Breaking
Damasco e il falso messia Parigi mette la gabbia al Leclerc. Roma? Dentro “Alliance Wall 26”: i militari italiani sul fronte orientale della Nato Corsair ASV: il piccolo scafo autonomo che anticipa la flotta ibrida Hormuz, Teheran rivendica due missili contro unità navale USA: nessuna conferma da Washington Il prezzo della pace: oggi il Donbass, domani le Hawaii? L’Italia riceve da Rheinmetall il primo sistema di difesa aerea Skynex Vigilanza privata, Cecconi (AISS): «Chi viola le regole tradisce un intero settore» Mosca sotto attacco: l’eliminazione del generale Sarvarov e le ombre sui negoziati 18 dicembre 1941: la Notte di Alessandria, un’impresa leggendaria Il mortaio da 81mm americano cambia categoria? KNDS e Leonardo: accordo per lo sviluppo congiunto di un nuovo programma Accademia Aeronautica: consegnati i gradi di sottotenente agli aspiranti del Corso Drago VI Avvicendamento al comando della brigata paracadutisti “Folgore” Damasco e il falso messia Parigi mette la gabbia al Leclerc. Roma? Dentro “Alliance Wall 26”: i militari italiani sul fronte orientale della Nato Corsair ASV: il piccolo scafo autonomo che anticipa la flotta ibrida Hormuz, Teheran rivendica due missili contro unità navale USA: nessuna conferma da Washington Il prezzo della pace: oggi il Donbass, domani le Hawaii? L’Italia riceve da Rheinmetall il primo sistema di difesa aerea Skynex Vigilanza privata, Cecconi (AISS): «Chi viola le regole tradisce un intero settore» Mosca sotto attacco: l’eliminazione del generale Sarvarov e le ombre sui negoziati 18 dicembre 1941: la Notte di Alessandria, un’impresa leggendaria Il mortaio da 81mm americano cambia categoria? KNDS e Leonardo: accordo per lo sviluppo congiunto di un nuovo programma Accademia Aeronautica: consegnati i gradi di sottotenente agli aspiranti del Corso Drago VI Avvicendamento al comando della brigata paracadutisti “Folgore”
Punti di vista

Potere e sicurezza tra illusioni e demagogia: serve consapevolezza

Dall’Indo-Pacifico all’Europa, la competizione strategica passa ormai da tecnologia, industria, energia e capacità di innovare

Gian Carlo Poddighe · · 5 min di lettura

Per anni abbiamo dibattuto, accettandoli o respingendoli, sui concetti di Mediterraneo allargato, addirittura infinito, e attraverso pochi previdenti abbiamo cercato di interpretare e addirittura intervenire nel dibattito sulla sicurezza nell’Indo-Pacifico, come evoluzione del potere mondiale.

Tale dibattito, oggi potremmo dire tradizionale, vecchia maniera, è iniziato soprattutto sulle dispute territoriali, sulle flotte navali e sull’equilibrio di potenza tra Washington e Pechino ma il quadro – non solo oggi – è più complesso, e ci riguarda e riguarda la UE molto da vicino .

La competizione non è solo quella di “mostrare muscoli” e adeguare e dislocare forze militari, in particolare navali, ma è ormai la capacità di integrare tecnologie avanzate all’interno di strutture militari, industriali e politiche.

Aggiungi DifesaOnline come sorgente preferita su Google

Innovazione e integrazione industriale prima ancora che militare: robotica, intelligenza artificiale, sensori sono la base di un sistema paese che in campo militare si evidenzia in vari modi, evidenti o meno, nell’immaginifico del momento in droni, missili e sistemi di comando.

La capacità di sviluppare e integrare queste tecnologie costituisce il fattore determinante della deterrenza e dell’influenza strategica; tutto ciò sembra, solo sembra, oggi prioritario nell’Indo-Pacifico ma invece ci riguarda da vicino, e subito, con una guerra alle porte che non vogliamo vedere, di cui non vogliamo trattare la portata e le conseguenze.

Gli schieramenti le alleanze comportano effetti (e innovazioni) che vanno ben oltre i confini tradizionali, i perimetri che abbiamo costruito e consideriamo confortevoli: il terzo incomodo, e volutamente (quanto artatamente per l’azione di molti proxy) ce ne dimentichiamo è la Repubblica Popolare Cinese.

