Breaking
Questa sera alle 21.00 “Dicembre 2008: la battaglia contro il Tevere” • RAF Fairford: quando l’allarme corre più delle prove • Russia, il bilancio della difesa 2027 aumenta del 27%: Mosca alza ancora la posta? • Jerrycan: 20 litri di genio nella storia della logistica • Hormuz, Teheran rivendica due missili contro unità navale USA: nessuna conferma da Washington • Il prezzo della pace: oggi il Donbass, domani le Hawaii? • L’Italia riceve da Rheinmetall il primo sistema di difesa aerea Skynex • Vigilanza privata, Cecconi (AISS): «Chi viola le regole tradisce un intero settore» • Mosca sotto attacco: l’eliminazione del generale Sarvarov e le ombre sui negoziati • 18 dicembre 1941: la Notte di Alessandria, un’impresa leggendaria • Il mortaio da 81mm americano cambia categoria? • KNDS e Leonardo: accordo per lo sviluppo congiunto di un nuovo programma • Accademia Aeronautica: consegnati i gradi di sottotenente agli aspiranti del Corso Drago VI • Avvicendamento al comando della brigata paracadutisti “Folgore” • Questa sera alle 21.00 “Dicembre 2008: la battaglia contro il Tevere” • RAF Fairford: quando l’allarme corre più delle prove • Russia, il bilancio della difesa 2027 aumenta del 27%: Mosca alza ancora la posta? • Jerrycan: 20 litri di genio nella storia della logistica • Hormuz, Teheran rivendica due missili contro unità navale USA: nessuna conferma da Washington • Il prezzo della pace: oggi il Donbass, domani le Hawaii? • L’Italia riceve da Rheinmetall il primo sistema di difesa aerea Skynex • Vigilanza privata, Cecconi (AISS): «Chi viola le regole tradisce un intero settore» • Mosca sotto attacco: l’eliminazione del generale Sarvarov e le ombre sui negoziati • 18 dicembre 1941: la Notte di Alessandria, un’impresa leggendaria • Il mortaio da 81mm americano cambia categoria? • KNDS e Leonardo: accordo per lo sviluppo congiunto di un nuovo programma • Accademia Aeronautica: consegnati i gradi di sottotenente agli aspiranti del Corso Drago VI • Avvicendamento al comando della brigata paracadutisti “Folgore” •
Brevi estero

Scarborough Reef: la Cina attacca una nave filippina

Andrea Cucco · · 3 min di lettura

L’11 agosto 2025, nelle acque contese dello Scarborough Shoal – area rivendicata da Pechino ma riconosciuta a livello internazionale come parte della zona economica esclusiva filippina – si è consumato un episodio che difficilmente potrà essere archiviato come un semplice “incidente di navigazione”.

Due unità della Guardia Costiera filippina, la BRP Suluan e la BRP Teresa Magbanua, impegnate in una missione di supporto ai pescatori locali, sono state avvicinate e ostacolate da navi cinesi: in prima linea una pattuglia della Guardia Costiera di Pechino, una corvetta con il numero di scafo 3104, affiancata dal cacciatorpediniere della Marina cinese Guilin (Tipo 052D, scafo 164).

Secondo la ricostruzione diffusa da Manila, la motovedetta cinese avrebbe tentato di tagliare la rotta alla Suluan a velocità sostenuta, mentre il Guilin cercava di chiudere il passaggio alla nave filippina. La manovra si è trasformata in un clamoroso boomerang: la 3104 è finita sotto la prua del più imponente cacciatorpediniere, che ne ha schiacciato la sezione prodiera riducendola a un relitto galleggiante. Il Guilin, pur subendo ammaccature e graffi lungo lo scafo, ha continuato la navigazione.

Il filmato rilasciato dalla Guardia Costiera filippina mostra la sequenza con una chiarezza imbarazzante: l’imbarcazione più piccola che viene letteralmente travolta dall’unità della stessa bandiera.

Reazioni

Il generale Romeo Brawner Jr., capo di stato maggiore delle forze armate filippine, ha denunciato l’episodio come l’ennesimo tentativo cinese di intimidire civili sotto la protezione di pattuglie regolari di Manila.

La risposta di Washington non si è fatta attendere. Gli Stati Uniti hanno definito la collisione “un’azione sconsiderata” e hanno inviato nelle vicinanze lo USS Higgins e lo USS Cincinnati per riaffermare la libertà di navigazione e ribadire l’alleanza con le Filippine.

La dinamica va oltre il mero incidente tecnico. Il coinvolgimento di un’unità da combattimento di alto livello come un cacciatorpediniere Tipo 052D in operazioni di “pressione navale” contro pattuglie e civili rappresenta un salto qualitativo preoccupante nelle tattiche della cosiddetta “zona grigia” cinese.

La presenza sempre più attiva di alleati come Giappone, Australia, Canada e Nuova Zelanda nelle esercitazioni regionali indica che la comunità internazionale percepisce la crescente instabilità nel Mar Cinese Meridionale come una minaccia diretta all’ordine marittimo globale.

L’ironia della storia

Il risultato, tuttavia, resta paradossale: invece di intimidire una piccola unità filippina, la Cina ha finito per danneggiare se stessa, mettendo in scena un incidente che rischia di diventare emblema non solo della propria aggressività mal calcolata, ma anche di una capacità marinaresca che non si improvvisa con investimenti imponenti in pochi anni.

Non serviranno analisti né think tank per ricordare l’episodio. Negli annali della navigazione, l’11 agosto 2025 sarà ricordato come il giorno in cui la Cina, nel tentativo di proiettare potenza, avrà dato prova di doversi difendere da sé stessa?

Sostieni il Giornalismo Indipendente

Difesa Online è libero e accessibile a tutti grazie ai lettori come te. Ogni contributo ci aiuta a continuare il nostro lavoro di informazione e analisi.

Dona ora con PayPal

Pagamento sicuro e protetto

Testo:
Ti piace quello che leggi? Sostieni Difesa Online con una donazione