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Trump e Putin si spartiscono l’Ucraina come Hitler e Stalin si divisero la Polonia?

Antonio Li Gobbi Antonio Li Gobbi · · 4 min di lettura

Le recenti dichiarazioni di Trump relative all’Ucraina ci confermano alcune realtà che spesso, con testardaggine, ci si è rifiutati di accettare.

► Checché ne pensino gli ucraini e gli europei, USA e Russia considerano quella in Ucraina una guerra tra loro due, dove gli USA combattono utilizzando le Forze Armate ucraine (da loro supportate almeno dal 1994 ad oggi). Non è la visione solo dell’amministrazione Trump, lo era anche di quella Biden, ma non lo diceva così chiaramente. D’altronde anche con l’amministrazione Biden le indicazioni strategiche relative al conflitto venivano da Washington e Ucraina e Alleati si adeguavano.

► Gli USA si ritengono una superpotenza che non ha bisogno di concordare le sue decisioni con quelli che considera “Alleati-sudditi”. Sottoposti che però hanno l’obbligo di concorrere finanziariamente e, quando richiesto, militarmente alle loro operazioni militari (v. Afghanistan). D’altronde, dopo 18 anni di intervento NATO in Afghanistan (20031-2021) né gli Alleati NATO né il Governo di Kabul hanno avuto voce in capitolo in merito al ritiro dal teatro, concordato a Doha dai soli USA con i Talebani. Nonostante le diverse modalità comportamentali da parte dei presidenti USA, alcuni più attenti alla forma di altri, nella sostanza è avvenuto sempre così almeno dalla presidenza di G.W. Bush (Bush figlio per intenderci) in poi.

► La fedeltà USA agli obblighi assunti con i popoli “in soccorso dei quali” intervengono militarmente è strettamente dipendente dall’andamento dei sondaggi elettorali interni (ricordiamo che tra presidenziali ed elezioni di mid term l’elettore USA è chiamato al voto ogni due anni). Sud-vietnamiti, iracheni, curdi, afghani lo hanno sperimentato prima degli ucraini.

► Per gli Stati europei “scodinzolare” ogni volta che Washington chiama potrebbe non dare sempre i risultati sperati. Anche perché l’impegno a favore di un obiettivo ritenuto prioritario da un’amministrazione USA potrebbe essere ritenuto inutile se non dannoso dall’amministrazione successiva. Ad esempio, se il nostro supporto all’Ucraina poteva avere grande valore nei nostri rapporti con Washington nell’epoca Biden, non credo che l’attuale POTUS possa riconoscerci per tale supporto alcun merito.

Come era purtroppo prevedibile, gli USA si vogliono sganciare da un conflitto militare che la propria opinione pubblica non supporta più. Ciò al fine di concentrarsi sul confronto con quello che ritengono rappresentare il vero pericolo per la loro egemonia: la Cina.

Tra l’altro, gli USA hanno già ottenuto il grande risultato di interrompere i rapporti tra la Russia (esportatore di energia) e una UE energivora che avrebbe potuto rappresentare un competitor commerciale. Ciò, come sappiamo, ha assestato un durissimo colpo all’economia di vari paesi europei e della UE in generale. Risultato che non possiamo dire se fosse pianificato o meno, ma come diceva Giulio Andreotti “a pensar male …” .

A questo punto i leader della UE e dei paesi europei che per tre anni (per intima convinzione o nella speranza di acquisire meriti con l’amministrazione Biden) hanno fatto la spola tra le loro capitali e Kiev, anziché lamentarsi di non venir considerati da Trump e da Putin, dovrebbero decidere se assumersi la responsabilità e i costi umani ed economici di tener fede alle proprie promesse nei confronti dell’Ucraina2 o girarsi dall’altra parte, come l’Occidente ha già fatto molteplici volte.

Era comunque prevedibile che si giungesse a questa posizione statunitense, perché da anni Trump indicava quale sarebbe stata la sua posizione ove fosse tornato alla Casa Bianca e stupisce che gli Alleati europei si siano fatti trovare anche questa volta così impreparati.

1 L’intervento della NATO come Alleanza in Afghanistan, dove subentrò alla Turchia nella direzione di ISAF, iniziò solo nel 2003, per quanto USA e alcuni alleati (tra cui l’Italia) fossero impegnati nel paese già da dicembre 2021, però ciò avveniva nell’ambito della coalizione di volenterosi a guida USA Operation Enduring Freedom

2 Ad esempio, per quanto riguarda l’Italia , l’ accordo di assistenza bilaterale tra il nostro paese e l’Ucraina sottoscritto il 24 febbraio 2024 all’art 1 comma 3 prevede che “ I Partecipanti (ovvero l’Italia e l’Ucraina ) lavoreranno insieme, e con altri partner dell’Ucraina, per garantire che le forze di sicurezza e di difesa dell’Ucraina siano in grado di ripristinare pienamente l’integrità territoriale dell’Ucraina all’interno dei suoi confini riconosciuti a livello internazionale, nonché di aumentare la capacità di resistenza dell’Ucraina in modo che sia sufficiente a dissuadere e a difendersi da futuri attacchi e coercizioni”.

Foto: Bundesarchiv

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