Dagli archivi militari americani Γ¨ emerso che se i giapponesi non si fossero arresi il 15 agosto del 1945, sarebbero stati colpiti con un terzo attacco nucleare ancora piΓΉ potente. Se anche il terzo attacco non avesse piegato il Giappone, gli USA avrebbero lanciato altre dodici bombe nucleari.
I documenti, pubblicati durante le commemorazioni in occasione del 70 Β° anniversario dei bombardamenti di Hiroshima il 6 agosto e Nagasaki il 9 agosto, mostrano la determinazione degli Stati nel costringere il Giappone ad una resa incondizionata. Nella primavera del 1945, l’esercito americano istituΓ¬ uno speciale comitato per identificare le principali cittΓ giapponesi da nuclearizzare.
βAnche dopo i primi due attacchi nucleari, potrebbero continuare a combattere. Per loro non esiste la resa: o la morte o la gloriaβ
Gli attacchi nucleari sono stati condivisi dal Primo Ministro britannico Winston Churchill che ha partecipato ad i colloqui con i leader alleati Harry S. Truman, nuovo presidente americano ed il leader sovietico Josif Stalin a Potsdam, nel luglio del 1945. Il consenso allβattacco atomico venne autorizzato a seguito del successo del test “Trinity”.
Secondo il comitato, una sola bomba atomica avrebbe potuto anche distruggere l’infrastruttura del Giappone ed evitato una terribile invasione che, certamente, avrebbe provocato ingenti perdite tra gli alleati. Le cittΓ identificate per lβattacco nucleare erano Kyoto, Hiroshima, Yokohama, Kokura, Niigata e Tokyo. Tra i criteri per la selezione del target, cβera anche lβintegritΓ delle cittΓ non colpite dai bombardamenti convenzionali. In questo modo si sarebbero potuto valutare gli effetti di un attacco nucleare.
Tokyo, nonostante i bombardamenti subiti, rimase unβopzione valida per poco. La presenza dellβImperatore Hirohito, ritenuto utile per negoziare la resa, salvΓ² la cittΓ dallβatomica. Si decisero, quindi, gli obiettivi a sud del Paese in vista di una possibile invasione.
Kyoto, identificata dal Comitato per la sua importanza strategica, fu risparmiata dopo lβintervento del Segretario di Guerra Henry Stimson, che trascorse proprio nella cittΓ giapponese la sua luna di miele. Quellβimportante centro culturale β disse Stimson β non dovrΓ essere distrutto.
Il sei agosto del 1945, il bombardiere B-29, Enola Gay, sganciΓ² la sua bomba allβuranio equivalente a 12 kilotoni di TNT, definita “Little Boy”, su Hiroshima. Tre giorni dopo, un altro B-29, il Bockscar, decollΓ² per Kokura con una bomba al plutonio chiamata “Fat Man”, con una potenza di 20 kilotoni di TNT. Anche in questo caso, ci furono dei problemi. Quella bomba doveva essere sganciata su Korura e non su Nagasaki. Il maltempo di quelle ore, perΓ², spinse lβequipaggio a bombardare Nagasaki, seconda opzione per la βFat Manβ. Entrambi gli attacchi combinati hanno ucciso piΓΉ di 200.000 giapponesi.
Documenti d’archivio rilevano che una terza bomba era in fase di assemblaggio a Tinian, nelle isole Marianne, con nucleo di plutonio principale in arrivo dagli Stati Uniti. Eβ stato anche confermato gli Stati Uniti avviarono una linea di produzione di bombe nucleari per altri dodici ordigni da sganciare in tutto il Giappone. La terza bomba sarebbe stata sganciata il 19 agosto del 1945 con altri dodici attacchi che sarebbero avvenuti tra settembre ed ottobre. Il 15 agosto, perΓ², mentre il plutonio era ormai in viaggio verso Tinian, il Giappone si arrese ed il carico ritornΓ² negli Stati Uniti.
