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Dopo i “ribelli moderati” anche l’ISIS usa missili anticarro USA contro i siriani

Giampiero Venturi Giampiero Venturi · · 2 min di lettura

Non è certo una novità, ma nelle ultime ore il fenomeno è diventato macroscopico. Per resistere all’avanzata delle forze siriane sulla direttrice Palmira-Deir Ezzor, i terroristi del Califfato stanno facendo largo uso di missili TOW. A rilevarlo è indirettamente la stessa Amaq, “agenzia di stampa” dello Stato Islamico, che mostra foto di mezzi siriani centrati da sistemi anticarro.

Da alcune settimane stiamo facendo focus sull’offensiva di Damasco e dei suoi alleati per liberare dall’assedio islamista Deir Ezzor. Sarà probabilmente uno degli ultimi atti della guerra di Siria. Secondo fonti militari, sarebbero circa 50.000 i governativi schierati nell’area a est di Palmira tra regolari, paramilitari e miliziani alleati (principalmente Hezbollah e sciiti iracheni).

L’Operazione Lavender ha già permesso la liberazione di Arak (città strategica per i giacimenti di gas) e convergerebbe su Al Suknah, ultimo centro importante prima di Deir Ezzor. L’attacco su vasta scala si compone di tre artigli: bombardamenti aerei a tappeto condotti da russi e siriani; uso delle forze speciali; avanzamento rapido nel deserto con le forze corazzate, di cui l’esercito siriano ha per tradizione grandi disponibilità. Proprio queste ultime sono state oggetto di attacchi continui negli ultimi giorni da parte dei miliziani dello Stato Islamico condotti con missili di fabbricazione USA.

Laddove le unità di Damasco non dispongano delle ultime versioni dei T-90, più resistenti ai TOW, ma di T-72 o addirittura di vecchi T-62 e T-55, gli attacchi sarebbero ancora più efficaci. Al punto da rallentare l’avanzata dei siriani verso est.

Come faccia l’ISIS a disporre di missili TOW non è un mistero. I ribelli jihadisti del nord, equipaggiati per anni dal Pentagono con sistemi anticarro attraverso la Turchia, commerciano armi e mezzi col Califfato che disporrebbe così di grandi stock di missili TOW. Altri sarebbero arrivati da Qatar e Arabia Saudita.

Il duello carri-TOW è uno dei tormentoni della guerra siriana. Finora però erano stati i cosiddetti “ribelli” a fare uso e vanto dei temibili sistemi anticarro. Ora tocca allo Stato Islamico, messo alle corde ovunque, farne debita mostra.

Il fenomeno nelle prossime settimane, al fine di contenere le perdite, renderà necessario per Damasco e i suoi alleati un maggiore uso delle forze aeree e delle forze speciali a terra.

(immagini: fotogramma YouTube / Twitter)

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