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Terra

Esercitazione “Orion 26”

Simulazione di difesa reattiva in conflitti ad alta intensità

Stato maggiore dell'Esercito italiano Stato Maggiore Esercito · · 2 min di lettura

Si è conclusa l’esercitazione interforze “Orion 26”, condotta in Francia con il coinvolgimento complessivo di 24 Nazioni alleate, che ha visto la partecipazione di personale dell’11° Reggimento Bersaglieri, del 132° Reggimento carri e del Reggimento “Lancieri di Novara” (5°), nonché il contributo della Marina Militare che dal 10 al 19 febbraio con Nave Doria e Nave San Giusto, quest’ultima con a bordo personale della Brigata Marina San Marco (BMSM) e del Reggimento Lagunari “Serenissima” dell’Esercito Italiano, nell’ambito delle capacità nazionali di proiezione anfibia dal mare.

Durante l’attività i militari italiani hanno operato per oltre 10 giorni in uno scenario addestrativo complesso, caratterizzato da un elevato grado di realismo, in un contesto orientato al combattimento. Il loro impegno è stato preceduto dall’operazione logistica di dispiegamento strategico su strada gestita dalla Brigata Ariete attraverso la componente MOTRA (Trasporto Materiali).

Inquadrati nel dispositivo del 35e Régiment d’Infanterie e della 7e Brigade Blindée, i Reparti hanno sviluppato manovre tattiche con impiego, per oltre 200 km, delle piattaforme corazzate in dotazione, sperimentando e testando sul terreno procedure tattiche, capacità di integrazione e di coordinamento operativo con le unità alleate.

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Le unità hanno effettuato una serie di attività tattico-difensive, dal passaggio tra le linee amiche, all’attraversamento di un corso d’acqua, da un combattimento in ambiente urbano, al frenaggio e al contrattacco delle linee nemiche lungo una fronte di circa 4 km. 

Le operazioni sono culminate nell’occupazione di un centro abitato, conseguita mediante l’azione coordinata e integrata delle diverse componenti. 

L’addestramento, ha consentito di consolidare l’interoperabilità con le forze terrestri francesi, effettuare uno scambio conoscitivo afferente alle molteplici linee di sviluppo capacitivo e di innovazione (impiego di droni, Counter UAS – Unmanned Aerial Systems, Posti Comando su piattaforme 8×8, Quad di supporto della fanteria).

La partecipazione a “Orion 26” ha rappresentato un banco di prova concreto in scenari ad alta intensità, per evidenziare la capacità dei Reparti di operare con efficacia in contesti operativi complessi e multinazionali e consolidare il fronte della difesa collettiva in ambito NATO.

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