GUERRA APERTA: PAKISTAN BOMBARDA KABUL — ESCALATION TOTALE CON L’AFGHANISTAN
La crisi tra Pakistan e Afghanistan è precipitata nelle ultime ore in un conflitto aperto. Nella notte tra il 26 e il 27 febbraio 2026, la Pakistan Air Force (PAF) ha condotto raid aerei sulla capitale afghana Kabul, sulla città di Kandahar e nella provincia di Paktia, una escalation senza precedenti che segna il punto di rottura definitivo tra i due Paesi.
Il ministro della Difesa pakistano Khawaja Asif ha dichiarato ufficialmente su X che la “pazienza è esaurita” e che tra Pakistan e Afghanistan è ora in corso una “guerra aperta”. Asif ha accusato i Taliban di aver trasformato l’Afghanistan in una colonia dell’India, di aver radunato militanti da tutto il mondo e di aver iniziato a “esportare terrorismo”. NPR
La cronologia dell’escalation si può ricostruire con precisione: tutto è iniziato il 21 febbraio, quando la PAF ha colpito sette campi del Tehreek-e-Taliban Pakistan (TTP) e dell’Islamic State-Khorasan Province (ISKP) nelle province di Nangarhar, Paktika e Khost, in risposta a una serie di attentati suicidi in territorio pakistano, incluso il bombardamento del 6 febbraio contro una moschea sciita a Islamabad che aveva causato 31 vittime.
L’UNAMA (Missione ONU in Afghanistan) ha confermato la morte di almeno 13 civili negli strike del 21-22 febbraio, tra cui donne e bambini nel distretto di Behsud, nella provincia di Nangarhar. Il 24 febbraio le ostilità sono riprese con scontri di artiglieria lungo la linea di confine. Il 26 febbraio il portavoce militare talebano Mawlawi Wahidullah Mohammadi ha annunciato l'”operazione di rappresaglia” scattata alle 20:00 ora locale contro le posizioni pakistane. Al Jazeera
I Taliban sostengono di aver ucciso decine di soldati pakistani e di aver catturato 15-19 avamposti militari lungo la Linea Durand. Pakistan ammette perdite ma ridimensiona fortemente le cifre. Islamabad rivendica invece 133 combattenti talebani uccisi e oltre 200 feriti, con numerose posizioni afgane distrutte. CNN
Sul piano diplomatico, l’India ha condannato formalmente i raid pakistani esprimendo supporto alla sovranità afghana, una mossa che Islamabad ha interpretato come ulteriore prova dell’allineamento Kabul-Nuova Delhi. Nessuna condanna formale è giunta invece dall’ONU, che ha solo invitato entrambe le parti alla de-escalation.
Il quadro geopolitico è di estrema complessità: sullo sfondo del conflitto agiscono la rivalità India-Pakistan, il nodo irrisolto del TTP che opera dall’Afghanistan, la disputa storica sulla Linea Durand, mai riconosciuta da Kabul, e la presenza di ISIS-K che destabilizza entrambi i Paesi. Dopo la mediazione di Qatar, Turchia e Arabia Saudita che aveva portato al cessate il fuoco dell’ottobre 2025, la fragile tregua è ora definitivamente collassata.
La comunità internazionale osserva con crescente allarme: un conflitto armato prolungato tra due Paesi, uno dei quali dotato di armamento nucleare, nel cuore dell’Asia meridionale rappresenta uno scenario destabilizzante di portata regionale.
