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Siria: dopo tre anni finisce l’incubo. Le truppe siriane sbaragliano l’ISIS e raggiungono Deir Ezzor

Giampiero Venturi Giampiero Venturi · · 2 min di lettura

La notizia rimbalza su tutti i media, anche quelli assenti in questi anni di controffensiva siriana contro i terroristi dello Stato Islamico (quasi tutti…). Con un mese d’anticipo sulle previsioni di Damasco, reparti del 5° corpo d’assalto (composto da volontari e addestrato dai russi) e avanguardie delle Forze Tigre, hanno raggiunto Deir Ezzor.

La prima area toccata dai lealisti è la base della 137a brigata meccanizzata, parte della guarnigione siriana asserragliata in città sul lato ovest del fiume Eufrate dal 2015. Le operazioni di approccio sono ancora in corso ma appare epica la cornice in cui tutto sta avvenendo.

I media siriani (Alikhbaria Siria) hanno trasmesso la telefonata tra il generale Zahreddine (foto), comandante dei parà della 104a guardia repubblicana e delle forze assediate, col generale Hassan, comandante delle Forze Tigre in procinto di entrare in città.

Il ricongiungimento tra truppe in arrivo da ovest e militari accerchiati, pone fine a 3 anni di rifornimenti aerei, unico modo per i difensori di Deir Ezzor di resistere ai terroristi dell’ISIS. Le forze siriane fino ad oggi bloccate in città non ammontavano a più di 5000 uomini (oltre ai reparti già menzionati, la 121a brigata artiglieria e i parà trasportati a gennaio con elicotteri russi) ma potevano contare sui depositi pieni di armi e munizioni della 17a divisione di riserva, situati proprio nell’area controllata dai governativi. Intorno, migliaia e migliaia di miliziani ISIS hanno condotto assalti praticamente quotidiani per anni.

Gli eventi seguono settimane di successi delle forze siriane a danno del Califfato lungo l’asse Palmira-Eufrate, accelerati negli ultimi giorni.

Martellante il fuoco aereo russo, che con cacciabombardieri ed elicotteri da diversi giorni non dà respiro ai miliziani islamisti. Quadruplicato il numero delle sortite rispetto a un mese fa.

In queste ore, l’impegno principale delle forze aeree di Mosca sarebbe impedire i movimenti di truppe ISIS e l’arrivo di rinforzi da altre postazioni sull’Eufrate. Già si parla infatti di un imminente controffensiva jihadista.

Deir Ezzor è divisa in due. Sul lato occidentale controllato dai siriani vivono 100.000 civili, che alle prime notizie dell’arrivo dell’esercito avrebbero già manifestato giubilo in strada. Sul lato est, oltre il fiume, i cittadini ostaggio del Califfato sarebbero più di 50.000.

A Deir Ezzor nel 2014 si verificò uno dei più grandi massacri di civili del conflitto siriano, con oltre 400 innocenti massacrati dagli integralisti.

Si attendono evoluzioni ora per ora.

(immagine: AMN)

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