Il 20 settembre u.s., a Erbil (Iraq), ha avuto luogo la cerimonia di cambio del comandante del contingente nazionale in Iraq per l’operazione “Prima Parthica”. Erano presenti all’evento l’ambasciatore Italiano in Iraq, s.e. Marco Carnelos, il comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze (COI), amm. di squadra Giuseppe Cavo Dragone, il ministro degli interni e ministro dei Peshmerga (interim) della Regione Autonoma del Kurdistan iracheno, Abdul Sultan Karim Sinjari e numerose altre autorità civili, militari e diplomatiche.
Dopo 300 giorni esatti di intensa attività operativa e addestrativa, il generale di brigata Francesco Maria Ceravolo ha ceduto il comando al parigrado Roberto Vannacci. Un periodo lungo e quanto mai intenso quello giunto a termine, che ha visto il gen. Ceravolo svolgere, oltre alla funzione di Italian Senior National Representative (ITSNR), anche quelle di comandante del contingente nazionale e di deputy commanding general for training presso il Combined Joint Force Land Component Command – operation Inherent Resolve.
Nel campo dell’addestramento i risultati conseguiti sotto la guida del gen. Ceravolo in questo periodo si concretizzano in oltre 7000 appartenenti alle forze di sicurezza curdo-irachene addestrati dal soldati italiani e 4.500 unità circa delle forze di polizia irachene istruite dai carabinieri.
L’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, nel suo indirizzo di saluto ha riconosciuto apertamente i risultati raggiunti dal generale italiano uscente, complimentandosi per i numerosi attestati di stima pervenuti sia dalla coalizione che dalle autorità irachene e dal KRG.
L’alto ufficiale ha, inoltre, rinnovato la testimonianza di stima, fiducia e riconoscenza delle forze armate italiane per gli uomini e le donne dell’operazione
Il gen. Vannacci, già comandante della brigata paracadutisti Folgore, ha una lunga carriera a livello interazionale, in gran parte maturata all’estero in tutti i teatri in cui la forza armata ha operato negli ultimi 30 anni.
Tra i precedenti incarichi, quello di capo ufficio relazioni internazionali dello stato maggiore Difesa e di comandante del 9° reggimento incursori “Col. Moschin”.
In aderenza alle Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n. 2170 (2014) del 15 agosto 2014 e n. 2178 (2014) del 27 settembre 2014, l’Italia partecipa con la “Missione Prima Parthica, secondo contributore dopo gli USA, all’operazione “Inherent Resolve” di contrasto al terrorismo internazionale”: 1.500 militari appartenenti a tutte le forze armate, impiegati nelle sedi di Baghdad e Erbil nell’addestramento delle forze di sicurezza curde (peshmerga) ed irachene, ed assicurando a tutta la coalizione, con un Task Group aeromobile dislocato presso l’aeroporto di Erbil, la capacità di Personal Recovery (PR) in tutto il quadrante settentrionale del teatro iracheno.
Nell’ambito di tale missione, la Task Force “Praesidium”, con i suoi 500 uomini e donne dell’Esercito italiano, garantisce la sicurezza al sedime della diga dove la ditta italiana Trevi SpA sta operando per mettere in sicurezza l’infrastruttura idraulica e scongiurarne il rischio di una catastrofe ambientale.
