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Storia

27 maggio 1940: Le Paradis, massacro di prigionieri britannici sulla strada di Dunkerque

Nel caos della ritirata alleata, 97 prigionieri britannici furono uccisi dopo la resa da uomini della SS-Totenkopf

redazione · · 4 min di lettura

Il 27 maggio 1940, mentre la British Expeditionary Force cercava di ripiegare verso Dunkerque, un piccolo villaggio del Pas-de-Calais divenne teatro di uno dei crimini di guerra più noti della campagna di Francia. Le Paradis, frazione nei pressi di Lestrem, era uno dei punti attraverso i quali le unità britanniche tentavano di rallentare l’avanzata tedesca e di guadagnare tempo per l’evacuazione. In quell’area, reparti del 2nd battalion, Royal Norfolk regiment, isolati e ormai senza munizioni, furono costretti alla resa dopo una resistenza condotta contro forze superiori.

Secondo la ricostruzione della Commonwealth War Graves Commission, gli uomini del 2/Royal Norfolks avevano difeso Le Paradis e i villaggi vicini di Le-Cornet Malo e Riez-du-Vinage con l’obiettivo di bloccare la strada verso Dunkerque. Il 27 maggio, tagliati fuori dal comando di battaglione e da quello di brigata, 97 tra ufficiali e soldati si arresero a uomini della SS-Totenkopf. Furono disarmati, portati in un campo, falciati dal fuoco di mitragliatrici e poi finiti con colpi di pistola e baionette.

Il massacro non fu l’esito incontrollato di un combattimento ancora in corso, ma l’uccisione deliberata di prigionieri ormai fuori combattimento. Le fonti commemorative e processuali concordano sul nucleo dell’episodio: dopo la resa, i britannici furono condotti presso una fattoria, schierati o compressi vicino a un edificio agricolo e colpiti da due mitragliatrici. I sopravvissuti vennero poi eliminati con colpi ravvicinati o con la baionetta.

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A comandare la compagnia SS coinvolta era Fritz Knöchlein, nato a Monaco il 27 maggio 1911. Il giorno del massacro coincideva dunque con il suo ventinovesimo compleanno. Knöchlein era entrato nel Partito nazionalsocialista nel 1929, nella SS nel 1934 e, all’inizio della guerra, comandava reparti della SS-Totenkopf. Durante la campagna di Francia la sua unità subì perdite pesanti nella zona di Dunkerque, ma questo non poteva in alcun modo giustificare l’esecuzione di prigionieri di guerra.

Due uomini sopravvissero miracolosamente: Albert Pooley e William O’Callaghan. Feriti, rimasero tra i corpi dei compagni e riuscirono poi a nascondersi. Furono aiutati per breve tempo da civili francesi, prima di essere catturati nuovamente dai tedeschi e avviati alla prigionia. La loro sopravvivenza fu decisiva: senza le loro testimonianze, il massacro avrebbe potuto restare sepolto insieme alle vittime.

Dopo la guerra, le testimonianze dei sopravvissuti portarono all’apertura di un’indagine della War Crimes Investigation Unit. Knöchlein fu rintracciato, interrogato e processato ad Amburgo davanti a un tribunale militare britannico. La documentazione della KZ-Gedenkstätte Neuengamme sul caso Le Paradis indica che Knöchlein fu l’unico imputato chiamato a rispondere del massacro e che negò le accuse, sostenendo che né lui né la sua compagnia fossero stati presenti o a conoscenza delle fucilazioni. Un ex appartenente alla Waffen-SS confermò però le testimonianze dei due sopravvissuti, secondo le quali Knöchlein aveva ordinato l’esecuzione.

La difesa tentò anche di sostenere che i britannici avessero impiegato proiettili dum-dum, vietati dal diritto bellico. La pagina tedesca dedicata a Knöchlein ricorda che non furono presentate prove convincenti in tal senso e, soprattutto, che anche un’eventuale violazione precedente non avrebbe reso lecita la fucilazione sommaria di prigionieri disarmati. Il 25 ottobre 1948 Knöchlein fu condannato a morte; venne impiccato nel carcere di Hameln il 21 gennaio 1949.

Le Paradis resta un episodio centrale per comprendere la brutalizzazione della guerra sul fronte occidentale già nel 1940. La campagna di Francia viene spesso ricordata per la manovra corazzata tedesca, per il crollo operativo alleato e per l’evacuazione di Dunkerque. Ma dietro le grandi mappe strategiche vi furono anche episodi in cui la disciplina militare, il diritto di guerra e l’onore del combattente furono deliberatamente calpestati.

Il massacro del 27 maggio 1940 ricorda una verità essenziale: la resa non è una concessione del vincitore, ma un passaggio regolato dal diritto e dalla responsabilità di comando.

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