Si è svolta, in piazza Sant’Oronzo, la cerimonia di consegna del basco nero ai volontari in ferma iniziale (VFI) del 3° blocco 2024, divenuti specialisti dell’arma di cavalleria al termine del loro percorso formativo. L’evento, aperto al pubblico e carico di valore simbolico, ha visto la partecipazione del comandante per la formazione, specializzazione e dottrina dell’esercito, generale di corpo d’armata Carlo Lamanna.
Nel cuore del centro storico leccese, alla presenza dello stendardo dell’arma di cavalleria, decorato di una croce di cavaliere dell’ordine militare d’Italia e di una medaglia d’oro al valor militare, i VFI del 6° corso, intitolato al cavalleggero M.O.V.M. Felice Giuseppe, hanno ricevuto il basco nero, simbolo distintivo dell’arma e della specialità carristi.
Apice della cerimonia, la lettura da parte del generale di brigata Rizzitelli della formula con cui gli oltre 160 nuovi esploratori, operatori equestri e operatori delle forze blindo corazzate, carristi e esploratori pesanti, sono stati investiti al grido di “San Giorgio”, patrono dell’arma. I giovani cavalieri hanno così indossato, per la prima volta, il basco nero, entrando ufficialmente nei ranghi della cavalleria.
Nel suo messaggio rivolto ai volontari in ferma iniziale e ai marescialli, il generale Rizzitelli ha sottolineato come quella appena vissuta sia una giornata destinata a rimanere tra i ricordi più significativi del loro percorso, al pari del momento solenne del giuramento.
Il sindaco di Lecce, prof.ssa Adriana Poli Bortone, ha espresso parole di amicizia e vicinanza alla scuola di cavalleria e all’esercito, sottolineando l’orgoglio di poter ospitare un’eccellenza della formazione, dal respiro internazionale, che quotidianamente è espressione e promotrice di valori positivi.
Durante l’allocuzione, il gen. c.a. Lamanna ha sottolineato: “Il basco nero è il mezzo in cui si tramandano i valori e le nobili tradizioni dell’esercito e della cavalleria”… “tale momento sancisce l’ingresso dei giovani VFI nella comunità della cavalleria, non solo come militari formati, ma come uomini e donne pronti a operare con professionalità, valore e spirito di corpo.”
I volontari hanno affrontato un percorso addestrativo intenso e selettivo presso la scuola di cavalleria, volto a prepararli all’impiego nei reparti operativi dell’arma. L’iter include attività tecnico-tattiche, addestramento individuale e di reparto, studio dei sistemi d’arma e formazione etica e militare.

