Da militare ho sentito spesso parlare della Sindrome della Guerra del Golfo. Da civile mi sono spiacevolmente imbattuto in malattie degenerative del cervello come l’Alzheimer.
Non avevo perΓ² mai associato le due cose come problemi aventi una possibile causa comune.
La lettura di un interessante articolo uscito su “Le Scienze” del mese di luglio 2021, “Un cervello troppo permissivo”, di Daniela Kaufer e Alon Friedman mi ha fatto riflettere sulla questione assieme all’influenza che ha, nel bene e nel male, il fenomeno sociale che va sotto il nome di “guerra”.
Parlando della guerra Γ¨ inutile negare che il pensiero dei piΓΉ vada immediatamente alla crudeltΓ di immagini viste tante volte nei film o nei documentari, o vissute qualche volta in prima persona e che lasciano tracce indelebili nella memoria del singolo e della collettivitΓ (provate a parlarne coi nostri anziani che hanno vissuto la seconda guerra mondiale!).
Γ altrettanto innegabile che la guerra (o a causa della guerra) la societΓ sia sottoposta a stimoli particolarmente forti e che spesso le menti piΓΉ brillanti, adeguatamente sostenute, abbiano superato ostacoli altrimenti insormontabili e dato alla societΓ mezzi, tecniche e soluzioni del tutto nuove e mai pensate prima.
Per tornare al titolo di questo articolo, cos’hanno in comune la Sindrome della Guerra del Golfo e una malattia come l’Alzheimer, gli autori raccontano che nel 1994 lavoravano ad un progetto comune: cercavano infatti di capire a cosa fosse dovuta la “Sindrome della Guerra del Golfo”.
Molti militari americani (ma non solo!) al termine della guerra soffrivano di “fatica cronica, dolori muscolari, problemi del sonno e deterioramento cognitivo”.
Per alcuni medici si trattava di un effetto secondario della “piridostigmina”, un farmaco usato per proteggere i soldati dall’effetto di alcune armi chimiche. La piridostigmina perΓ², almeno teoricamente, non avrebbe dovuto essere in grado di superare le barriere naturali dei vasi sanguigni. Infatti il cervello Γ¨ costruito in modo tale da limitare al massimo il passaggio di agenti patogeni e di medicinali grazie alla “barriera ematoencefalica” (BEE).
La domanda che i due autori si posero Γ¨: cosa accade se la BEE si danneggia? E poi: lo stress puΓ² essere causa del danneggiamento della BEE?
Nell’articolo si raccontano con dettaglio gli esperimenti che da quella lontana notte del 1994 sono stati condotti su topi da laboratorio e che nel tempo hanno portato a capire come lo stress fosse con molta probabilitΓ all’origine della Sindrome del Golfo associato, forse, alla piridostigmina. Lo stress sembra infatti la causa dell’indebolimento della barriera ematoencefalica, indebolimento che si verifica nella maggior parte delle persone col fenomeno naturale dell’avanzare dell’etΓ : ed eccoci giunti all’Alzheimer.
L’Alzheimer Γ¨ una malattia che si manifesta con l’etΓ e comporta tutta una serie di problemi che oltre a colpire il singolo malato, sono sempre piΓΉ rilevanti in una societΓ come la nostra, sempre piΓΉ “vecchia”.
Negli anni i due scienziati hanno continuato a collaborare nella ricerca, orientatasi nella direzione delle malattie neurodegenerative e hanno dimostrato che l’invecchiamento e lo stress indeboliscono la BEE che non riesce piΓΉ a trattenere una proteina del sangue, l’albumina, che una volta raggiunto il cervello innesca una serie di reazioni infiammatorie che agiscono indebolendo o distruggendo i circuiti neurali.
Negli anni si Γ¨ giunti a capire che esistono dei metodi per impedire all’albumina di provocare reazioni infiammatorie e che, con l’impiego di un farmaco antitumorale chiamato IPW Γ¨ possibile ridurre l’infiammazione dovuta alla presenza di albumina nel cervello e, in definitiva, ringiovanire il cervello stesso. Perlomeno, sui topi la cosa sembra funzionare.
Ed eccoci giunti alla fine dell’articolo. Partendo dalla ricerca sulle origini di una “malattia di guerra”, la Sindrome del Golfo, si stΓ arrivando alla soluzione di un problema della nostra societΓ , quello delle malattie neurodegenerative come l’Alzheimer, con la speranza di alleviare, seppure in parte, le sofferenze dovute al fenomeno sociale della guerra.
Un cervello troppo permissivoΒ –Β Le Scienze
https://www.ncbi.nlm.nil.gov/books/NBK222848/
https://www.fda.gov/news-events/press-announcements/fda-grants-accelerated-approval-alzheimers-drug
