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Il Golfo Persico (ancora una volta) si infiamma: il Pentagono invia un gruppo da battaglia

Tiziano Ciocchetti Tiziano Ciocchetti · · 2 min di lettura

Teheran ha annunciato che non rispetterà alcuni termini dell’accordo sul nucleare, firmato nell’aprile del 2015 con i paesi del gruppo 5+1, ovvero i cinque paesi che hanno un seggio permanente al Consiglio di Sicurezza dell’ONU (USA, Cina, Russia, Francia e Regno Unito) e la Germania (l’Italia, uno dei maggiori partner commerciali in Europa dell’Iran, ne venne esclusa).

Un anno dopo l’annuncio dell’Amministrazione Trump di ritiro degli Stati Uniti dell’accordo, il presidente iraniano Rouhani ha dichiarato che l’Iran interromperà la dismissione dell’uranio arricchito e dell’acqua pesante inoltre, se l’accordo non verrà rinegoziato in maniera più favorevole a Teheran, questi ricomincerà ad arricchire l’uranio, passaggio fondamentale per la produzione di armi nucleari.

Con la reintroduzione delle sanzioni economiche, in seguito al ritiro americano dall’accordo, l’Iran ha visto scendere ai minimi storici la propria valuta nazionale, il riyal, il tasso di inflazione è quadruplicato e i molti investitori stranieri hanno portato i loro capitali all’estero.

Nonostante l’impegno dell’Europa per cercare di salvare l’accordo e mitigare l’effetto delle sanzioni, gli Stati Uniti hanno applicato un principio di extraterritorialità: qualsiasi società, ovunque abbia la sede, deve rispettare le sanzioni americane, nel momento in cui vengono utilizzati i dollari come moneta di transazione e quando le stesse aziende hanno succursali negli Stati Uniti o sono comunque sotto il controllo americano. In più, il Pentagono ha spostato la portaerei a propulsione nucleare Lincoln  nel Golfo Persico, con il suo gruppo da battaglia formato da due incrociatori lanciamissili classe Ticonderoga, due cacciatorpediniere Aegis classe Arleigh Burke, due sottomarini d’attacco SSN classe Los Angeles più una nave appoggio.

Il Consigliere per la Sicurezza Nazionale John Bolton ha dichiarato che l’invio del gruppo da battaglia Lincoln “è un messaggio chiaro e inconfondibile al regime iraniano, perché ogni attacco contro gli interessi degli Stati Uniti o quelli dei suoi alleati riceverà una risposta con forza inesorabile”.

Foto:  U.S. Navy / U.S. Marine Corps

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