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WASP: pilotavano bombardieri, ma per l’America non erano militari

Il 5 agosto 1943 nacquero le WASP, oltre mille pilote impiegate dall’aviazione statunitense senza essere riconosciute come personale militare

Maria Grazia Labellarte · · 3 min di lettura

Il 5 agosto 1943 rappresenta una data simbolica nella storia dell’aviazione statunitense: il Women’s Flying Training Detachment (WFTD) e il Women’s Auxiliary Ferrying Squadron (WAFS) furono riuniti in un’unica organizzazione, le Women Airforce Service Pilots, note come WASP.

La fusione trasformò due programmi sperimentali in una struttura unitaria di pilote civili al servizio delle U.S. Army Air Forces durante la Seconda guerra mondiale.

Nel 1942, mentre migliaia di piloti uomini venivano destinati alle operazioni belliche, l’aviazione statunitense dovette affrontare una grave carenza di personale. L’impiego delle donne nel pilotaggio degli aerei militari era stato proposto già in precedenza, ma non aveva ancora trovato un’applicazione ufficiale.

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Due aviatrici furono determinanti: Jacqueline Cochran, pilota da record e futura direttrice delle WASP, e Nancy Harkness Love, fondatrice delle WAFS e pioniera del servizio di trasferimento degli aeromobili. Grazie alla loro iniziativa, il comando autorizzò programmi sperimentali destinati a impiegare donne in missioni di volo non combattenti.

Le WAFS erano formate da pilote già esperte, incaricate soprattutto di trasferire gli aerei dalle fabbriche alle basi. Il WFTD aveva invece il compito di selezionare e addestrare nuove aviatrici secondo gli standard dell’aviazione militare.

L’addestramento si svolse principalmente ad Avenger Field, presso Sweetwater, in Texas, e comprendeva navigazione, meteorologia, meccanica, comunicazioni e numerose ore di volo. Complessivamente, 1.074 donne ottennero le ali da pilota; considerando anche le originarie WAFS, furono circa 1.100 le pilote che prestarono servizio.

Le loro missioni furono molteplici e spesso rischiose: trasferirono velivoli, collaudarono aerei nuovi o appena riparati, trainarono bersagli per l’addestramento antiaereo, trasportarono personale e materiali e svolsero attività di istruzione.

Pilotarono oltre settanta tipi di aeromobili, dai piccoli addestratori ai caccia e ai bombardieri pesanti, compresi il B-17 Flying Fortress e il B-29 Superfortress.

Trentotto WASP morirono durante il servizio. Nonostante operassero su aerei militari e svolgessero incarichi essenziali, rimasero formalmente dipendenti civili federali.

Questo status le escluse dalle tutele riconosciute al personale militare. Non ebbero assicurazioni, indennità, benefici da veterane né diritto automatico agli onori funebri. Quando una WASP moriva, erano spesso le famiglie o le compagne a sostenere le spese per il trasporto della salma.

Il programma terminò il 20 dicembre 1944, quando la carenza di piloti diminuì e aumentarono le pressioni contro la militarizzazione delle donne. Le WASP furono congedate senza ottenere lo status militare.

Solo nel 1977, dopo una lunga battaglia condotta dalle ex appartenenti al programma, il Congresso riconobbe retroattivamente il loro servizio. Nel 2009 fu loro conferita collettivamente la Congressional Gold Medal, consegnata ufficialmente nel 2010.

La loro storia rimane un esempio di professionalità, determinazione e resilienza, ma anche una testimonianza delle discriminazioni affrontate da donne che contribuirono in modo decisivo allo sforzo bellico senza ricevere, durante il conflitto, gli stessi diritti dei colleghi uomini.

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