La diffusione sempre piΓΉ ampia di droni sul campo di battaglia ha spinto larga parte della teoria a riconsiderare il “litorale aereo”, cioΓ¨ lo spazio che va fino a 300 metri da terra, come spazio tattico rilevante anche per le piccole unitΓ di fanteria. Tuttavia, mentre alcuni studiosi, considerati “riformisti” del potere aereo, ritengono che a dover cambiare sia il tradizionale assetto delle forze aeree, da integrare con sistemi unmanned tattici; altri pensano che, per la sua vicinanza al terreno, lo spazio “littoral” sia inserito appieno nelle dinamiche tattiche del dominio terrestre.
Questa differenza non Γ¨ questione da poco, perchΓ© identifica ora lo strumento militare aereo ora quello terrestre come responsabili della trasformazione degli approcci dottrinari allo spazio litorale, determinando anche risposte operative differenti.
A cambiare nel combattimento terrestre Γ¨ l’estensione della portata visiva e delle capacitΓ di attacco dei plotoni di fanteria rispetto al passato, grazie all’impiego di droni da ricognizione e offensivi. Come hanno scritto su “War on the Rocks” Salinas, Askew e Levay, “proprio come il fuoco indiretto ha cambiato la capacitΓ della fanteria di colpire bersagli oltre la gittata delle mitragliatrici, l’adozione dei droni altera il modo in cui i fanti possono usare la forza”.
Infatti, le unitΓ di fanteria che perdono il controllo del litorale aereo, saranno vulnerabili al fuoco nemico e saranno inefficaci in combattimento molto prima di potersi avvicinare alle forze avversarie. L’estensione delle dotazioni di droni anche ai plotoni di fanteria Γ¨ parte integrante della “democratizzazione” del potere aereo ma risponde a logiche tattiche eminentemente terrestri, in questo essendo legata a doppio filo anche allβestensione della capacitΓ antiaerea alle unitΓ piΓΉ piccole. Sul lato tattico, infatti, l’estensione della “capacitΓ antiaerea” (e antidrone) ad unitΓ di soldati sempre piΓΉ piccole, dunque l’alleggerimento e l’ampliamento delle disponibilitΓ dei missili spalleggiabili, Γ¨ una delle chiavi del successo tattico e dell’aumento delle possibilitΓ di sopravvivenza, come il conflitto ucraino ha ben evidenziato.
In particolare, la teoria e la dottrina stanno valutando ampliamente la possibilitΓ di estendere questo tipo di capacitΓ alle squadre di fanteria leggera β come sono quelle paracadutiste e anfibie β sia per lβimpiego che per il contrasto delle tattiche di negazione e interdizione dβarea, che passano obbligatoriamente per il litorale aereo, sempre piΓΉ utilizzate in conflitti in corso (Ucraina) o teorizzate in quelli futuri/possibili (Taiwan, isole del Mar Cinese Meridionale). CosicchΓ© la supremazia nello spazio “littoral” puΓ² essere espressione di una superioritΓ a terra rispetto al nemico ma non implica, necessariamente, anche il controllo dei cieli.
Da evidenziare Γ¨ anche che ad accomunare i “riformisti” del potere aereo ai sostenitori della dimensione terrestre dello spazio aereo litorale Γ¨ l’idea secondo cui, a fronte di un campo di battaglia contestato e congestionato, sia ormai sorpassata la tradizionale nozione per la quale Γ¨ “in the blue skies” che si conquista o si perde la superioritΓ aerea. Durante la campagna aerea statunitense contro l’Isis nel 2016-2017, mentre la U.S. Air Force riuscΓ¬ a ottenere la superioritΓ aerea sui cieli di Mosul, i miliziani islamisti riuscirono comunque ad operare a terra contro le forze curdo-irachene, mantenendo l’accesso diretto allo spazio litorale tramite piccoli droni. A tal proposito, lβesempio delle brigate UAV ucraine Γ¨ calzante, perchΓ© evidenzia come i droni di vario tipo (ISR ad ala fissa, droni ISR ββquadricotteri che fungono anche da bombardieri, nonchΓ© droni d’attacco FPV) siano in grado di saturare e controllare lo spazio aereo βlitoraleβ adottando tattiche a metΓ strada tra la negazione e la supremazia.
Da evidenziare Γ¨, dunque, quanto possa essere complicato impiegare le forze aeree tradizionali per tutelare le truppe a terra e garantirgli la pulizia dellβarea operativa se lo spazio tattico intermedio non Γ¨ controllabile dallβalto ma deve essere ripulito e conquistato dal basso.
In “Contesting the Air Littoral“, Grieco e Bremer hanno scritto che, date le condizioni tattiche attuali, in cui lo spazio “littoral”, in considerazione della situazione di continua contestabilitΓ della superioritΓ e l’impossibilitΓ di stabilire una reale supremazia, risponde alle dinamiche del combattimento terrestre e navale, le riflessioni sul potere aereo tradizionale nei “cieli blu” e quelle sulle tattiche dello spazio litorale vadano separati.