Osserviamo quanto, cosa e come fanno “gli altri”, non solo quelli che dovrebbero essere più coinvolti, se non minacciati:

  • Taiwan si adatta,
  • La Corea innova e cresce,
  • Il Giappone accelera,
  • Il Vietnam diversifica,
  • L’Australia riarma,
  • L’India si rafforza,
  • Gli Stati Uniti puntano a nuove e maggiori forme di architettura e deterrenza,
  • L’America Latina svolta e prende le distanze (non solo mettendosi sotto l’ombrello della dottrina Monroe),

con tutti questi paesi, direttamente o come UE abbiamo rapporti – anche privilegiati – e dobbiamo rimanere alla pari.

Il dibattito sulla difesa e sulle spese per la difesa è sterile, perché non c’è distinzione ormai tra innovazione e integrazione industriale e difesa; dibattere su questo in un altro contesto sarebbe considerato non solo lesivo ma antipatriottico (ma si sa: da noi è un termine proibito), né è giustificabile omettere perché entriamo in una fase preelettorale, nella ricerca di consensi delle minoranze, anche radicali.

Nel mondo, ma anche molto vicino a noi, anche gli attori più prudenti iniziano a considerare la sicurezza come una priorità crescente: basterebbe considerare la Germania, con tutte le sue difficoltà e implicazioni (comprese le evidenti azioni di interferenze e proxy come sono stati, e sempre nel passato remoto e recente, alcuni dei suoi governanti).

Nel mondo sta aumentando la consapevolezza, anche nei paesi e nelle “potenze minori” non ci si sta limitando a osservare l’evoluzione delle capacità cinesi, si stanno riorganizzando le proprie.

Chi è amichevole e chi è vicino?

Gli USA magari non suscitano simpatie, più come governanti che come paese e sistema, ma la Cina è ben decisa a mostrarci come potrebbe funzionare la guerra del futuro, consapevole che chi controlla la tecnologia controlla la deterrenza e dunque detta regole ed equilibri.

Da che parte stiamo? Delle illusioni o del pragmatismo?

Innovazione, evoluzione e pragmatismo non ci caratterizzano (e poco anche la UE): molte delle tecnologie che stanno ridefinendo la contesa (senza chiamarla il campo di battaglia) semiconduttori, software, intelligenza artificiale, capacità computazionale e infrastrutture digitali, sono le stesse che determinano competitività economica e autonomia strategica, quella competitività strategica che riguarda anche l’autonomia energetica e ancora ieri, con il dibattito sul nucleare, è stato uno spettacolo desolante, una sorta di “suicidio”

La discussione sulla difesa europea non riguarda più soltanto bilanci e armamenti, ma il controllo delle tecnologie che renderanno possibili le future capacità di difesa.

In questo contesto si inserisce anche il dibattito sull’AI Act: il tema del regolamentare l’intelligenza artificiale e del come garantire che regole, innovazione e sicurezza procedano insieme.

Riprendendo il concetto e l’auspicio di altri analisti, alla luce di queste preoccupazioni, il probabile ingresso dell’Unione Europea in Pax Silica appare sempre più urgente, oltre alla sua rilevanza: partecipare a un coordinamento tra Paesi like-minded consentirebbe infatti non solo di condividere le componenti industriali e tecnologiche della filiera dell’AI, ma anche l’intera catena del valore, pratica e morale, che accompagna lo sviluppo e l’impiego delle tecnologie più avanzate.

Tutto questo si traduce su quanto più si reclama: produttività, innovazione e crescita economica, ossia tutela del nostro benessere: non possiamo rimanere indietro quando molti altri paesi sono già ben avanti nella transizione, quella vera che non è l’esasperazione dell’ideologia verde, quale giustificazione all’immobilismo e alla mancanza di scelte e decisioni.

I limiti non sono tecnologici, sempre superabili, ma quelli politici e umani, e su questi dobbiamo porci domande ed esigere risposte

Per alcuni paesi la transizione è molto più di un’aspirazione, di un traguardo: è già tangibile e la parte sempre più rilevante del loro dibattito, politica interna e politica estera, riguarda potere e sicurezza.

Serve consapevolezza e prima ancora, probabilmente, serve una sveglia.

Sostieni il Giornalismo Indipendente

Difesa Online è libero e accessibile a tutti grazie ai lettori come te. Ogni contributo ci aiuta a continuare il nostro lavoro di informazione e analisi.

Dona ora con PayPal

Pagamento sicuro e protetto

Testo:
Ti piace quello che leggi? Sostieni Difesa Online con una donazione