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Cambio al vertice delle truppe alpine

Cerimonia all’auditorium Eurac di Bolzano per il cambio al vertice delle Truppe Alpine alla presenza del generale Lorenzo D’Addario

Stato maggiore dell'Esercito italiano Stato Maggiore Esercito · · 2 min di lettura
MBDA Stratus

Si è svolta presso l’auditorium Eurac di Bolzano, alla presenza del comandante delle forze operative terrestri, generale di corpo d’armata Lorenzo D’Addario e di numerose autorità civili e militari, la cerimonia di cambio al vertice delle truppe alpine. Al generale di divisione Michele Risi, che lascia il servizio attivo dopo 45 anni, è subentrato il generale di divisione Alberto Vezzoli.

Nel suo discorso di commiato, il generale di divisione Michele Risi ha richiamato il significato della professione militare, sottolineando il valore della formazione, dell’addestramento e della costante proiezione verso il futuro. “Prepararsi oggi significa rendere più sicuro il domani”, ha affermato, evidenziando come ogni fase della vita militare – dalla formazione iniziale agli impieghi operativi – sia orientata ad affrontare le sfide future. Ha quindi rimarcato il ruolo delle truppe alpine, capaci di coniugare tradizione e innovazione, forti del legame con il territorio e al tempo stesso pronte a operare in nuovi scenari, anche in ambienti estremi, mantenendo saldi i valori di servizio, disciplina e dedizione al Paese.

Il generale di divisione Alberto Vezzoli, già capo di stato maggiore delle truppe alpine, ha assunto l’incarico evidenziando il senso di responsabilità con cui affronta la nuova esperienza di comando, in un contesto operativo in continua evoluzione. Nel suo intervento ha posto al centro il valore delle persone e delle relazioni, sottolineandone l’importanza per garantire efficacia operativa e coesione dell’Esercito. Ha quindi ribadito la necessità di proseguire nel solco tracciato, preservando il patrimonio di valori, tradizioni e professionalità delle truppe alpine e rafforzando la capacità di adattamento alle sempre mutevoli esigenze operative. Nel delineare le direttrici del proprio mandato, ha indicato nei principi di concretezza, empatia e responsabilità i fondamenti dell’azione di comando.

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