L’ex pilota dell’U.S. Air Force Special Operations, Nolan Peterson, ha scritto sullo “Small Wars Journal” che l’epoca tradizionale del dominio aereo, per come era stato concepito nelle fasi delle operazioni militari statunitensi in Afghanistan ed Iraq è, sostanzialmente, terminata. I conflitti attuali, sia simmetrici che asimmetrici, hanno come caratteristica comune un processo di “democratizzazione” del potere aereo, tale per cui la diffusione di tecnologie e sistemi unmanned ha reso estremamente congestionato e non controllabile quello che Peterson ha definito come spazio “air littoral”, cioè quello strato di spazio aereo a bassa quota in cui volano piccoli droni tattici.
A tal proposito, l’esempio delle brigate UAV ucraine è calzante, perché evidenzia come i droni di vario tipo (ISR ad ala fissa, droni ISR quadricotteri che fungono anche da bombardieri, nonché droni d’attacco FPV) possono saturare e controllare lo spazio aereo “litorale” adottando tattiche a metà strada tra la negazione e la supremazia. Quel che Peterson evidenzia è quanto possa essere complicato impiegare le forze aeree tradizionali per tutelare le truppe a terra e garantirgli la pulizia dell’area operativa se lo spazio tattico intermedio non è controllabile.
Questa è una considerazione che guarda più lontano dell’Ucraina, con l’occhio diretto ai progressi fatti dalla Cina nello sviluppo degli sciami di droni, che inducono Peterson a domandarsi “a cosa serve una vittoria aerea” se i droni nemici possono continuare a colpire le nostre forze inesorabilmente.
Al contrario di molte critiche radicali del potere aereo, quella di Peterson si connota più come una necessaria revisione, dove “i caccia con equipaggio e i bombardieri stealth sono ancora importanti, probabilmente più che mai se si immagina come sarebbe una guerra contro la Cina”, ma, allo stesso tempo, conscia dei limiti che essi possono avere in una guerra aerea “combattuta a livello degli alberi” come quella in Ucraina.
Proprio come nel concetto di “air superiority” sono emersi fattori livellanti, secondo Peterson l’idea di “air dominance” è, ormai, slegata dalle elaborazioni teoriche di natura metodistica post-1991, determinate dal successo tattico delle forze aeree della Coalizione nella Prima guerra del Golfo. Al contrario, la comparsa di un livello dello scontro aereo posto a ridosso della terra – e che nel dominio terrestre è, nei fatti, integrato – ed estremamente “disordinato”, ha reso non più valide le concezioni di “Desert Storm” sull’efficacia assoluta del potere aereo convenzionale.
Ecco perché i teorici – entro i quali va inserito Peterson – dell’integrazione MUM-T delle forze aeree ritengono che ai tradizionali assetti del potere aereo vadano affiancati i droni per la costruzione di una “dominant air littoral force”.
Foto: Ukraine MoD
