chiude
Finito il conflitto, la navigatrice Yekaterina Vasilevna Ryabova e una compagna, Mariya Vasilyevna Smirnova, vengono mandate dalla comandante a frequentare l’Accademia dell’Aeronautica. Non vengono ammesse, l’accademia era ufficialmente chiusa alle donne. Donne che avevano volato centinaia di missioni di guerra non potevano studiare per diventare ufficiali di carriera…
Cosa ci dice oggi
La storia delle Streghe della Notte mostra un meccanismo che si ripete. Le donne entrano nella Difesa quando c’è un’emergenza, e sono chieste, usate, decorate. Poi, finita l’emergenza, la porta si richiude. La vera conquista non è partecipare a una guerra, ma entrare stabilmente nelle istituzioni che decidono di difendere un Paese. In Italia, questa strada si è aperta con la legge del 1999.

