Di Maio inviato UE nel Golfo? Non scherziamo...

(di Caio Mussolini)
27/11/22

Vorrei condividere con i lettori di Difesa Online alcune riflessioni a seguito dell'articolo pubblicato il 24 novembre dal quotidiano emiratino The National, il giornale più importante in lingua inglese di Abu Dhabi. Per capire l'articolo, potete leggerlo nel seguente link, dove si critica pesantemente la preannunciata nomina di Luigi Di Maio come inviato UE nel Golfo bisogna fare un passo indietro, a fine gennaio 2021...

Premettendo che è prerogativa di ogni governo poter revocare o bloccare le licenze all'esportazione già concesse per materiale d'armamento venduto a paesi terzi, il 29 gennaio quando era ministro degli Esteri, Di Maio incautamente pubblicò su Twitter e Facebook (immagine seguente) un post dove si vantava di aver revocato le licenze agli EAU e all'Arabia Saudita che riguardavano contratti firmati nel 2016 e 2017 asserendo che due paesi non avrebbero rispettato i diritti umani nel corso della guerra in Yemen.

Le conseguenze immediate di questa decisione sono state la perdita per la società RWM Italia di decine di milioni Euro, mentre gli emiratini sostituivano in breve tempo il vecchio fornitore con la società brasiliana AEQ.

Tuttavia, il problema più grande è emerso dalle modalità di comunicazione della revoca ai due paese che, anziché avvenire attraverso i canali ufficiali riservati, ne erano venuti a conoscenza attraverso i social.

Superfluo evidenziare il disappunto, specialmente degli EAU, a seguito dello sgarbo subito, con la conseguente cacciata della Task Force italiana dalla base aerea di Al Minhad e il diniego dell'autorizzazione all'atterraggio dei voli, "di Stato" con il ministro Guerini e "militare" con a bordo la stampa, diretti in Afganistan a giugno del 2021.

L'azione scellerata di Di Maio ha avuto come conseguenza che le relazioni ufficiali tra i due paesi, specialmente nel settore della difesa, si siano deteriorate arrivando al punto più basso degli ultimi decenni.

Premesso quanto sopra, possiamo ritornare all'articolo del The National.

Chi conosce i paesi del Golfo sa che i media sono soggetti a controllo da parte dei governi e che tutte le notizie di un certo rilevo vengono approvate preventivamente.

Lavorando in quest'area da più di 20 anni, dopo aver letto il pezzo ho subito pensato alla locuzione "parlare a nuora perché suocera intenda".

L'intervento di prestigiosi analisti, come Cinzia Bianco che conosco e apprezzo da tempo, evidenziano con diverse sfumature l'incompetenza, la debolezza, la mancanza di relazione nel Golfo e la sua responsabilità nell'aver rovinato i rapporti con due dei principali paesi nell'area, ritenendo tutti la sua eventuale nomina un grave errore.

Ma a un attento osservatore non deve sfuggire il messaggio che si è voluto dare alla UE e specialmente all'Italia da parte del governo emiratino: la nomina di Di Maio non è gradita e sarà la pietra tombale per i rapporti tra i nostri paesi.

Il rappresentante della UE per gli affari esteri Josep Borrell pare abbia scelto Di Maio tra una rosa di candidati. I curricula di alcuni di loro sono distanti anni luce dal modesto bagaglio culturale, linguistico e di esperienze dell'ex ministro e fatichiamo a capire questa scelta. Perché lui?

A meno che, come ha scritto Bianco, per ragioni sconosciute ai comuni mortali la UE voglia piazzare a tutti i costi Di Maio, invece di scegliere il miglior candidato per gestire le relazioni tra UE e paesi del Golfo.

La nomina di Di Maio come inviato UE deve essere assolutamente evitata. Se si vuole veramente ricostruire il logorato rapporto tra Italia e EAU la prima cosa da fare è allontanare dalla scena politica internazionale (è già avvenuto in Italia alle ultime elezioni) la persona responsabile di ciò che è successo.

Il governo italiano dovrebbe fare tutto il possibile per contrastare in sede europea questa proposta, nata durante gli ultimi giorni del Governo Draghi, evidenziare le ragioni della nostra contrarietà e tornare a tutelare i nostri interessi nell'area.

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