Breaking
Dossier Somalia : I Misteri di Ibis:Mogadiscio 15 settembre 1993 Chi ha sparato sul molo nord? Masiello in Ucraina: droni, guerra elettronica e lezioni dal fronte per l’Esercito italiano Mar Nero: drone contro drone, senza inventare “duelli” 12 settembre 1943: Unternehmen Eiche “Operazione Quercia” Hormuz, Teheran rivendica due missili contro unità navale USA: nessuna conferma da Washington Il prezzo della pace: oggi il Donbass, domani le Hawaii? L’Italia riceve da Rheinmetall il primo sistema di difesa aerea Skynex Vigilanza privata, Cecconi (AISS): «Chi viola le regole tradisce un intero settore» Mosca sotto attacco: l’eliminazione del generale Sarvarov e le ombre sui negoziati 18 dicembre 1941: la Notte di Alessandria, un’impresa leggendaria Il mortaio da 81mm americano cambia categoria? KNDS e Leonardo: accordo per lo sviluppo congiunto di un nuovo programma Accademia Aeronautica: consegnati i gradi di sottotenente agli aspiranti del Corso Drago VI Avvicendamento al comando della brigata paracadutisti “Folgore” Dossier Somalia : I Misteri di Ibis:Mogadiscio 15 settembre 1993 Chi ha sparato sul molo nord? Masiello in Ucraina: droni, guerra elettronica e lezioni dal fronte per l’Esercito italiano Mar Nero: drone contro drone, senza inventare “duelli” 12 settembre 1943: Unternehmen Eiche “Operazione Quercia” Hormuz, Teheran rivendica due missili contro unità navale USA: nessuna conferma da Washington Il prezzo della pace: oggi il Donbass, domani le Hawaii? L’Italia riceve da Rheinmetall il primo sistema di difesa aerea Skynex Vigilanza privata, Cecconi (AISS): «Chi viola le regole tradisce un intero settore» Mosca sotto attacco: l’eliminazione del generale Sarvarov e le ombre sui negoziati 18 dicembre 1941: la Notte di Alessandria, un’impresa leggendaria Il mortaio da 81mm americano cambia categoria? KNDS e Leonardo: accordo per lo sviluppo congiunto di un nuovo programma Accademia Aeronautica: consegnati i gradi di sottotenente agli aspiranti del Corso Drago VI Avvicendamento al comando della brigata paracadutisti “Folgore”

Le cellule italiane nello jihadismo globale

Roberto Colella Roberto Colella · · 2 min di lettura

La minaccia terroristica fa tremare anche l’Italia. L’aspetto che preoccupa maggiormente i servizi segreti italiani riguarda alcune cellule. Oggi Al-Qaeda può essere definita come un’organizzazione terroristica globale, flessibile, a cellule cioè composta da numerose cellule i cui membri non si conoscono reciprocamente, affinché in caso di perdita di una cellula le altre si mantengano operative.

Nella regione Campania è molto diffusa la presenza di algerini legati al Gruppo Salafita per la Predicazione ed il Combattimento, nato da una scissione all’interno del G.I.A. (Gruppo Islamico Armato). Un’organizzazione legata al terrorismo con diramazioni in tutta Europa, dedita principalmente al traffico internazionale di documenti falsi, con collegamenti con le aree di Vicenza, Milano e soprattutto Santa Maria Capua Vetere.

La genesi di queste cellule islamiste in Italia fondate su base etnica risale agli anni Ottanta-Novanta. All’inizio degli anni Novanta si stabiliscono nel nostro paese gruppi di terroristi algerini. Essi utilizzano l’Italia come base logistica e per fare proselitismo.

Ma alla luce della strage di Charlie Hebdo che ruolo hanno le cellule italiane?

Il loro ruolo, finora, è stato solo logistico. Esse sono prevalentemente specializzate nella fabbricazione di documenti falsi, per gli altri gruppi, per se stessi, per Al-Qaeda.

I terroristi islamici nel nostro paese vengono in genere da ceti borghesi medio- alti. Come copertura fanno gli imprenditori, i commercianti, gestiscono aziende di import-export, call center. Ma ci sono anche professori, studenti, tecnici specializzati, artigiani, elettricisti, semplici manovali, disoccupati.

Ufficialmente riescono a mettere in piedi anche attività imprenditoriali autonome, come è stato nel caso di un gruppo milanese che aveva creato una società di servizi di pulizia a Gallarate – salvo poi scoprire che non svolgeva alcuna attività. Cellule importanti negli anni sono state scoperte a Milano, Roma, Torino, Napoli dove ci sono state perquisizioni, arresti, processi ed anche condanne.

Nel febbraio del 2002 a Milano si svolse il processo a carico dei componenti della cellula tunisina del Gruppo salafita per la predicazione ed il combattimento, cellula operativa in Lombardia. Vennero inflitte in totale quattro condanne: cinque anni di reclusione per Muhtar Bususa e Al-Sayyid Sami bin al-Humays, “Omar l’emigrante”, ritenuto il capo della cellula. Come sottolineato dal pubblico ministero di Milano Stefano Dambruoso, titolare dell’inchiesta, fu la prima sentenza in Europa che, dopo l’11 settembre, riconobbe una cellula europea che aveva collegamenti con il Fronte internazionale islamico di Osama bin Laden.

Sostieni il Giornalismo Indipendente

Difesa Online è libero e accessibile a tutti grazie ai lettori come te. Ogni contributo ci aiuta a continuare il nostro lavoro di informazione e analisi.

Dona ora con PayPal

Pagamento sicuro e protetto

Testo:
Ti piace quello che leggi? Sostieni Difesa Online con una donazione