Cold Response 2026: diversi Paesi NATO ritirano mezzi dall’esercitazione artica per la crisi iraniana
La più grande esercitazione NATO di guerra artica sta subendo significative defezioni a causa del conflitto in corso con l’Iran. Diversi Paesi alleati hanno infatti richiamato unità navali e aeree originariamente destinate a Cold Response 2026, in svolgimento dal 9 al 19 marzo lungo le coste norvegesi.
Tra le assenze più rilevanti spicca il cacciatorpediniere italiano Andrea Doria, che secondo fonti della Marina Militare avrebbe lasciato l’area operativa alcuni giorni fa per fare rientro nel Mediterraneo, dove potrebbe essere necessario in relazione agli sviluppi del conflitto mediorientale. La nave anfibia San Giusto, che ha raggiunto la Norvegia settentrionale dopo cinque settimane di navigazione, rimane invece regolarmente impegnata nell’esercitazione.
Anche gli Stati Uniti hanno ridotto la propria partecipazione: uno squadrone di F-35B del 2nd Marine Aircraft Wing, inizialmente previsto, non è presente. Il portavoce dei Marines per Europa e Africa non ha confermato se i velivoli siano stati reindirizzati verso il Medio Oriente, citando esigenze di sicurezza operativa. Circa 4.000 Marines e velivoli F-35 dell’Air Force continuano comunque a partecipare all’esercitazione.
La Francia ha invece dirottato il gruppo da battaglia della portaerei Charles de Gaulle verso il Mediterraneo orientale, dove è giunto nei pressi di Cipro. La decisione è stata annunciata dal presidente Macron il 3 marzo, modificando i piani originali che prevedevano la partecipazione sia a Orion 26 che a Cold Response.
Le preoccupazioni per un allargamento del conflitto sono aumentate dopo che una base militare britannica a Cipro è stata colpita da droni iraniani nei primi giorni dell’operazione avviata da Stati Uniti e Israele il 28 febbraio.
