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Industria
Analisi

Leonardo vola: 23 miliardi di nuovi ordini. Ma quanto guadagna davvero?

I risultati dei primi nove mesi del 2026 raccontano un'azienda in forte crescita. Aumentano i contratti, le vendite e i profitti. Ma anche i debiti.

Vasco Monteforte Vasco Monteforte · · 5 min di lettura

Immaginiamo un’azienda che costruisce prodotti molto costosi, che richiedono anni di lavoro e che vengono acquistati soprattutto dai governi: elicotteri, aerei militari, radar, sistemi di difesa, satelliti e veicoli blindati.

Quest’azienda si chiama Leonardo ed è uno dei maggiori gruppi industriali italiani, con oltre 67.000 dipendenti.

Oggi ha comunicato i risultati dei primi nove mesi del 2026. I numeri sono decisamente positivi, ma per comprenderli bisogna distinguere tre cose: quanto lavoro Leonardo ha ottenuto, quanto ne ha già realizzato e quanti soldi riesce effettivamente a guadagnare.

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Gli ordini: lavoro assicurato per quasi tre anni

Cominciamo dalla notizia principale. Da gennaio a settembre Leonardo ha ricevuto nuovi ordini per 23,3 miliardi di euro, quasi il 28% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Attenzione: non significa che abbia incassato 23 miliardi. Significa che i clienti hanno firmato contratti per acquistare prodotti e servizi che saranno realizzati e pagati secondo le scadenze previste. È un po’ come per un’impresa edile che abbia già firmato contratti per costruire centinaia di palazzi. Il lavoro c’è, ma bisogna ancora realizzarlo.

Sommando i contratti vecchi ancora da completare e quelli nuovi, Leonardo arriva a 60,4 miliardi di euro di ordini da soddisfare. Una cifra enorme, che corrisponde a oltre due anni e mezzo di attività produttiva. In altre parole, l’azienda sa già che avrà molto lavoro da svolgere nei prossimi anni.

Quanto vende e quanto guadagna?

Nei primi nove mesi Leonardo ha registrato ricavi per 15,3 miliardi di euro. Si tratta del valore dei prodotti e servizi contabilizzati nel periodo, non necessariamente di denaro già incassato.

Rispetto al 2025, i ricavi sono aumentati del 14%. Ma vendere di più non significa automaticamente guadagnare di più. Bisogna pagare stipendi, materiali, fornitori, energia, impianti e tutte le altre spese necessarie a far funzionare una grande industria.

E qui arriva un altro dato positivo. Il risultato delle attività industriali, misurato attraverso un indicatore chiamato EBITA, è cresciuto di quasi il 38%, raggiungendo 1,3 miliardi. Leonardo non sta soltanto vendendo di più, sta migliorando anche la capacità di ricavare un margine dal proprio lavoro.

L’utile vero e proprio? Dopo aver considerato anche le altre componenti del bilancio, comprese imposte e spese finanziarie, il risultato netto è di 792 milioni di euro. Un aumento del 7,8% rispetto all’anno precedente.

Perché aumentano anche i debiti?

C’è però un dato apparentemente contraddittorio: mentre Leonardo cresce e guadagna, aumenta anche il suo indebitamento. A settembre i debiti finanziari netti ammontavano a 3,3 miliardi di euro, contro circa un miliardo alla fine del 2025.

Come mai? Una spiegazione importante è l’acquisto delle attività della difesa di Iveco, oggi entrate nel gruppo come IDV. Un’operazione costata circa 1,6 miliardi di euro, che permette a Leonardo di rafforzarsi nel settore dei veicoli militari.

In sostanza, l’azienda ha investito una somma considerevole per diventare più grande. L’acquisizione ha contribuito anche all’aumento degli ordini. Ma la crescita non dipende soltanto da questo acquisto: senza considerare IDV, i nuovi contratti sarebbero comunque aumentati di oltre il 22%.

Un altro aspetto riguarda il denaro disponibile dopo le spese necessarie all’attività industriale. Nei nove mesi il saldo è ancora negativo per 68 milioni, ma un anno prima era negativo per 426 milioni. Un miglioramento notevole.

Che cosa sta vendendo Leonardo?

Il settore più forte è quello dell’elettronica per la difesa, che comprende radar, sensori, sistemi di combattimento e, nei nuovi conti, anche i veicoli militari IDV. Da solo ha raccolto ordini per oltre 11 miliardi di euro, con una crescita del 44%. Fra i programmi figurano radar destinati alla difesa antimissile italiana, sistemi per aerei da combattimento Gripen e apparati per navi militari.

Nel settore terrestre compaiono i Centauro destinati al Brasile, nuovi autocarri militari per la Romania e veicoli blindati anfibi per la Spagna.

Vanno bene anche gli elicotteri. Leonardo si è aggiudicata un contratto del ministero della Difesa britannico per la fornitura di 23 elicotteri AW149. Nei primi nove mesi del 2026 il gruppo ha inoltre consegnato complessivamente 120 elicotteri ai propri clienti, cinque in più rispetto allo stesso periodo del 2025

Quanto agli aerei, continuano i programmi Eurofighter, F-35 e M-346. Leonardo produce velivoli completi, ma anche parti fondamentali di aerei costruiti insieme ad altre aziende internazionali.

Particolarmente interessante è il recupero del settore delle aerostrutture, cioè la produzione di componenti per aerei civili. L’attività perde ancora denaro, ma molto meno rispetto al passato.

Crescono infine anche le attività informatiche legate alla sicurezza e quelle spaziali, che comprendono satelliti e servizi collegati.

Un’azienda sempre più grande

La crescita non riguarda soltanto le vendite. Leonardo sta cercando di diventare un gruppo capace di offrire sistemi militari sempre più completi.

L’acquisizione di IDV, la collaborazione con la tedesca Rheinmetall per i mezzi terrestri, quella con la turca Baykar nel settore dei droni e il programma internazionale GCAP per il futuro aereo da combattimento vanno in questa direzione.

L’obiettivo è non limitarsi a fornire singoli componenti, ma partecipare alla realizzazione di interi sistemi di difesa. Per questo Leonardo continua anche ad acquistare aziende con competenze tecnologiche specifiche.

E adesso?

I risultati sono stati così positivi che Leonardo ha aumentato le proprie previsioni per il 2026: punta a chiudere l’anno con circa 29,5 miliardi di nuovi ordini e 22,1 miliardi di ricavi. Prevede inoltre di ridurre l’indebitamento netto a circa 2,2 miliardi entro dicembre. Quest’ultimo obiettivo richiederà una significativa generazione di liquidità negli ultimi tre mesi dell’anno.

Resta una questione industriale… riuscire a produrre e consegnare tutto ciò che è stato venduto, rispettando tempi, costi e qualità. È lo stesso problema richiamato dall’amministratore delegato Lorenzo Mariani, che ha sottolineato la necessità di aumentare la capacità produttiva e migliorare l’esecuzione dei programmi.

In definitiva, Leonardo ha davanti a sé un problema che molte aziende vorrebbero avere: clienti e ordini che non mancano.

Ma un contratto firmato non è ancora un prodotto consegnato e, soprattutto, non è automaticamente un guadagno. La vera misura del successo dei prossimi anni sarà quindi la capacità di trasformare quei 60 miliardi di lavoro già acquisito in prodotti effettivamente consegnati, clienti soddisfatti e utili.

Un’azienda non diventa più forte soltanto vendendo molto. Deve anche dimostrare di saper produrre bene, rispettare gli impegni e guadagnare abbastanza da finanziare il proprio futuro.

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