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Scuola di Applicazione: inaugurato il 143° corso di Stato Maggiore

Scuola di Applicazione Scuola di Applicazione · · 2 min di lettura

A Palazzo Arsenale, sede del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito, è stato inaugurato il 143° corso di Stato Maggiore.

222 capitani dell’Esercito, fra di loro 23 donne e quattro ufficiali stranieri giunti da Brasile, Cina ed Egitto saranno i protagonisti di un progetto formativo avanzato della durata di un anno che li abiliterà a operare negli staff di unità italiane e multinazionali, in operazioni condotte sul territorio nazionale e all’estero.

I futuri dirigenti militari, appartenenti a tutte le Armi e Corpi della Forza Armata provengono dalle aree di impiego operativa, logistica, erritoriale, scolastica e infrastrutturale. In possesso di una significativa esperienza maturata in contesti internazionali fra cui Afghanistan, Libano, Balcani, Iraq e nell’ambito di missioni condotte anche in luoghi peculiari quali Antartide, Mali, Gibuti e Haiti, i frequentatori del 143° corso approfondiranno alla Scuola di Applicazione le loro conoscenze di discipline fra le quali storia militare, lingua inglese, diritto umanitario, tecniche di gestione delle crisi, psicologia militare e leadership. Numerose le esercitazioni pratiche nelle quali saranno esaminati gli scenari operativi nei quali l’Esercito agisce anche con assetti “dual use” al servizio della società civile.

Nel corso della cerimonia di inaugurazione il professor Luigi Bonanate, emerito dell’Università degli studi di Torino ed esperto di relazioni internazionali e diritti umani ha ripercorso la storia dei corsi di Stato Maggiore in occasione del 150° anniversario della loro costituzione.

Il comandante per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito, generale Claudio Berto, rivolgendosi ai rappresentanti delle istituzioni del territorio e agli ufficiali frequentatori ha ribadito che: “indossare le stellette significa servire il Paese con generosità, professionalità, abnegazione anteponendo sempre il bene della collettività alle esigenze di carattere personale”.

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